Indagini sul bianco e sul nero

10 maggio 2017 | Commenta Girotondo Segnalibro

“Dell’opera d’arte che è affidata senza residui alla riproduzione tecnica,
e anzi – come il film – che da quest’ultima procede,
non c’è di fatto una contrapposizione
più netta di quella costituita dallo spettacolo teatrale”.

(Walter Benjamin 1966)

Ѐ una mostra interessante quella allestita da Guido Armeni, nella “Galleria degli specchi”,  presso ’ l’Hotel Alexander Museum Palace di Pesaro. Il risultato delle nuove ricerche condotte  dallo scultore-pittore marchigiano, ispirate al Futurismo/Vorticismo, sono esposte in questa mostra da titolo Seeing things in “black&while”. I temi della sua indagine sono la riproducibilità dei soggetti,   il dinamismo, l’ecologia e il simbolismo che sono raggiunti nella sintesi formale. L’opera d’arte rappresenta la reazione del pittore alla drammatica solitudine dell’uomo moderno, purtroppo  schiacciato dalla società dei consumi.

Riproducendo alberi su piccoli fogli di carta, che vengono incollati sopra la superficie della tela e ricoperti di carta trasparente bianca, egli ricrea una natura contaminata dagli effetti della globalizzazione. Lo spettatore è costretto a vedere un numero di alberi, riprodotti all’infinito, e  a rispecchiarsi nella condizione di miseria spirituale che la globalizzazione ha creato intorno a lui. Grazie all’arte l’uomo moderno può risollevarsi dalla condizione di inerzia, che purtroppo lo ha fatto arretrare nei rapporti sociali a causa dell’uso sfrenato della tecnologia. La vita interiore, così, viene sospinta all’esterno e trasportata  in un quadro o in una scultura. Non  aderendo, infatti, alle convenzioni sociali, la ricerca dell’artista marchigiano è orientata alla continua sperimentazione di nuovi materiali. L’opera di Armeni è influenzata  dal linguaggio delle Avanguardia del primo Novecento che prende avvio dall’Irredentismo e dal Futurismo. La sintesi della forma, tanto inneggiata da Balla e da Depero,  dai vorticisti, nonché da Der Blaue Reiter è, dunque, un concetto fondamentatale per comprendere le opere di Armeni esposte in questo evento. Le indagini sulla plasticità della materia e sulla sintesi stilistico-formale hanno accentuato  il dinamismo, motivo centrale della sua ricerca di questo allestimento, già presente in alcuni quadri. L’artista, infatti, si è ispirato alle avanguardie storiche per produrre degli effetti stridenti sulla tela, per mezzo del colore e creare, così,  delle interruzioni tra una scena e l’altra. Dipingendo  alberi sopra la superficie di carta bianca incollata sulla tela, Armeni crea degli effetti che si possono avvicinare alla Pop-art.  Lo scultore riesce a stilizzare la natura, utilizzando marmi neri e bianchi o  rossi e  blu, riproducendo i cambiamenti cromatici che le foglie degli alberi subiscono nell’arco della  giornata. Il linguaggio dei futuristi è una fonte di ispirazione continua per il pittore marchigiano che ha analizzato le opere di Ivo Pannaggi e di Luigi Rosolo. Le suggestioni futuriste si ritracciano, anche,  nelle linee prodotte nei Racconti di luce istantanei (2017), dove l’argento e il nero sono utilizzati per astrarre la forma. Le grandi installazioni, che Armeni ha realizzato ad Ancona e Falconara Marittima, svelano, inoltre, le affabulazioni del  linguaggio della velocità, interpretato attraverso una commistione di materiali, per dare movimento all’opera. I progetti urbani, da lui realizzati, fanno pensare ai disegni di Eric Gill che realizzò un gruppo di sculture egizie, oggi  al British Museum di Londra. Invero, i colori flou dei quadri di Armeni evocano la  ricerca estetica di Optical Art, dell’inglese Bridget Riley o di Paul Morrison  che utilizzava il colore  bianco e nero come elementi dinamici ed espansivi del campo pittorico. L’allegria del rosso, tra gli alberi in bicromia,  viene più volte utilizzata nelle immagini  di Armeni per raffigurare lo status symbol della middle-class inglese degli anni ‘60-’70 che influenzò le scelte e i gusti dell’arte e dell’architettura moderna. Esponendo in molte città europee, egli ha creato  un sistema di valori e di convincimenti che testimoniano tanto il suo interesse per il passato, quanto la grande capacità di intuire il presente e i cambiamenti in atto nella società odierna. La modernità dello stile di Paul Morrison viene assorbito da Armeni: ciò lo ritroviamo nella  stesura del colore sulla superficie dei suoi quadri, negli aspetti vegetali riprodotti in bidimensionalità e nei campi di colore monocromi, nell’uso del  fitocromo rosso o blu nella superficie dei quadri, nelle piante alte, fino al cielo, nei prati e nei  particolari della natura dipinta, in primo piano, spesso stilizzata o deformata.  Rubati, forse ai testi di botanica e ai riflessi dell’iconografia dal disegno animato, riscoperto alla “Mostra Mercato del Fumetto” a Falconara Marittima (An), l’artista  aggiunge ai colori sintetici, distribuiti sulla tela,  la modularità delle forme, la linearità della struttura degli alberi e una ricca tessitura cromatica di toni grigi e bianchi che diventano gli sfondi dei suoi quadri.

La nuova collezione di Armeni, esposta a Pesaro, richiama, inoltre, l’opera di Mario Schifano, interprete in Italia della Pop art, e certe espressioni stilistiche di Emilio Isgrò sulla natura e sulla geografia dell’Europa. Le relazioni con altri artisti  del nostro paese sono stai messi in evidenza da Armeni nella “Giornata del contemporaneo” 2016, rubricata dall’AMACI, a Serra San Quirico (An).

La forma delle piante, trasformata in sagome senza dettagli, è un esempio di una nuova ricerca condotta dall’artista: gli stessi soggetti, poi, realizzati con la tecnica della fotografia dipinta, grazie alla collaborazione di Alessandro Gagliardini, sottolineano l’immutata attualità del tema dell’ecologia.

I diversi elementi della poetica tradizionale di Armeni  vengono  ridotti a elementi minimi e poi ricomposti sopra le superfici del quadro, diventando sproporzionati in termini di dimensione: piccole piante diventano enormi, mentre gli alberi imponenti si riducono a più elementi della composizione.  La palingenesi individuale e cosmica, le radici della pianta e dell’uomo si uniscono in una comune invocazione alla natura per superare la realtà esistente. La sequenzialità dell’albero, “firma” riconoscibilissima e riconosciuta della produzione di Armeni, diventa, così, un potente richiamo a meditare il mistero della natura, dell’uomo e della vita.

La mostra sarà visitabile dal 19 maggio al 2 giugno per Info: https://www.facebook.com/ArtHotelAlexander#