Mostre per Leonardo e Raffaello

17 agosto 2019 | Commenta Girotondo Segnalibro

Photo Luigi Angelucci

Le Marche protagoniste per celebrare i due grandi geni del Rinascimento

Il Rinascimento italiano ci ha lasciato tesori inestimabili: edifici, quadri, sculture e libri che rendono il nostro Paese il più bello e ricco di cultura del mondo. Ci ha tramandato anche un amore per l’arte e per il bello come misura dell’esperienza di vita, e l’ha fatto ponendo al centro di tutto l’uomo, e da grandi uomini quell’epoca è stata forgiata. A distanza di cinque secoli si presenta l’occasione di celebrarne due dei più geniali e innovatori, e le Marche si pongono in prima linea mettendo a disposizione il loro immenso patrimonio.

I comuni di Urbino, Fano e Pesaro inaugurano infatti il nuovo ciclo “Mostre per Leonardo e per Raffaello: progetto diffuso e messo in campo di concerto dai tre comuni nell’ambito delle celebrazioni promosse dal MIBAC per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci nel 2019 e di Raffaello Sanzio nel 2020.

Dopo il successo delle mostre “Rinascimento Segreto” nel 2017 e “Rossini 150” nel 2018, le tre città tornano unite nel rendere omaggio ai due grandi geni del Rinascimento. Un altro passo avanti nella valorizzazione policentrica del patrimonio locale, con lo scopo di rafforzare l’identità culturale e lo sviluppo turistico.

Con il sostegno della Regione Marche, del Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Raffaello Sanzio, del Comitato nazionale per la celebrazione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, del Centro Studi Vitruviani di Fano, della Biblioteca Oliveriana di Pesaro e l’organizzazione curata da Sistema Museo, in programma tre appuntamenti concepiti dai comitati scientifici come un percorso con un filo conduttore univoco che racconterà gli artisti e la loro connessione con il territorio.

A Urbino dal 17 maggio è in corso la mostra “Da Raffaello. Raffaellino del Colle”, a cura di Vittorio Sgarbi. Questa esposizione fa da apripista alle celebrazioni urbinati del 2020 per il quinto centenario della morte di Raffaello Sanzio, del quale Raffaellino (1494/97-1566) fu uno dei più fedeli e intelligenti seguaci. La mostra intende ripercorrere l’attività del discepolo del “divin pittore” che, pur essendo stato largamente attivo nelle Marche, necessita di una rivalutazione storica e di una maggiore divulgazione. Per la prima volta si possono ammirare, riunite, alcune delle sue opere più significative provenienti da chiese e musei sparsi in tutto il centro Italia.

Il percorso è introdotto da due opere di Raffaello custodite nella raccolta dell’Accademia Nazionale di San Luca a Roma: una tavoletta, pressoché inedita, con la Madonna con il Bambino e l’affresco staccato con Putto reggi festone. Le influenze, le affinità e l’amore di Raffaellino per il grande maestro sono messe in luce alle pareti delle sale, in un suggestivo gioco di rimandi e analogie.

Ecco le parole del curatore Sgarbi: “Era giusto fare questa mostra. Per celebrare i cinquecento anni dalla morte di Raffaello, dopo Roma il secondo polo è certamente Urbino, dove Raffaello è nato e c’è una sua presenza ideale. Abbiamo concepito una mostra monografica come quelle di nuova invenzione, dedicata a un intellettuale, scrittore, amico di Raffaello, che muove musica, teatro, cinema. Raffaellino del Colle è un pittore nato a Sansepolcro, ma pronto, già giovanissimo, a sentire lo spirito di Raffaello trovandosi con lui a lavorare nelle stanze vaticane nel 1517. Porta con sé quella luce ed è la nostalgia, quasi come quella di un figlio, verso Raffaello. Sarà come scoprire un pittore inedito, bello e luminoso. Spero sia l’occasione per mostrare un grande artista marchigiano, come all’inizio del secolo avvenne per Lotto”.

Nel 2019 ricorrono invece i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci, il “genio universale” del Rinascimento. Sono centinaia le manifestazioni e gli eventi di respiro internazionale programmati in tutta Europa in suo onore.

