Il Torrione martiniano di Cagli

Cagli il torrione

Un monumento ricco di storia e inaspettate sorprese

Cagli fu una delle città più importanti del Ducato di Urbino (www.comune.cagli.ps.it). Per questo Federico da Montefeltro portò avanti molti interventi di ristrutturazione e abbellimento del complesso urbano. Ma in un’epoca di continue battaglie, il Duca alla costruzione di fastosi palazzi accompagnò anche la commissione di una fortificazione che difendesse la città.

Fu incaricato del progetto Francesco di Giorgio Martini, il celebre architetto senese maestro nell’arte dell’architettura militare. Il risultato fu il complesso difensivo comprendente la Rocca, a dominare il paesaggio dall’alto di una collina e, dabbasso, allacciato alle mura urbane, il Torrione. Da documenti d’archivio, possiamo risalire al 1481 come data di costruzione. Nel Trattato di architettura civile e militare scritto dal Martini, la fortezza di Cagli è la prima citata. Martini la descrive con grande dovizia di particolari, ostentando un compiacimento che è rilevatore dell’orgoglio del suo costruttore. Orgoglio ben riposto, perché la Rocca era effettivamente un capolavoro nel suo genere, per impostazione geometrica e accorgimenti tecnologici.

Cagli interno del torrione
© A. Tessadori

Della Rocca sono purtroppo rimasti pochi ruderi. Guidobaldo da Montefeltro, figlio di Federico, ordinò il suo smantellamento nel 1502, per evitare che cadesse nelle mani del Valentino, il temibile Cesare Borgia. Nella medesima area venne poi edificato il Convento dei Padri Cappuccini.

Perfettamente conservato è invece il Torrione ellittico, che svetta imponente all’ingresso del borgo. Articolato su cinque piani collegati da scale lumacate, il Torrione si apre al primo piano con una stanza dotata di cinque troniere, fori praticati nel muro per ospitare le bocche da fuoco. Questo spiega anche la presenza dei fumiganti, i camini che dovevano aspirare l’abbondante fumo prodotto dai primi modelli di armi da fuoco. Scendendo sotto il primo piano, troviamo una prodigiosa costruzione che parte da uno dei due locali semicircolari. È il “soccorso coverto”, una lunghissima scalinata di 367 gradini, ancora percorribile, che attraversa il sottosuolo della collina e si collegava direttamente alla fortezza sovrastante. 

Il Torrione martiniano termina in un ballatoio aperto, con caditoie e feritoie che si alternavano come preziosi strumenti a difesa della città. Un luogo militarmente efficace e temibile, ma che è anche un punto privilegiato da cui ammirare dall’alto Cagli e la natura che la circonda, culminante nelle montagne che dominano lo sfondo del panorama.

Dismessa la sua funzione di difesa, il Torrione oggi non è solamente un bellissimo monumento storico, ma anche la sede del Centro di Scultura Contemporanea. Le sale che una volta rimbombavano degli urli dei soldati e dei colpi di bombarda, ora ospitano opere di artisti di fama internazionale, come Mattiacci, Kounellis, Nagasawa, Icaro e tantissimi altri. Le loro sculture poggiano su una scenografia inedita e originale, si armonizzano con pietra e mattoni, creando un effetto incredibilmente suggestivo.

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