Le Marche in cucina. La pizza coi grasselli

28 aprile 2015 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Una regione al plurale, quella delle Marche. Una vocazione alla pluralità che compare nel suo stesso nome, nei suoi mille dialetti, nella ricchezza di tradizioni culinarie. Da nord a sud, dalla costa verso l’interno, ogni territorio vanta un’ampia gamma di prodotti tipici, ognuno dei quali dà vita a originali ricette strettamente connesse alla vita contadina così come a quella marinara. Mare e terra, dunque, e poi un’infinità di contaminazioni mano a mano che ci si avvicina ai confini con l’Umbria, l’Emilia Romagna o l’Abruzzo.
Tra le specialità regionali, merita certamente un posto di spicco la pizza coi grasselli. I grasselli, o sgrisci, sono quello che rimane del grasso di maiale una volta che si è soffritto e che se ne è ottenuto lo strutto. Con le sue 523 Kcal per 100 g, di certo non si può dire un alimento dietetico, ma nella tradizione contadina rappresentavano un ottimo pasto, soprattutto accompagnato alla classica polenta distesa in mezzo alla tavola e a disposizione dei commensali come piatto principale.
Una volta si preparavano rigorosamente in casa durante il periodo della mattazione dei suini. I contadini infatti, dopo che i maiali venivano suddivisi tra i coloni ed i proprietari, confezionavano una pasta lievitata con all’interno i grasselli che veniva poi offerta ai padroni. Tutt’oggi, nelle campagne marchigiane, questo prodotto viene portato comunemente in tavola a fine pasto come dolce insieme al vino novello, anche se in realtà è più che altro una focaccia, in cui lo zucchero non compare affatto.
I grasselli, da soli o a farcire la pizza, si vendono già pronti. Per chi, comunque, volesse cimentarsi con una preparazione fai-da-te, questa la ricetta tradizionale per ottenere i grasselli dalla fusione dello strutto e questa, invece, quella della succulenta pizza farcita tipica delle Marche.

di Sabrina Labate

Tags: , , , , , ,