Le Marche: un viaggio lungo la costa

11 agosto 2015 | Commenta Scelti per voi

Immaginate di trovarvi su una barchetta, in mezzo al mare Adriatico, in una splendida giornata di questa calda estate. Come vi appaiono le coste marchigiane? Promontori, baie e piccole insenature a nord, al centro la Riviera del Conero e verdi pinete a sud.

Why Marche, in questo numero, vi accompagna in un viaggio tra le caratteristiche località delle coste marchigiane, da Gabicce Mare a San Benedetto del Tronto.

GABICCE MARE
Gabicce Mare è il comune più a nord delle Marche, al confine con l’Emilia Romagna. Sorge alle pendici di Monte San Bartolo, sede dell’omonimo Parco Naturale compreso tra le colline e il mare. È conosciuta per il suo mare mozzafiato (la città è Bandiera Blu dal 1987) e il territorio ricco di fascino, dalle ginestre che popolano le sue colline alle falesie a strapiombo sul mare. Insieme alle città romagnole e marchigiane (fino a Senigallia) che sorgono sulla costa, lungo le sue strade nel primo weekend di luglio ha luogo la Notte Rosa, evento in cui il divertimento si fonde con iniziative, concerti, performance teatrali e dove tutto si tinge di rosa.

 

BAIA VALLUGOLA, la leggenda dell’Atlantide dell’Adriatico
Il porticciolo di Baia Vallugola ha origini antiche: conosciuto probabilmente già dai Greci, fu utilizzato dai Romani, restando vitale per tutto il Medioevo fino all’epoca moderna, quando venne costruita a Pesaro una struttura portuale più funzionale e adatta ad ospitare nuove navi più grandi. Una leggenda ruota attorno a questo luogo, quella della città sommersa nota col nome di Valbruna. Si narra che, proprio sotto le acque davanti a Baia Vallugola, fosse sprofondata una città di origine romana; a volte, infatti, riaffiorano dalle acque dell’Adriatico frammenti di anfore, capitelli, statue e colonne. C’è addirittura chi asserisce di aver scorto, nelle giornate di cielo terso e mare calmo, ruderi di abitazioni e strade. I più scettici tuttavia, sostengono che i reperti rinvenuti non siano altro che resti precipitati in mare della città di Fiorenzuola.

 

MONTE CASTELLARO, il monte dei fossili
Il Monte, che sorge sulle pendici della falesia del Monte San Bartolo, tra Gabicce e Pesaro, è conosciuto anche come Monte della Croce, per via della struttura alta 8 metri innalzata nel 1902. Uno dei punti più suggestivi della costa nord marchigiana, per il campo di ginestre che termina a strapiombo sulle falesie, il Monte è un importante giacimento fossilifero. Grazie all’azione erosiva del mare sulla parete rocciosa del monte, sono riaffiorate rocce mioceniche contenenti fossili di insetti, piante, pesci, molluschi e perfino resti di alcuni mammiferi e volatili. Il Parco San Bartolo ha istituito, nel 1998, un punto di osservazione della migrazione dei rapaci sul Monte Castellaro. Dal 1998 al 2013 sono stati osservati più di 43mila rapaci di 26 specie diverse, tra cui il falco pecchiaiolo, il falco di palude e il gheppio.

 

PESARO e la splendida cornice di Baia Flaminia
La rinomata spiaggia di Baia Flaminia sorge sulle pendici del Parco Naturale San Bartolo. Circondata da città e colline, Baia Flaminia è capace di regalare un panorama mozzafiato sul mare Adriatico, grazie alla sua peculiare posizione a nord, offrendo suggestivi spettacoli di luci, soprattutto all’alba e al tramonto, sia d’estate, sia d’inverno. Il paesaggio che si può godere da questa particolare località non è mai uguale a sé stesso, ma in un continuo evolversi di luci e ombre.

