L’hai mai fatta la pista?

3 gennaio 2015 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Sicuramente ne avrai sentito parlare, perchè fa parte delle nostra tradizione, anche se come tante altre reminiscenze del passato si è un po’ persa negli anni della modernità.
La pista del maiale è stata per anni protagonista dei mesi di dicembre e gennaio, un appuntamento fisso per tante famiglie marchigiane.
Se però fino a 50 anni fa ogni famiglia allevava il proprio maiale oggi questa usanza è rimasta legata a poche zone della nostra regione, specialmente dell’entroterra.
Chi è rimasto legato a questa tradizione, continua a vederla come un momento importante, attorno al quale raccogliere tutti i membri della famiglia, come se fosse una vera e propria festa, un’occasione per rivedere vicini, amici, parenti e godere insieme della buona tavola e dei prodotti tradizionali.
Se parli con chi ha fatto o fa la pista, ti dirà che è qualcosa di serio, che è un processo di lavorazione molto complesso.
A sovraintendere il tutto è il “pistarolo” esperto e sapiente, una figura sempre più rara che non è presente in tutte le famiglie. Tanti sono anche i passaggi fondamentali da rispettare.
Si parte con l’uccisione del maiale, poi la suddivisione dello stesso in due “pacche” lasciate frollare per un paio di giorni. Nel frattempo si acquistano ingredienti quali sale, pepe (alcuni anche il peperoncino), budella e spago e poi si arriva alla fase della vera e propria lavorazione delle carni e alla preparazione degli insaccati: una moltitudine di prodotti, alcuni dei quali godono di una notorietà straordinaria. Altri, invece, sono conosciuti solo a livello locale; altri ancora sono relegati ad un consumo poco più che familiare.

 

Tags: , , , , , , ,