Guardati intorno, scopri la vita

Che cosa diresti se ti chiedessimo di raccontarci le Marche? Da che cosa partiresti? Dai luoghi? Dai sapori? Dalla storia? E…se provassimo a raccontarle attraverso gli animali? Ci ha mai pensato?

Marzo, il mese della primavera, quello in cui la natura si risveglia e offre ai nostri occhi a volte insonnoliti, altre volte distratti ma per fortuna ancora in grado di stupirsi, degli spettacoli che incendiano cuore ed anima e che per fortuna ci riportano con i piedi a terra: perché su questa terra siamo solo di passaggio e allora dovremmo ricordarci sempre di godere di ogni attimo di questa bellezza, perché quando qualche riga in più farà la comparsa sui nostri volti, quello che ci piacerà sarà poter chiudere gli occhi e ricordare tutta la magia che ci ha sfiorato nel corso di tutti i nostri anni.
Fermarsi ad osservare gli animali, non è cosa da tutti. Ci vuole spirito di adattamento, perché loro sono attenti, non si mostrano a tutti. Non amano il clamore della folla, anzi…a volte hanno paura di noi esseri umani e purtroppo molte volte hanno ragione. Sono timidi e forse anche per questo magnifici nella loro maestosa bellezza, che siano di grandi dimensioni o piccini. Come tutte le cose che non abbiamo a portata di mano, quando le raggiungiamo risplendono di una luce diversa.

Le Marche a livello naturalistico sono una delle regioni più ricche d’Italia. Pensa che il sistema regionale dei parchi e delle riserve naturali copre una superficie complessiva di circa 89.557,32 ha: quasi il 10% del territorio marchigiano. Abbiamo ben 12 tra Parchi e Riserve naturali, disseminate entro i confini della nostra regione: il Parco Nazionale dei Monti Sibillini, il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga, il Parco Naturale Regionale del Conero, il Parco Naturale Regionale del San Bartolo, il Parco Naturale Interregionale del Sasso Simone e Simoncello, il Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi, la Riserva Naturale Statale Montagna di Torricchio, la Riserva Naturale Statale Abbadia di Fiastra, la Riserva Naturale Statale Gola del Furlo, la Riserva Naturale Regionale Ripa Bianca, la Riserva Naturale Regionale Sentina, la Riserva Naturale Regionale del Monte San Vicino e Monte Canfaito.
Ma il bello delle Marche è che la meraviglia la trovi ad ogni angolo, ti basta avere pazienza, essere curioso e…aspettare!

Chi, meglio di un fotografo poteva aiutarci a scoprire gli animali che vivono attorno a noi, senza farsi sentire, senza farsi vedere ma donando al nostro mondo quel tocco di poesia in più? Bisogna conoscere i luoghi giusti, sapersi appostare, avere quella passione per la natura che un marchigiano deve per forza sentire scorrere nelle vene ma che a volte non ascolta perché troppo impegnato nel tram tram della vita quotidiana. E allora ci perdiamo proprio quelle istantanee che vorremmo poter avere davanti agli occhi, per sorprenderci ancora di quanta bellezza ci sia ad ogni passo.
Abbiamo chiesto a Paolo Bolognini di raccontarci le sue Marche, le nostre Marche, attraverso degli scatti di animali: per quanto la fotografia non potrà mai sostituire l’emozione di vederli apparire in carne ed ossa davanti ai nostri occhi, è comunque un bellissimo modo per respirare il nostro territorio e per amare ancora di più la nostra terra.
Capriolo, Capreolus capreolus – Montemurano, Serra San Quirico (AN) – Latitudine: 43°26′, Longitudine: 13° 0′
I suoi sono gli occhi dei boschi Marchigiani. L’incontro col capriolo è difficile, ma lascia un’emozione unica. Questo animale ama i boschi marchigiani, la loro tranquillità, il loro silenzio. Le sue movenze ed i suoi sguardi si mettono in contatto con la nostra anima e le trasmettono una serenità unica. Se incroci quegli occhi, fai fatica a staccarti e sarà impossibile dimenticarli.