 

SENIGALLIA e la sua Rotonda sul mare
Simbolo della città dalla spiaggia di velluto, la Rotonda di Senigallia è sede di mostre e convegni durante la stagione estiva. La storia della struttura, adibita anche a funzioni di intrattenimento e promozione turistica, ha origine nel 19°secolo, quando venne realizzata una piattaforma lignea per attività ricreative e idroterapiche. Successivamente si susseguirono lavori e restauri, fino all’inaugurazione ufficiale che avvenne nel luglio 1933, quando si impose immediatamente sulla scena mondana e musicale. La Rotonda a mare è stata, più tardi, oggetto di due interventi di recupero e nel 2006 venne finalmente aperta al pubblico. Oggi è una splendida vetrina sul mare delle originali proposte della cultura contemporanea.

 

ANCONA, scalo per le navi da crociera
Attivo già dal XIII secolo a.C., il golfo su cui sorge la città di Ancona venne popolato dai Dori, divenendo uno dei porti più importanti dell’Adriatico. Oggi, il porto di Ancona è uno degli scali più dinamici e produttivi del Mediterraneo e conta più di un milione di transiti su navi da crociera e traghetto, in direzione della sponda orientale dell’Adriatico e dell’Egeo. Il porto fa da scalo alle grandi navi da crociera, così, dal 2005, è attiva l’iniziativa “Welcome to Ancona”, progetto di accoglienza turistica e marketing territoriale. In dieci anni sono transitati nella città capoluogo delle Marche 405 approdi e circa 680mila croceristi di nazionalità prevalentemente straniera.

 

RIONE DEL PASSETTO, la spiaggia rocciosa di Ancona
Simbolo della città dorica sono il Passetto e il suo rione, formatosi da un distaccamento dal rione Adriatico negli anni Sessanta del Novecento. Il rione si affaccia su un tratto di costa alta e il suo centro ruota attorno a piazza IV Novembre, ove è collocato il Monumento ai Caduti, costruito negli anni a cavallo delle due guerre mondiali e inaugurato nel 1930. Sotto la rupe del rione si trova la caratteristica spiaggia rocciosa del Passetto, raggiungibile tramite una lunga scalinata bianca, da cui si possono scorgere grandi scogli bianchi, come la famosa “Seggiola del Papa”. Rendono affascinante l’ambiente anche le grotte naturali che qui sorgono, usate come ricovero di imbarcazioni.

 

PARCO DEL CONERO, oasi naturale della Regione
Istituito nel 1987, il Parco regionale del Conero è un’area naturale protetta. Prende il suo nome dal monte omonimo, che si estende su una superficie di circa 6mila ettari, comprendente i comuni di Ancona, Sirolo, Numana e Camerano. L’ambiente racchiude un tratto di costa alta e una fascia collinare che offrono agli occhi uno spettacolo mozzafiato.

 

 

IL TRAVE E LA BAIA DI PORTONOVO
Simbolo della Riviera del Conero è l’inconfondibile Scoglio del Trave, che si estende in linea perpendicolare alla costa. Nonostante il nome, si tratta di una parete rocciosa, la cui parte più alta venne frantumata in seguito all’azione erosiva delle onde del mare. Leggenda vuole che un tempo il Trave si prolungasse fino all’altra sponda dell’Adriatico, come simbolo di fratellanza, ma che la furia degli elementi lo distrusse, lasciandogli l’aspetto di un ponte crollato.

 

CHIESA DI SANTA MARIA, struttura architettonica immersa nel verde
La Chiesa di Santa Maria di Portonovo sorge su uno dei tratti più suggestivi della riviera adriatica. Il colore bianco delle sue pareti risalta tra il verde della macchia mediterranea e l’azzurro del mare. Uno degli esempi più significativi dell’architettura romanica non solo delle Marche, ma di tutto il Bel Paese, la Chiesa, costruita nell’XI secolo, si ergeva accanto a un monastero benedettino che venne distrutto in seguito a un’invasione barbarica nel 1500. La struttura fu restaurata negli anni Ottanta e oggi, grazie al FAI (Fondo Ambiente Italiano), è possibile visitarla.

