Siamo i primi!

13 maggio 2015 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Per il sistema economico italiano e per l’intera Europa è una vera rivoluzione: presto sarà realtà la prima zona di scambio per i prodotti conformi alla Shariah Islamica che potranno transitare liberamente attraverso una piattaforma logistica nella regione Marche. E’ la prima di una lunga serie tutte made in “HIA”. Il progetto innovativo, studiato per essere parte di un sistema integrato, di grande interesse commerciale per il nostro Paese è il frutto di un protocollo d’intesa tra Halal International Authority, la società Svim – Sviluppo Marche Spa e la Piattaforma Logistica delle Marche (contratto di rete d’impresa). Il Protocollo d’Intesa anticipa la formalizzazione dell’Accordo Quadro, nel quale saranno programmate le attività da realizzarsi, il fabbisogno finanziario funzionale alla riuscita del progetto, la calendarizzazione delle attività.
All’evento hanno preso parte: Sharif Lorenzini, presidente di Halal International Authority; Fabio Spilotros, area manager HIA; Massimo Bacci; sindaco di Jesi; Sergio Bozzi, Amministratore Unico di Svim Spa; Nicola Paradiso, Presidente della “Piattaforma Logistica delle Marche” (contratto di rete d’impresa).
Il protocollo d’intesa è nato da una piena sinergia e fiducia tra HIA e le istituzioni marchigiane. L’Authority internazionale di certificazione, controllo e sviluppo del mercato Halal globale è unica in Italia ed è in grado di certificare a livello mondiale prodotti agroalimentari e servizi secondo gli standard islamici. Dunque, il protocollo nasce per dare il via ad un progetto di coordinamento nell’ambito del mondo Halal. In pratica, Halal International Authority, “Casa d’Esperienza” nel settore Halal globale, svolgerà attività di consulenza strategica e di coordinamento trasferendo Know how di proprietà dell’Authority di certificazione utile e necessario alla realizzazione delle attività operative già in cantiere. Un’opportunità molto prestigiosa che l’Italia, in un particolare momento economico difficile come questo, può e deve cogliere per inserirsi in una logica di business, in linea con i processi di innovazione e sviluppo europei.
Per le Marche si tratta di un importante momento di condivisione per la rete di infrastrutture dei trasporti e dei servizi di logistica operanti nella regione, denominata Piattaforma Logistica delle Marche, la quale ha l’obiettivo di razionalizzare il sistema logistico a vantaggio del territorio. Fanno parte della Piattaforma Logistica delle Marche l’Interporto Marche Spa ed Aerdorica Spa, individuate quale “società indispensabili”, insieme con SVIM spa – società interamente partecipata da Regione Marche e finalizzata ai progetti di innovazione-, dalla legge di assestamento di bilancio 2014, deliberazione legislativa approvata dall’assemblea legislativa regionale nella seduta del 2 dicembre 2014, n. 178.
Una volta realizzata, la Halal Free Trade Zone entrerà a far parte dell’Halal Hub Euromediterraneo, progetto di cui vanta l’esclusiva e la titolarità assoluta HIA per meglio rispondere alle esigenze dei mercati dei Paesi Islamici e contribuire allo sviluppo e crescita dell’economia italiana aprendo di fatto nuove opportunità di business in Europa trasformando il nostro Paese in un territorio strategico in questo settore, favorendo indirettamente anche un incremento di turismo Halal incoming, che è parte integrante del progetto stesso.
Dunque, porte spalancate al mercato Halal globale che oggi conta cifre più che emozionanti: si parla di oltre 3 trilioni di dollari annui con un tasso di crescita dell’11%. Un’opportunità di mercato che apre vantaggiosi spiragli di rinascita economica e finanziaria globale, nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo ed in particolare in Europa. L’Halal Free Trade Zone, inserita nel primo Halal Hub Euromediterraneo sarà in grado di assicurare nuovi progetti di cooperazione commerciale al fine di favorire l’istituzione di consorzi e gruppi di impresa, favorendo i flussi di export di internazionalizzazione delle imprese nonché l’incoming di turismo Halal, senza dimenticare mai i valori etico-morali ai quali i consumatori musulmani non intendono per nessuna ragione rinunciare. Una realtà che, se realizzata sarà in grado di consolidare nuove potenzialità economiche rilanciando il prodotto interno lordo di Paesi attualmente in serie difficoltà economiche. Tuttavia il progetto potrà decollare solo ed esclusivamente a patto che sarà rispettata la conformità delle iniziative rispetto agli standard Halal e quindi alla Shariah Islamica che solo HIA potrà ufficialmente garantire e certificare.
E sono davvero considerevoli anche i numeri relativi al mercato globale che è in crescita del 15% ogni anno per un totale di due miliardi di musulmani, i quali nel mondo consumano prodotti e servizi che rispettano i precetti del Corano: 41 milioni in Europa e 5 milioni circa in Italia.

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