La Rocca di Mondavio: fortezza-capolavoro

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Il capolavoro di Giorgio Martini simbolo del borgo di Mondavio

Rara è una simbiosi così perfetta tra un paese e un suo specifico edificio come a Mondavio. La storia e l’identità del paese sono tutt’uno con quelle della Rocca Roveresca. L’imponente fortificazione svetta sul borgo considerato tra i più belli d’Italia e fregiato della Bandiera arancione, sinonimo di qualità turistico-ambientale.

La costruzione, che è giunta a noi quasi completamente intatta, fu eretta tra il 1482 e il 1492 per volontà di Giovanni Della Rovere, nipote di Papa Sisto IV, marito della figlia del Duca di Urbino Federico da Montefeltro, Giovanna. Uno dei tanti matrimoni dove l’amore lasciava il posto agli interessi delle grandi famiglie di cementare alleanze e unire grandi ricchezze.

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© A. Tessadori

Il progetto venne affidato a Francesco di Giorgio Martini, illustre architetto senese, maestro nell’arte delle costruzioni fortificate, che in particolare nelle Marche ha lasciato numerose prove del suo genio. Tra tutte, la Rocca di Mondavio è considerata da molti il suo autentico capolavoro, e a guardarla si capisce bene perché. A stupire è innanzitutto la forma inusuale, non semplicemente squadrata e simmetrica come molte altre fortificazioni. Le pareti si succedono formando angoli appuntiti e prospettive sfuggenti. L’imponente mastio, che domina sull’intera costruzione, si presenta a pianta ottagonale e si sviluppa verso l’alto con pareti dalle forme non regolari, trapezoidali, che generano il curioso effetto ottico di un avvitamento elicoidale dal basso verso l’alto.

Questi che a prima vista potrebbero sembrare esercizi di stile di un grande architetto, erano in realtà elementi attentamente studiati per scopi pratici. Grazie alle sue forme particolari la Rocca era meglio difesa dai micidiali colpi di bombarda o dagli attacchi delle macchine da lancio come catapulte e trabucchi. E si può ben dire che il progetto ottemperò ai suoi scopi, dato che Mondavio nella sua storia non conosce assedi portati a buon fine. Giorgio Martini progettò inoltre un torroncino di rinfianco, a protezione del camminamento che porta alla massiccia torre semi-circolare, che attraverso un ponte a sua volta si unisce al rivellino d’ingresso. Il complesso, visto da una prospettiva aerea, ricorda la forma di una balestra, che possiamo considerare la firma di Giorgio Martini. Il segno che la sua Rocca era un’autentica arma da guerra.

La fortezza, che da metà del Seicento venne adibita a carcere, è oggi aperta ai visitatori. Salendo i cinque grandi piani all’interno del mastio si possono ammirare il Museo di Rievocazione Storica e l’Armeria. Qui è esposta una notevole collezione di armi e armature originali, riproduzioni di macchine da guerra e strumenti di tortura. L’esposizione aiuta il visitatore a calarsi nell’atmosfera che si respirava ai tempi in cui la Rocca fu costruita. Gli abitanti di Mondavio sono inoltre soliti a dar vita a rievocazioni storiche accuratamente realizzate. Durante questi eventi si spogliano degli abiti quotidiani per vestire quelli affascinanti del Rinascimento. Siano gli svolazzi di seta delle dame o le pesanti armature dei cavalieri, tutto concorre a far rivivere quell’epoca. Sono feste dove si ballano antiche danze e si mangiano piatti tradizionali, tutto perfettamente a tema.

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