L’orologio planetario di Macerata

Alzando gli occhi sulla torre che delimita piazza della Libertà si ammira uno degli orologi più belli e particolari al mondo, uno dei pochi meccanismi rinascimentali a mostrare anche la rotazione dei pianeti del Sistema Solare.

Purtroppo quello che si ammira oggi in piazza della Libertà è una ricostruzione, seppure eccellente e fedelissima, di quello cinquecentesco di cui oggi rimangono solo pochi frammenti conservati nei musei civici di Palazzo Buonaccorsi. A quel tempo difficilmente le persone disponevano di un orologio da taschino e controllare le lancette della torre era quasi fondamentale.

Era il gennaio 1569, quando il Consiglio di Credenza del Comune di Macerata volle decorare la torre civica con un orologio, non un orologio qualsiasi ma uno dei più spettacolari che fossero mai stati costruiti. Si rivolse così ai fratelli Giulio, Lorenzo Maria e Ippolito Ranieri da Reggio Emilia. La famiglia Ranieri era già apprezzata in tutta Italia per aver costruito altri notevoli orologi civici: quello di piazza San Marco a Venezia, della Torre di Rigobello a Ferrara, della torre comunale di Modena, di palazzo Monte di Pietà a Reggio Emilia e molti altri. Per generazioni i Ranieri avevano perfezionato la loro arte con meccanismi più complessi e decorati con ricercati automi semoventi.

Ma cos’ha quest’orologio di così particolare?

La macchina è decisamente complessa poiché regola contemporaneamente sei diverse funzioni: l’avanzamento della lancetta, i colpi che scandiscono le ore e le mezz’ore, l’uccello che fa suonare la piccola campana colpendola col becco, l’azionamento del carillon, i movimenti degli automi, la rotazione dei dischi dei corpi celesti.

L’opera è una sintesi dello spirito rinascimentale in cui la straordinaria ingegnosità del quadrante si lega a una devozione sincera, rappresentata nel suo carosello.

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