Il Comune di Fano partecipa alle celebrazioni con un grande evento. Dal 12 luglio al 13 ottobre 2019 il Museo del Palazzo Malatestiano ospita, nella Sala Morganti, la mostra “Leonardo e Vitruvio: oltre il cerchio e il quadrato. Alla ricerca dell’armonia. I leggendari disegni del Codice Atlantico”, a cura di Guido Beltramini, Francesca Borgo e Paolo Clini.

La mostra affronta il multiforme rapporto fra Leonardo e il testo di Vitruvio (I secolo a.C.), il celebre trattato latino di architettura che costituì le fondamenta teoriche della nuova maniera di costruire nel Rinascimento. Lo fa nella città del grande architetto romano, luogo della leggendaria basilica oggetto di recenti indagini archeologiche e su cui si sono misurate intere generazioni di architetti. Al trattato Leonardo attinge per questioni di idraulica e meteorologia, geometria e ottica, materiali e tecniche pittoriche, strumenti di misurazione, o anche solo come un repertorio di metafore e leggende, aneddoti su architetti e ingegneri dell’antichità, macchine prodigiose: per confrontarsi insomma con l’autorità di una fonte antica da ammirare, imitare e sfidare. L’interesse di Leonardo per Vitruvio è quindi molto più presente di quanto si fosse immaginato, e va ben oltre l’Uomo vitruviano e la teoria delle proporzioni, l’argomento che però sino ad ora aveva preso il sopravvento in ogni discussione a tal riguardo.

I visitatori hanno la rara opportunità di un incontro ravvicinato con cinque disegni originali di Leonardo dal leggendario Codice Atlantico conservato alla Biblioteca Ambrosiana di Milano. Si tratta della prima volta nella storia recente che preziosi fogli autografi di Leonardo vengono esposti sulla sponda centro-adriatica d’Italia. Accanto a questi cinque ‘protagonisti’ sono affiancate le principali edizioni cinquecentesche del trattato di Vitruvio: i testi che Leonardo potrebbe aver conosciuto e sfogliato. Alla visione ravvicinata delle opere si affiancano le proiezioni in grande formato dei capolavori grafici e pittorici dell’artista, oltre all’esperienza interattiva tramite appositi spazi forniti di avanzate tecnologie basate sulla realtà virtuale per un’immersione totale durante la visita.

Il Comune di Pesaro, infine, in collaborazione con l’Ente Olivieri – Biblioteca e Musei Oliveriani, presenta la mostra “Agostino Iacurci. Tracing Vitruvio. Viaggio onirico tra le pagine del De Architectura”, a cura di Marcello Smarrelli, con la consulenza scientifica di Brunella Paolini, in programma a Palazzo Mosca – Musei Civici dal 14 luglio al 13 ottobre 2019.

La mostra si snoda partendo dalla facciata di Palazzo Mosca, attraverso il cortile, con spettacolari istallazioni ispirate alle architetture vitruviane e prosegue all’interno dei musei seguendo due fili conduttori. Uno più tradizionale e squisitamente filologico che intende analizzare la fortuna critica e editoriale del testo vitruviano attraverso dieci edizioni rare e preziose. L’altro più libero e visionario, creato da Agostino Iacurci, la cui ricerca attuale è molto vicina ai temi dell’antico e allo studio sull’uso del colore nell’architettura e nelle arti plastiche di età classica. Per accompagnare la presentazione dei volumi del “De Architectura” l’artista ha realizzato un percorso in cui le forme e le creazioni vitruviane sono ridisegnate utilizzando il suo linguaggio pittorico caleidoscopico e surreale. Cariatidi, capitelli, colonne, templi, sembrano rianimarsi, rivitalizzati dall’uso di cromie forti e brillanti, liberando l’antichità classica dall’etereo candore e dall’aura di olimpico equilibrio che il Neoclassicismo ci ha tramandato, restituendoci l’immagine di un’architettura nata da un popolo mediterraneo, fortemente legata al colore, alla luce, sempre in costante tensione tra l’apollineo e il dionisiaco, tra ragione e sentimento.

Una mostra innovativa, dal carattere sperimentale, ulteriore testimonianza di come la cultura classica possa rappresentare sempre una fonte d’ispirazione di primaria importanza per un artista contemporaneo e di come Pesaro, con il suo ricco patrimonio, sia un perfetto laboratorio culturale.

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