Le sorti di Roma si decisero nelle Marche

15 maggio 2015 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

I resti di un impianto termale pubblico, ruderi di mura e pavimenti a mosaico, colonne di granito, parti di un tempio. Di parchi archeologici ne è piena l’Italia, e altre regioni ne avranno forse di più belli, rinomati e meglio conservati dei nostri. Ma è nelle attuali Marche che in un giorno molto lontano si decisero le sorti d’Italia, è ad un palmo da Sassoferrato che si combatté la battaglia che avrebbe segnato l’ascesa di Roma in Italia prima, e di tutto il mondo una volta conosciuto dopo. Una battaglia a tal punto decisiva da esser chiamata “la battaglia delle Nazioni”.
Etruschi, Sanniti, Galli Senoni ed Umbri da una parte, Romani e Piceni dall’altra. Tutte le popolazioni del centro Italia si fronteggiarono in quell’antico crocevia di culture che era Sentinum, dove oggi sorge l’omonimo Parco Archeologico. Era il 295 a.C., e se da piccolo villaggio sul Palatino Roma diventò il grande impero che tutti conosciamo è perché dalla battaglia di Sentinum uscì vittoriosa, assicurandosi per lungo tempo l’unificazione italica sotto il suo predominio.
Fino al III secolo, le potenze che si dividevano il centro Italia vivevano in condizioni di sostanziale equilibrio. Nell’ultimo cinquantennio, però, la Repubblica Romana aveva finito per imporsi sempre di più come potenza egemone, sconfiggendo latini, sanniti ed etruschi nel corso delle prime due guerre sannitiche. Consapevoli del pericolo, i Sanniti mossero in Etruria intenzionati ad ottenere un’alleanza in funzione anti-romana. E così fu. Quattro popoli, Etruschi, Umbri , Sanniti e Galli formarono una grande coalizione con un esercito ben equipaggiato che stanziarono proprio nel territorio di Sentinum. Accampamenti strategici, consigli di guerra e scontri tra fanterie videro all’inizio Roma in difficoltà tanto estrema da invocare gli dèi.
Se l’esercito nemico fosse rimasto compatto fino alla fine la coalizione avrebbe davvero vinto. Ma mentre i romani partivano al contrattacco i Sanniti ruppero lo schieramento, fuggirono dentro gli accampamenti e consegnarono così la vittoria in mano ai Romani. Roma si era dimostrata superiore militarmente, e poté così iniziare indisturbata la sfrenata politica di conquista che la porterà a diventare impero. Non è da escludere che se a Sentinum, nelle Marche, le cose fossero andate diversamente, la storia dell’Italia oggi sarebbe scritta in modo ben diverso.

di Sabrina Labate

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