A Sant’Angelo in Vado alla scoperta del vin santo affumicato

Sant'Angelo in Vado

In una terra benedetta dagli dei, in cui la natura detta ancora i tempi dello scorrere della vita degli esseri viventi, dove regna incontrastata la filosofia del vivere contadino, intercalata da armonia ed entusiasmo, sorge Sant’Angelo in Vado, una cittadina romantica, antica, capace di esaudire i più intimi desideri del cuore di quanti si avventurino tra i suoi vicoli secolari, respirando un’aria densa di storia, di cultura, di arte e di squisiti prodotti della terra. 

Piazza Sant'Angelo in Vado
© A. Tessadori

Qui, lungo l’alta valle del fiume Metauro, nel mezzo di un paesaggio bucolico, il tempo sembra essersi fermato e percorrendo il centro storico, ricco di edifici e monumenti che testimoniano il passaggio delle diverse epoche, si possono scoprire meraviglie archeologiche e artistiche uniche nel loro genere.

Meraviglie contornate dalla natura incontaminata, dai caratteristici aromi di Sua Maestà il Tartufo Bianco pregiato e dagli inebrianti e originali sapori del Sant’Angiolino o del Vin Santo affumicato molto particolare tra i vini più buoni al mondo, prodotto proprio qui, a Sant’Angelo in Vado.

Vin Santo Sant'Angelo in Vado
© A. Tessadori

Qui la genuinità è di casa: la si può gustare, con vera gioia del palato, attraverso diversi prodotti tipici e la si può sorseggiare con del buon vino, nobile elisir della tradizione, che prende vita dalle vigne per diventare un delizioso nettare di antiche origini: si tratta di un vinsanto particolare nella sua unicità. In esso coesistono aromi, profumi, sapori delle terre che abbracciano Sant’Angelo in Vado, perché tale vino viene prodotto tramite l’affumicatura, tecnica di lavoro tradizionale in cui i grappoli venivano appesi nella cucina, stanza del focolare, in modo da impregnare gli acini con i fumenti che si diffondevano nell’ambiente. L’affumicatura è gradevole, garantisce al passito una nota aromatica. Sorbendolo, è come trovarsi nel mezzo di un bosco di querce o cerri secolari, circondati da romantiche ginestre: con tali piante viene infatti acceso il fuoco per l’affumicatura.

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