Costa Concordia addio

13 maggio 2015 | Commenta Pensando Segnalibro

Avrebbe compiuto dieci anni il prossimo settembre la Concordia, in questi giorni in fase di demolizione completa al porto di Genova.  Ci eravamo un po’ tutti abituati a vederla semi-distesa con quell’aria di umiliazione e stanchezza vicino a terra, come se avesse intuito che la sua ora stava per arrivare, che il suo imminente destino non era più in mare ma all’asciutto. L’hanno rimessa in asse dopo 19 ore di lavori, ma mentre lentamente veniva trascinata verso il Golfo ligure dava impressione più che di resa che di riscatto. Un condannato a morte che dopo anni prigionia viene liberato, ma solo per arrivare fino al patibolo.
Il suo ultimo viaggio per mare l’ha compiuto la notte scorsa, ed è stato di sicuro il più breve da quando, il 2 settembre del 2005, era stata varata a Genova – Sestri Ponente. Quella che avevano costruito era una delle più grandi navi della flotta Costa, e tutto all’epoca si poteva pensare tranne che ne sarebbe diventata anche la più famosa. O forse sì, dato che prima del parziale naufragio del 2012 all’isola del Giglio la nave era stata più volte protagonista di incidenti minori. Urti in manovra per il forte vento a Palermo nel 2008, un passeggero che cade in mare al largo delle coste francesi nel 2010, un altro urto sempre a causa del vento nello stesso anno a Savona. Ma l’hanno sempre salvata. Una sistemata qua e là, e la Concordia ha potuto ogni volta continuare le sue crociere nel Mediterraneo.
Dopo quella tremenda notte del 13 gennaio di tre anni fa, invece, nessun salvataggio è stato impossibile, né per la nave né per quei 32 corpi inghiottiti dal mare. Ora lo sfortunato relitto scomparirà del tutto, e i pezzi fusi e riciclati per farne qualcos’altro. Speriamo dal destino più fortunato del suo.

di Sabrina Labate

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