 

TORRE DI GUARDIA, o Torre De Bosis
Conosciuta anche col nome di Torre De Bosis, la Torre di Guardia venne fatta edificare nel 1716 da Papa Clemente XI, come presidio di vedetta per l’avvistamento delle navi di pirati e contrabbandieri. Caratterizzato da pianta quadrata e costruito con pietra bianca del Conero e laterizio, il manufatto è provvisto di copertura utile all’appostamento con le armi da fuoco. La Torre venne acquistata, a fine Ottocento, dal poeta anconetano Adolfo De Bosis e diventò la residenza estiva del figlio Lauro. Oggi è sede di un’associazione culturale e può essere visitata su richiesta.

 

FORTINO NAPOLEONICO, perla della Baia di Portonovo
Il Fortino Napoleonico venne innalzato nel 1810 su ordine di Napoleone e aveva principalmente due funzioni: quella di proteggere la città di Ancona, strategicamente fondamentale, e quella di attuare le norme di blocco continentale nei confronti degli inglesi. Realizzata utilizzando anche il materiale recuperato dalle rovine del Monastero e della torre campanaria annessi alla Chiesa di Santa Maria, la struttura conobbe successivamente un periodo di rovina e abbandono, finché, negli anni Sessanta, venne recuperata e restaurata. Oggi è sede di una prestigiosa struttura turistica.

 

LA VELA, scoglio caratteristico della parte sud della Baia
La spiaggia della Vela, denominata così dallo scoglio che richiama la forma di una vela, si trova all’estremo sud della Baia di Portonovo. Alle sue spalle è collocata la Chiesa di Santa Maria di Portonovo. La zona offre l’ambiente ideale per gli amanti delle immersioni e dello snorkelling.

 

 

 

LE DUE SORELLE, spiaggia incontaminata del fianco sud del Monte Conero
Particolarmente suggestivo è il tratto di costa su cui si innalzano le Due Sorelle, due grandi faraglioni bianchi gemelli, che sbucano dal mare. La spiaggia, coperta da piccoli ciottoli di ghiaia, si trova accanto alla grotta degli Schiavi, dove si narra che un pirata saraceno lasciasse i suoi prigionieri. Secondo una singolare leggenda, una Sirena attirava con il suo ammaliante canto dei marinai all’interno della grotta degli Schiavi, dove i malcapitati venivano poi imprigionati. Alleato della malvagia Sirena era un Demone marino, che per le sue cattive azioni venne trasformato in pietra e diviso in due: le Due Sorelle.

 

IL PORTICCIOLO DI NUMANA, via d’accesso alle spiagge della Baia
Il porto, protetto da due moli banchinati e da una lunga scogliera che corre parallela alla spiaggia, può contenere fino a 800 barche di medio-piccole dimensioni. Possiede un molo riservato alle imbarcazioni a vela, e diversi moli per le imbarcazioni a motore. Al porto è stato assegnato il prestigioso riconoscimento delle Bandiere Blu.

 

 

 

DA PORTO SAN GIORGIO A SAN BENEDETTO DEL TRONTO, tra la Verde Riviera Picena e la Riviera delle Palme
Chiude la costa marchigiana la Verde Riviera Picena che abbraccia il tratto di costa comprendente Porto Sant’Elpidio, Lido di Fermo, Porto San Giorgio e Pedaso. Verdi colline fanno da sfondo alle spiagge di sabbia fine lambite da un mare cristallino e limpido. Caratteristico è l’antico borgo Torre di Palme, castello arroccato su uno scoglio a picco sul mare. Infine, da Cupra Marittima a San Benedetto del Tronto, passando per Grottammare, si estende la meravigliosa Riviera delle Palme, così definita per le settemila piante che ornano la costa, conferendole una reminiscenza californiana.

 

 

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