Frontino, quando storia e natura non hanno lo stesso aspetto

“In un paese così minuscolo e isolato deve aver regnato sempre la pace”, potrà facilmente pensare il turista che per la prima volta poggi gli occhi su Frontino. Prima ancora di arrivare nel più piccolo Comune della provincia di Pesaro e Urbino, guardandolo dal basso, viene da pensare che qui il passaggio della storia sia stato clemente, che queste poche case recintate da grosse mura non abbiano mai suscitato l’interesse degli uomini che di volta in volta si trovavano in mano le sorti d’Italia, che a scandire i ritmi vitali dei suoi abitanti sia sempre stata la natura e non di certo le guerre o poco divertenti giochi di potere.
Così non è stato. Il maestoso Monte Carpegna alle sue spalle non è bastato a protetto Frontino dalle tribolazioni del Medioevo, così come la dolce vallata del fiume Mutino non ha fatto desistere i guerrafondai dal contendersi questo fazzoletto di terra abbarbicato su una rocca. Mentre Frontino dominava senza alcun orgoglio le incantevoli valli e i suggestivi borghi sottostanti, Impero e Papato litigavano per lui. Un vero e proprio ping pong, che ha visto passare alternativamente i vari signori della zona, i Brancaleoni di Casteldurante, i Della Faggiola, i Montefeltro, i Malatesta. E poi ancora la Chiesa, per trovare un po’ di tregua con gli Urbinati dal 1440.
Solo nel 1947, dopo essere stato per decenni unito a Carpegna, Frontino conquista finalmente la sua autonomia. Da allora gli unici a manifestare interesse nei confronti di Frontino, che conta poco più di trecento anime, sono i turisti che estasiati scoprono questa meraviglia delle Marche. Ma niente paura, le loro intenzioni sono senz’altro pacifiche e il paese è ormai al sicuro.

di Sabrina Labate

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