Una scrittrice marchigiana per il Premio Letterario

30 gennaio 2015 | Commenta Comunicati

Internazionale  Marguerite Yourcenar 2014: Chiara Giacobelli

Il 31 gennaio presso lAuditorium «Recagni» della Scuola Sociale Accademia delle Arti a Melegnano, in provincia di Milano, avrà luogo la Cerimonia di Premiazione del Premio Letterario Internazionale Marguerite Yourcenar 2014, ormai giunto alla XXII edizione.
La cerimonia è patrocinata dall’Amministrazione Comunale, Assessorato alla Cultura di Melegnano.
Chiara Giacobelli riceverà il Primo Premio nella sezione Narrativa con il racconto Causa di forza maggiore.
Il Premio Letterario Internazionale Marguerite Yourcenar vede ogni anno la partecipazione di centinaia di autori da tutta Italia e non solo, nelle due sezioni Narrativa e Poesia. La giuria, composta da esperti del settore, ha selezionato in un primo momento una rosa di dieci finalisti e successivamente sono stati i finalisti stessi a scegliere il racconto giudicato migliore.

Qui di seguito la motivazione per l’assegnazione del primo premio: Il racconto è pervaso da profonda umanità, resa perfettamente dalla scrittura di Chiara Giacobelli, che propone la storia di due figure narrative estreme: da un lato, una donna che gioca a fare la scrittrice e, dallaltro lato, un barbone che vive di stenti, come ad enfatizzare la presenza di due mondi agli antipodi. Eppure hanno una cosa in comune: linerzia. Seguendo un costante scandaglio dellanimo umano, si giunge al simbolico dono di un libro, con la convinzione che luomo ne farà carta straccia, ma non sarà così. Chiara Giacobelli dimostra la sua bravura nel rendere pienamente percepibile la sua intenzione narrativa. 
Why Marche lha appena incontrata

Piccole e grandi soddisfazioni di merito, che cosa rappresenta per te questo premio?
“Il riconoscimento di tanti sacrifici fatti nel corso della vita per raggiungere l’obiettivo di vivere di scrittura e la consapevolezza che ciò che esce dalla mia penna non piace solo a me, ma è in grado di emozionare anche qualcun altro. Dunque, è un piccolo incoraggiamento ad andare avanti su questa strada, che sarà ancora lunga, ma per me è comunque bellissima e non mi pesa mai. Non riesco a vedere la scrittura come un lavoro, anche se poi lo è diventato”.
In un racconto ci sono sempre dei personaggi, i tuoi in “CAUSA DI FORZA MAGGIORE” da dove prendono vita?
“La scrittrice è chiaramente autobiografica, soprattutto nella parte della malattia che ho avuto realmente e che dopo due anni mi ha gettato in uno stato di totale inerzia. Non sapevo più cosa fare, perché i medici non trovavano la causa ai miei problemi e di conseguenza neanche la soluzione, fino a che ho incontrato tre dottori fantastici (i quali a questo punto sapranno sicuramente che sto parlando di loro!) che mi hanno letteralmente salvato la vita. Il barbone, invece, è un personaggio che incontravo quasi tutti i giorni nel mio paese d’origine, un uomo di cui non so nulla anche se ho provato tante volte a immaginare la sua storia, perché mi incuriosiva. Continuo, però, a non sapere nulla di lui. E’ un personaggio molto misterioso”.
Quanto questo testo racconta anche un po’ di te?
“Molto, un po’ per la questione della malattia di cui sopra, un po’ per quella voglia di libertà che mi ha sempre caratterizzata e che in quel determinato periodo della mia vita sentivo di aver perso. Ho sofferto moltissimo negli ultimi due anni, fino ad arrivare appunto a quello stato di inerzia di cui parla il racconto, ma a posteriori mi sono resa conto che, se vissuta nella maniera giusta, la malattia è un’esperienza di vita estrema che ti porta a crescere moltissimo come persona. Forse tornando indietro rivivrei tutto, nonostante l’immenso dolore, perché sono certa che nessun’altra via mi avrebbe portata ad essere la donna che sono oggi. Ad esempio, ho iniziato un romanzo in collaborazione con l’Ospedale Meyer di Firenze e con la Tribù dei Nasi Rossi di Arezzo che si occupa di clownterapia. Credo fermamente che se non fossi passata attraverso l’inferno e non avessi compreso alcune verità, non avrei trovato la forza di trascorrere le giornate nei reparti di oncologia del Meyer”.
Per concludere parlaci di un tuo sogno nel cassetto.
“So che potrebbe sembrare banale e poco pretenzioso, ma dalla vita non chiedo altro che la salute, l’amore e la realizzazione professionale. La prima più di tutto, perché ora so che non è scontata. Se si sta bene fisicamente, poi tutto il resto si sistema, si aggiusta, si conquista, ovviamente con l’opportuna forza di volontà. Ma questo non mi preoccupa, perché caratterialmente sono una persona che quando vuole qualcosa è abituata ad andarselo a prendere, se necessario anche con il coltello tra i denti”.

 

Chiara Giacobelli, 31 anni, scrittrice e giornalista, ha pubblicato con Newton Compton Editori 101 cose da fare nelle Marche almeno una volta nella vita e 1001 monasteri e santuari in Italia da visitare almeno una volta nella vita. Con la casa editrice Le Mani ha firmato il saggio Furio Scarpelli. Il cinema viene dopo insieme ad Alessio Accardo e Federico Govoni, con la prefazione di Ettore Scola (Primo Premio nella sezione Giornalismo e Critica del concorso Mario Soldati 2014), che ha ricevuto numerosi premi. Nel 2013 ha pubblicato la guida alternativa Emilia Romagna. Una visione artistica con la collaborazione della Round Table Bologna, del Comune di Bologna, della Provincia di Bologna e della Regione Emilia Romagna.

Ha scritto inoltre romanzi, racconti, libri sul territorio e biografie di personaggi celebri, tra i quali la Prima Ballerina dellHamburg Ballett Silvia Azzoni (Benois de la Danse), di cui sta curando la biografia. Collabora inoltre con le pagine di Cultura e Spettacolo di NanoPress e cura la rubrica La dolce vita sul sito My Luxury. Attualmente sta ultimando un romanzo ed è rappresentata dall’agenzia letteraria Walkabout Literary Agency. La sua pagina web è www.chiaragiacobelli.com, o visitate la pagina Facebook.

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