Adamanta, quando il gioiello incontra il profumo

A Jesi, Maria Marchegiani presenta un progetto che unisce oreficeria, fragranza e altri saperi artigiani. La cornice è Palazzo Baldeschi-Balleani, tornato ad accogliere il pubblico dopo un lungo restauro.

A Jesi, la storia dell’oreficeria affiora ancora nei ricordi e nei nomi storici delle strade. L’attuale via Pergolesi, nota da secoli come “via degli Orefici”, ricorda le botteghe che hanno animato la città e una tradizione che continua nel lavoro degli artigiani di oggi. È qui, in un palazzo che porta con sé la memoria di quel mestiere, che Maria Marchegiani, designer e gemmologa, nonché anima del brand Marchegiani Italian Jewels, ha scelto di aprire la propria boutique-museo.
Le sue creazioni nascono dal desiderio di dare forma a emozioni, ricordi e intuizioni attraverso un disegno contemporaneo. Accanto ai gioielli di Marchegiani Arte Orafa, lo spazio custodisce strumenti e manufatti realizzati a Jesi tra il Settecento e il Novecento. Attorno a Maria lavora una squadra di designer, orafi, gemmologi e professionisti dell’immagine e dell’accoglienza: competenze diverse, unite nel costruire l’identità del brand.



Dal 9 all’11 ottobre, questa ricerca si è spostata nelle sale di Palazzo Baldeschi-Balleani. La residenza, voluta dalla famiglia Balleani e costruita a partire dal 1720, conserva stucchi, grottesche e pitture murali che raccontano il lavoro degli artisti attivi a Jesi nel Settecento. L’iniziativa ha segnato anche la riapertura del palazzo, che è tornato ad accogliere il pubblico dopo un lungo lavoro di restauro. In questi ambienti Maria Marchegiani ha presentato ADAMANTA Jewel Parfum, un progetto che amplia il racconto del gioiello e lo porta a dialogare con il profumo.
Il nome rimanda all’“adamante”, parola antica per indicare il diamante, dal greco adámas: indomabile. Alla creazione orafa si affianca una fragranza realizzata appositamente dal profumiere Mauro Malatini. L’apertura di limone e lime introduce note agrumate; il cuore accosta tiglio e rosa di maggio; sul fondo, ambra e cashmere accompagnano la composizione con accenti caldi e avvolgenti. Ogni passaggio contribuisce a definire il carattere di ADAMANTA, tra modernità, morbidezza ed eleganza.



La Cena dei Profumi ha portato queste suggestioni anche a tavola. Lo chef Max Santoni ha costruito un percorso gastronomico ispirato alle note della fragranza, insieme a tre realtà del territorio. Filodivino coltiva in biologico e produce Lacrima di Morro d’Alba e Verdicchio dei Castelli di Jesi, con attenzione ai cicli della terra e alla tradizione. Opirea – Enoteca Creativa, fondata da Stefania Cieri, propone bottiglie selezionate e specialità gourmet. Cartiera Manualis ha portato a Palazzo il sapere della carta fatta a mano, legato alla tradizione fabrianese.



Nelle giornate del 10 e dell’11 ottobre, la musica ha accompagnato altri momenti dell’iniziativa, con il violino di Marco Santini e il pianoforte a coda suonato dagli allievi della Scuola Musicale Giambattista Pergolesi di Jesi. Il lavoro artigiano si è mostrato nei gesti e nelle tecniche dell’orafa Giulia Montanari, dell’incisora Loredana Montanari e del maestro vetraio Mauro Puccitelli.



A Palazzo Baldeschi-Balleani, ADAMANTA ha messo in dialogo la storia orafa di Jesi e una ricerca contemporanea fatta di materiali, profumi e competenze diverse. Il gioiello è rimasto il punto di partenza; attorno a esso si sono raccolti il profumo, l’enogastronomia, la musica e il lavoro delle mani.