Parco Zoo Falconara: una storia di passione e qualità

16 settembre 2019 | Commenta Girotondo Segnalibro

Sono passati cinquantuno anni da quando, nel 1968, Italo Palanca inaugurò il Paese dei Bimbi a Falconara Marittima. In cinquantuno anni cambiano tante cose. Cambiano i paesaggi, come la collina di Barcaglione, che a quel tempo aveva un aspetto brullo che Italo contribuì a modificare profondamente innestando oltre 15mila piante, rendendola oggi un’oasi verde. Cambiano le strutture, e così da Paese dei Bimbi si passa nel 2003 a Parco Zoo Falconara. Cambia il mondo intorno a noi, soprattutto la natura, vittima di scelte scellerate da parte dell’uomo che la privano della sua ricchezza, costringendo le infinite specie animali ad una lotta impari per la sopravvivenza.

Cambia così anche il concetto di zoo, divenuto protagonista nel combattere questa battaglia per la preservazione delle specie e della biodiversità, lontanissimo dallo stereotipo negativo che ancora aleggia in parte dell’opinione pubblica di “luogo con gli animali in gabbia”. A ben vedere, l’unica cosa rimasta invariata è la passione di chi nel Parco Zoo Falconara ci lavora e si impegna. O meglio, anche questa è cambiata: crescendo.

È quello che traspare parlando con Renato Piccinini, general curator dello zoo dal 1996. Una passione diventata quasi una malattia, di quelle sane che motivano a darsi da fare ogni giorno in prima persona per migliorare la propria attività. Per parlare con Renato infatti non occorre bussare alla porta di un ufficio, basta passeggiare per il parco ed è facile incrociarlo in abiti da lavoro, attrezzi in spalla, a fare il giro della struttura per sistemare qualche cosa e pronto a parlare coi visitatori. “La dedizione al lavoro è fondamentale. Ogni giorno, controllo che sia tutto ok e do da mangiare agli animali. Per gli animali Natale o Capodanno non esistono, questo lavoro richiede un impegno costante” ci dice. “Lo zoo non riceve nessun tipo di finanziamento pubblico. Ogni spesa, ogni stipendio delle persone che lavorano nella struttura, ogni investimento deriva dai ricavi dei biglietti dei circa 50mila visitatori che ogni anno vengono a trovarci da tutta Italia. È dura, ma significa che tutto quello che otteniamo è frutto solo della qualità del servizio che offriamo”. In pochi minuti di chiacchierata, la parola qualità esce tante volte, e gli occhi di Renato si illuminano ogni volta che la pronuncia. “La gente è felice di vedere la grande varietà di animali che ci sono nel parco, che ad oggi conta 50 specie animali per un totale di più di 200 esemplari tra mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. Eppure ti svelo una cosa: negli anni ho voluto diminuire il loro numero, per il semplice motivo che quantità non significa qualità. Ci teniamo a fare delle scelte oculate nella selezione del numero e del tipo di animali che teniamo, con l’ottica di garantire loro la massima cura e di impegnarci nella battaglia per la conservazione delle specie a rischio la cui scomparsa sarebbe un dramma per l’ecosistema. E vogliamo che questo messaggio passi ai nostri visitatori. Lo zoo non è soltanto stupore e divertimento nell’ammirare animali esotici: deve essere anche e soprattutto consapevolezza di chi sono questi animali e perché sono qui”.

Quello della divulgazione è un altro concetto forte su cui Renato insiste, perché troppo spesso ignorato quando si parla dell’importanza e della funzione degli zoo. “Molte strutture simili alla nostra cambiano nome scegliendosi appellativi fantasiosi pur di non inserire la parola zoo”, ci dice con un sorriso ironico. “Io sono orgoglioso di lavorare in un Parco Zoo, perché oltre a un luogo in grado di regalare grandi emozioni ai nostri visitatori, noi siamo anche e soprattutto un centro di educazione ambientale e un sito fondamentale di ricerca scientifica”.

Un’attività di divulgazione che trova riscontro ovunque nel parco: nel personale sempre pronto a guidare i visitatori e rispondere alle loro domande, nella cartellonistica, nelle iniziative e negli eventi che regolarmente vengono organizzati. Da aprile a settembre per esempio si svolgono le domeniche a tema: attività a cui possono partecipare i bambini ma che interessano anche i più grandi, dove tra caccia al tesoro, giochi e indovinelli si impara divertendosi, sensibilizzando l’attenzione di tutti su tematiche importanti come il bracconaggio, la deforestazione, le specie aliene invasive e tante altre.

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