Urbania: la signora del Metauro

Urbania, la signora del Metauro

Incastonata nelle antiche mura e difesa su tre lati dal fiume Metauro, Urbania conserva un nucleo storico ricco di elementi architettonici di vari periodi e di notevole pregio.

Tra tutti degno di nota è l’elegante Palazzo Ducale capolavoro voluto dal Duca di Urbino Federico II da Montefeltro che oggi ospita: il Museo Civico, la Biblioteca, la Pinacoteca e l’Archivio Storico con pregevoli raccolte di disegni, manoscritti, incisioni (tra gli autori Barocci, Zuccari, Carracci) e i famosi globi geografici di Gerardo Mercatore.

Fra gli edifici sacri vanno invece ricordate la Chiesa dei Morti con bel portale gotico e il macabro “Cimitero delle mummie”, la rinascimentale Chiesa del Corpus Domini, la barocca chiesa di S.Caterina, la settecentesca chiesa di S.Francesco e la Cattedrale con annesso Palazzo vescovile, oggi sede del Museo Diocesano. Da sottolineare inoltre la presenza del Palazzo Comunale (sec. XVI) con la sua Torre Campanaria (1561) e l’ottocentesco Teatro che si volle intitolare all’illustre concittadino Donato Bramanteall’interno del quale si trova un’elegante sala a palchetti.

Urbania è una località immersa nel verde, tranquilla e vivibile. I suoi vicoli lunghi e diritti la fanno assomigliare ad un antico accampamento romano. È divisa in quattro quartieri ognuno corrisponde ad una porta d’accesso Porta Parco, Porta Cella, Porta Vecchia e Porta Nuova. Diversi gli scorci paesaggistici degni di essere visti!

Questa ridente cittadina custodisce infine una curiosa caratteristica, quella di aver cambiato nella storia il suo nome per ben tre volte. Nell’alto Medioevo si chiamava infatti Castel delle Ripe e sorgeva su di una collina. Verso la fine del 1300, il castello venne raso al suolo dai ghibellini e il centro urbano venne ricostruito a valle protetto da mura e dal fiume, prese allora il nome di Casteldurante in onore al legato papale Guglielmo Durante che ricostruì il paese. Solo dopo nel 1600 prese il nome odierno di Urbania e fu un omaggio a Papa Urbano VIII che elevò l’abitato al grado di Città e Diocesi.

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