Ghost town marchigiane

5 novembre 2014 | Commenta Scelti per voi Segnalibro

Identikit dei borghi abbandonati più suggestivi

L’entroterra della nostra regione è ricchissimo di piccoli borghi medievali dimenticati che nascondono architetture affascinanti e scorci mozzafiato, luoghi isolati, che l’uomo, dagli anni ’50, ha deciso di abbandonare. È un fenomeno destinato ad aumentare per l’inevitabile mutamento sociale che le varie strategie d’intervento non riescono a rimediare. Questi pezzi di storia che, meglio di tanti musei, raccontano la nostra identità e il nostro passato, appartengono a privati che non se ne curano o sono stati comprati, a prezzi irrisori, da investitori con progetti di trasformazione dell’intero borgo; presto scompariranno, completando la loro decadenza, o cambieranno del tutto volto per opere di riqualificazione ancor più rovinose. Prima che questo avvenga, vogliamo suggerirvi una passeggiata tra questi gioielli, raccomandando cautela e rispetto!

Castelnuovo
Comune: Auditore (PU)
Altitudine: 302 m s.l.m.
Numero di abitanti: 4
Percentuale di abbandono*: 95%
Periodo di edificazione: XI secolo
Periodo abbandono: anni ‘50
Motivo di abbandono: migrazione verso centri maggiori
Il borgo di Castelnuovo risale all’XI secolo, ma divenne uno dei centri maggiori della valle del Ventena nel XIV secolo quando iniziò anche la costruzione delle mura oggi cadenti. All’accesso del borgo, la chiesa, che dalla facciata sembra ancora ben conservata, presenta invece gli interni completamente distrutti dal crollo del soffitto ligneo; tra i resti si scoprono l’abside e le colonne ancora integri, così come il campanile più recente. I restanti edifici, circa una cinquantina, sono allineati lungo la strada che attraversa l’abitato.

Sant’Andrea in Corona
Comune: Mercatello sul Metauro (PU)
Altitudine: 648 m s.l.m.
Numero di abitanti: 0
Percentuale di abbandono*: 90%
Periodo di edificazione: altomedievale
Periodo abbandono: anni ‘50
Motivo di abbandono: migrazione verso centri maggiori
Stato attuale: ruderi
Il borgo, che prende il nome dall’omonima chiesa che si trova a poche centinaia di metri dall’abitato, ma già in Provincia di Perugia, è sorto nel XIII secolo quando iniziò a essere utilizzato il corso del vicino Tevere per i trasporti commerciali. Il centro rurale ha conservato nei secoli la forma originale con le abitazioni, in arenaria e travi di legno, unite lungo l’asse principale in un unico agglomerato, mentre nella parte meridionale, più antica, rimangono tracce della vecchia fortezza. Oggi si stanno valutando progetti di riqualificazione turistica.

Elcito
Comune: San Severino Marche (MC)
Altitudine: 821 m s.l.m.
Numero di abitanti: 0
Percentuale di abbandono*: 20%
Periodo di edificazione: Medioevo
Periodo abbandono: anni ‘70
Motivo abbandono: isolamento
Elcito sorge all’unione delle pendici orientali del monte San Vicino e del monte Canfaito. Collocato in una posizione che nel medioevo poteva ritenersi inaccessibile, fu eretto a difesa dell’abbazia benedettina di Valfucina. Del vecchio castello rimangono la porta di accesso che dà sull’antica mulattiera, porzioni di mura e alcuni nuclei abitativi extra moenia. Il nome “Elcito” pare derivi da elce o leccio, albero ora non più presente in questa zona, ma che, probabilmente, abbondava all’epoca della costruzione del borgo.

Cossinino da Piedi
Comune: Comunanza (AP)
Altitudine: 719 m. s.l.m.
Numero abitanti: 0
Percentuale di abbandono*: N. D.
Periodo di edificazione: Medioevo
Periodo abbandono: anni ’50
Motivo dell’abbandono: ubicazione geografica sfavorevole
Stato attuale: ruderi
Accesso: su sentiero da Cossinino da Capo
La frazione è composta da sedici abitati tre quattrocenteschi, diruti o quasi, invasi dalla vegetazione, ma dallo straordinario fascino architettonico. Alcune fonti vogliono che questo antico borgo sia stato per qualche tempo rifugio di alcuni membri dell’Ordine dei Templari per i tanti simboli religiosi che si ritrovano incisi alle pareti di alcune case. Particolarmente misterioso, un architrave che, insieme alle chiavi decussate e quattro rosette, reca un’iscrizione ancora non decifrata. Data la condizione delle strutture, si sconsiglia la visita per il pericolo di crolli.

Rocchetta
Comune: Acquasanta Terme (AP)
Altitudine: 770 m s.l.m.
Numero di abitanti: 5
Percentuale di abbandono: 90%
Periodo di edificazione: romana
Periodo abbandono: anni ‘50
Motivo di abbandono: migrazione verso centri maggiori
Il borgo ha caratteristiche architettoniche uniche in quanto si sviluppa in altezza, su tre, quattro livelli, appoggiando le fondamenta sulle molteplici terrazze naturali di arenaria mentre le pareti rocciose fungono da muro di perimetrazione: così le costruzioni formano un tutt’uno con il territorio. Rocchetta ha probabilmente origini romane ma il periodo di massima crescita dell’abitato è tra il XIII e il XIV secolo quando dominava sui borghi circostanti per ricchezza e prestigio; dalla seconda metà del Cinquecento invece iniziò l’abbandono e il degrado che lo ha portato al completo spopolamento negli anni ‘70. Qui si è avviato un progetto di ristrutturazione e riqualificazione interessante.

* si riferisce al patrimonio edilizio in fase di abbandono o sottosviluppo, come elaborato dal progetto “Analisi del sistema dei borghi storici rurali minori dell’entroterra marchigiano per il riuso e la valorizzazione” 2000-6.
di Silvia Brunori

Crediti Foto:
Luca Mengoni
borgodicastelnuovo.it
viaggiverdi.it
habitualtourist.com

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