Luoghi imperdibili

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Le Marche sono senza dubbio una delle regioni che nel corso degli ultimi anni ha fatto sempre più parlare di sé grazie all’attenzione nel tutelare il proprio patrimonio fatto di tanti luoghi da visitare, esperienze da vivere e culture da conoscere. Un’eccezionale concentrazione di piccoli borghi medievali, antiche città d’arte, paesaggi naturali unici, eccellenze enogastronomiche famose in tutta Italia e non solo. La scelta è talmente variegata che spesso è difficile stabilire quali uscite organizzare  per visitare questi posti ricchi di arte e di storia. Da nord a sud della regione, quindi, le infinite bellezze non finiscono mai di stupire e lasciare nel ricordo del visitatore impagabili ricordi. Di seguito alcune di esse che sicuramente andrebbero scoperte in modo più approfondito e dettagliato.

L’Imperiale degli Sforza

La villa sorge a pochi chilometri da Pesaro, nel Parco Naturale del Colle San Bartolo. Fu dimora del casato degli Sforza fino al 1512, quando estinto il ramo pesarese della famiglia, passò ai Della Rovere che estesero il loro dominio alla città di Pesaro.Considerata una delle opere di spicco del Rinascimento Italiano, deve l’appellativo di “imperiale” al fatto che nell’anno 1468 l’Imperatore Federico III d’Asburgo fu ospite degli Sforza nel suo viaggio verso Roma e si attribuisce a lui l’apposizione della prima pietra dell’edificio.

La villa nasce come residenza estiva e si compone di due costruzioni molto differenti tra loro, collegate da un corridoio pensile. La parte più antica custodisce una serie di affreschi realizzati nel 1500 dai Duchi Della Rovere. L’ala nuova si presenta come un’architettura terrazzata addossata alle pendici del colle e caratterizzata da molti spazi aperti dove si alternano corti, giardini e terrazze. Già nel ‘500 questi spazi ospitavano le celebrazioni di eventi e spettacoli ed ancora oggi sono adibiti per cerimonie, convegni, shooting fotografici e cene di gala.La villa è chiusa nei mesi autunnali ed invernali, è invece visitabile nei mesi estivi da giugno a settembre previa prenotazione.

Il Castello di Avacelli

Il Castello di Avacelli si trova ad un’altitudine di 485 metri sul livello del mare. E’ uno dei più importanti castelli di Arcevia di cui appunto Avacelli è una delle diciotto frazioni di cui si compone il Comune in Provincia di Ancona. La costruzione sorge su di una collina, in un luogo ricco di torrenti che vanno ad alimentare la portata del fiume Misa, a pochi km di distanza dal Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, sul versante di Serra S. Quirico.

Fu edificato per scopi di controllo del ducato longobardo di Spoleto e oggi dell’antica struttura difensiva rimane solo la porta d’ingresso e parte della cinta muraria in pietra. Il Castello di Avacelli, attestato dal 1248, conserva al suo interno la chiesa di San Lorenzo, la cui struttura risale al quattrocento. Attualmente è apprezzato, specie nei mesi estivi, per la bellezza del suo paesaggio fitto di boschi, per i vini ed i prodotti genuini del territorio. Nel mese di maggio vi si svolge una rinomata sagra degli asparagi di cui il territorio è particolarmente ricco.

Rocca d’Ajello

Rocca d’Ajello si trova a circa 10 km da Camerino (MC), in posizione dominante ed immersa nel verde di una natura incontaminata. Sorta anch’essa con scopi difensivi e di controllo, nasce composta da due torri erette tra il 1260 ed il 1280, in posizione strategica sulla valle sottostante tra Camerino e Castelraimondo, alle quali venne aggiunto un corpo centrale che ne trasformò la fortezza in residenza di campagna. All’interno ci sono due grandi saloni in grado di accogliere oltre 200 persone: la sala d’Armi e l’Antica Scuderia dei Varano.

La Rocca, infatti, e’ una fortezza appartenuta appunto ai duchi Da Varano, signori di Camerino fra il ‘200 e il ‘500. Attorno la Rocca troviamo dei giardini a pianta rettangolare contornati da mura merlate, ricchi di piante e fiori di ogni specie che nei mesi primaverili offrono uno spettacolo straordinario di profumi e colori, in special modo con la fioritura delle rose.
Antistante il castello si trova la chiesa di San Biagio, sorta sui resti di un’abbazia del IX secolo. A metà del ‘500, dopo la fine della signoria dei Varano il castello passò allo Stato della Chiesa e successivamente a varie famiglie.

Palazzo dei Priori

Il duecentesco Palazzo dei Priori, di origine rinascimentale, si impone elegantemente sulla maestosa Piazza del Popolo di Fermo. Nasce dall’unificazione di due palazzi già esistenti: un palazzo privato, nella parte nord, e l’antichissima Chiesa di San Martino, che un tempo dava il nome alla piazza, nella parte sud. L’edificio venne restaurato nella prima metà del XV secolo ed ultimato nel 1525. La facciata è composta di una doppia scalinata di accesso con sopra la statua bronzea di Papa Sisto V di Andrea Sansovino. Per lungo tempo luogo della vita politica della città, è attualmente sede della pinacoteca comunale e della sezione picena del museo archeologico.

In particolare, la pinacoteca è stata allestita nel 1986, al secondo piano del palazzo ed ospita opere di notevole prestigio della storia fermana. Essa si articola in cinque sale tra cui certamente di notevole spicco è la “Sala del Mappamondo” del 1688: la più antica biblioteca pubblica delle Marche, rivestita in legno e soffitto a cassettoni, al cui interno coglie certamente l’attenzione l’imponente mappamondo realizzato dal geografo Silvestro Amanzio Moroncelli nel 1713. La sezione museale picena situata al piano terra di Palazzo dei Priori è attualmente parzialmente inagibile a causa del sisma del 2016.

Il castello di Monte Varmine

Il castello di Monte Varmine, del XIV secolo con resti del IX, sebbene di proprietà del fermano, insiste sul territorio di Carassai (AP) dal quale dista appena 4 km dal centro. Da esso si possono ammirare le colline della Valdaso e della Valmenocchia. Secondo alcuni studiosi, il nome trae le origini dal termine longobardo “ward”, cioè guardia. Questo ne giustificherebbe anche il ruolo di difesa esercitato contro incursioni e saccheggi e convalida l’idea secondo la quale il castello fosse originariamente di proprietà longobarda.

Fu completamente restaurato nel 1398. Rimasto integro, con le sue mura poderose, l’alta torre dai merli ghibellini (35 m), il forte di forma quadrangolare era difeso sugli angoli da finte torrette e si dispone attorno alla piazza. Nel cortile interno si trova la chiesa di San Pietro, di origine settecentesca, mentre una scalinata che si arrampica sul fianco della torre raggiunge gli appartamenti nobili. Nel secolo scorso vi è stata rinvenuta la “Bombardella manescà” datata 1341: la prima arma da fuoco maneggevole conosciuta. Purtroppo non è visitabile internamente a causa degli effetti del sisma prima del 1997 e poi del 2016.

© Photos Andrea Tessadori

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