Fratino, Charadrius alexandrinus – Marzocca di Senigallia (AN) – Latitudine: 43°67’, Longitudine: 13°28’
Uno dei siti più amati da questo animale e favorevoli alla sua riproduzione, è racchiuso in un piccolo pezzetto di spiaggia tra Marzocca e Senigallia. Quì arriva in tarda primavera e decide con la sua compagna di mettere su famiglia. Sono circa dieci anni che il Fratino ha scelto le Marche, cosa che conferma quanto i nostri litorali a nord del Conero possano garantire le condizioni ottimali per la riproduzione di certi ed importanti animali, che determinano con il loro arrivo il buono stato delle nostre spiagge. Dovremmo imparare ad amarle anche noi come loro…

Passero Italiano, Passer italiae – Portonovo (AN) – Latitudine: 43°56’, Longitudine: 13°59’
Il primo ad arrivare in questo meraviglioso scenario, abbracciato dalle pendici del Monte Conero, è il maschio capostormo. E se è vero che così riuscirà anche ad accaparrarsi i bocconcini più buoni, lo è altrettanto che il suo andare in avan scoperta serve a proteggere la sua famiglia da qualsiasi pericolo. Qui lo vediamo ai bordi di un piccolo lago, solo qualche metro dietro la rinomata spiaggia di Portonovo, mentre avanza senza paura da dentro il canneto alla ricerca di qualche briciolina di pane.

Gruccione, Merops apiaster – Monsano (AN) –  Latitudine: 43°34′, Longitudine 13°15′
Ha i colori delle tribù africane…pensa che lungo viaggio affronta per arrivare fino alla nostra terra! Le Marche sono uno dei luoghi che scelgono per nidificare: arrivano in maggio generalmente e costruiscono il nido vicino al fiume, in pareti di sabbia e argilla. Se i siti si sono mantenuti buoni durante l’anno, possono arrivare in colonie di centinaia. I loro canti striduli, i loro voli sono davvero qualcosa di straordinario. Le loro livree variopinte sono di una bellezza unica. Lo sapevi che una coppia di gruccioni rimane legata l’un l’altra per tutta la vita?

Cervo, Cervus elaphus –  comprensorio di Fiordimonte, Monti Sibillini (MC) – Latitudine 43°03’, Longitudine 13°08’
Reintrodotto nella nostra Regione nel 2004/2005 dopo circa 180 anni, il cervo rappresenta la forza del bosco e della montagna. E’ un Animale imponente e fiero e durante l’anno vive varie fasi importanti. Una delle più spettacolari è il momento che precede l’accoppiamento, mentre i maschi cercano di costruirsi un harem di femmine a suon di bramiti e con duelli spesso violenti. Una visione unica che ci trasmette la forza e la bellezza di questo elegante e maestoso ungolato che finalmente è tornato a ripopolare le nostre montagne.

Barbagianni, Tyto alba –  Serra San Quirico (AN) – Latitudine 43°27, Longitudine 13°1’
Le cose non vanno mai come si vuole, ma a volte è una vera e propria fortuna! Questo scatto è frutto del caso ma anche della capacità di sentire la natura e di immergersi in essa, aspettando solo che lei decida cosa mostrarci. E capita allora che mentre si aspetta un capriolo, possa spuntare dai rami un barbagianni, con il suo disco facciale a forma di cuore, con le sue movenze goffe ma leggere e con il suo volo inconfondibile. E’ in momenti come questi che realtà e favola sembrano quasi fondersi e dove, se non nelle Marche, dove la natura recita un ruolo da padrona e dove leggende e folklore trovano terreno da sempre fertile? Il barbagianni è un perfetto cacciatore notturno di roditori; si accoppia anche due volte all’anno e la sua prima covata avviene tra aprile e maggio. E’ una vera e propria fortuna averlo nidificante e stanziale nella nostra Regione.

Picchio Rosso Maggiore, Dendrocopos major –  Piane di Camerata Picena (AN) – Latitudine 43°57’, Longitudine 13°33’
Un perfetto arrampicatore, dalla livrea inconfondibile. Il maschio si differenzia dalla femmina per una macchia rosso acceso dietro la nuca. Il suo battere a suon di becco sul tronco degli alberi è una marca distintiva: un piccolo tamburo che viene suonato velocemente ed il suono si spande nel silenzio del bosco, di conifere e di latifoglie. Ma se fai attenzione, potresti scorgerlo anche nelle campagne alberate e perfino nei parchi cittadini. Basta che ci sia un vecchio albero, dove possa costruire il suo nido, scavandolo per oltre 30cm nella corteccia, dalla quale ricava anche larve ed invertebrati di cui cibarsi. Il Picchio è stanziale qui nelle Marche.

 

Photo: Paolo Bolognini

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