L’alchimista

14 agosto 2014 | Commenta Scelti per voi

A metà tra la storia e la leggenda, metà chimico e metà stregone, l’alchimista è stato spesso protagonista di racconti, sempre misteriosi. La sua maestria era quella di saper usare elementi naturali che, combinati insieme, creavano delle ‘pozioni’: ognuna diversa, ognuna unica. Mauro Malatini, civitanovese, è un alchimista moderno, laureato in Scienze Erboristiche ma troppo fantasioso e creativo per essere un farmacista e così…


Scovare le particolarità, qualcosa di diverso, qualcosa che riprenda pezzetti di storia e li renda attuali. E’ forse la parte più diversa di chi di mestiere racconta, ciò che vede, ciò che ascolta, ciò che l’incuriosisce.
La figura dell’alchimista mi ha sempre affascinata: il potere di vedere oltre e dentro le persone, di interpretare la loro psiche in un certo senso, di unire la scienza all’esoterismo.
‘L’alchimia è un antico sistema filosofico esoterico che si espresse attraverso il linguaggio di svariate discipline, come la chimica, la fisica, l’astrologia, la metallurgia e la medicina, lasciando numerose tracce nella storia dell’arte. Il pensiero alchemico è altresì considerato da molti il precursore della chimica moderna prima della nascita del metodo scientifico’: wikipedia definisce così questo qualcosa di strano e meraviglioso allo stesso tempo.

Quando mi hanno parlato di Mauro Malatini, me lo hanno descritto come un ragazzo curioso ed intraprendente che di una sua passione aveva voluto fare un lavoro, particolare e davvero poco usuale nella nostra regione ma forse proprio nel nostro periodo storico. Il motivo che mi ha spinto a prendere registratore, macchinetta fotografica e penna per andare da lui è stato questo: pensavo di raccontarvi la storia di un giovane che ha voluto lasciare un lavoro sicuro e abbastanza redditizio, quello del farmacista, per ritornare un po’ indietro nel tempo ed aprire una bottega di profumi, fatti da lui, unici e creati sulla persona. Niente Chanel, Dior o Cavalli. Niente scaffali con bottigliette tutte uguali, strane, accattivanti ma tutto sommato abbastanza omologate le une dalle altre. La storia della profumeria selettiva ‘contro’ quella commerciale.
Insomma ancora una volta, il potere dell’idea e dell’ingegno, del recupero di un mestiere antico, un ponte che unisce saperi della tradizione al presente, ridando valore all’unicità ed all’eccellenza.
E la storia di Mauro è anche questa. Ma fin da subito i confini del mio viaggio tra essenze, odori, immagini evocate e emozioni, si sono piacevolmente allargati, facendomelo appunto immaginare come un’alchimista, uno in grado non solo di consigliarti e crearti la fragranza fatta apposta per te ma di indagarti l’anima, di aiutarti a scavare un po’ dentro di te, sfruttando il potere dell’olfatto, il senso più potente tra tutti i nostri, ma spesso anche il più sottovalutato.
Psicologia, chimica, estetica, meditazione, filosofia si sono ritrovate intrecciate nel suo racconto, tenute insieme da qualcosa di fondamentale: le radici.

“Vai a Parigi, mi dicono tutti. Certo, fare il profumiere in Francia sarebbe più facile. Ma lì sarei uno dei tanti. E poi perché devo portar via la bellezza dalla mia terra? Io amo le Marche e se riesco a fare qualcosa di bello, di diverso, qualcosa che faccia star bene le persone anche se semplicemente con un profumo, voglio farlo qui. Lusso per me significa poter condividere il bello, il piacere. Anche Civitanova e le Marche possono regalarsi questo lusso. E’ qui che vorrei poter costruire la mia officina del benessere e del bello.”
“Il mio modo di costruire i profumi è legato alla bellezza dell’anima della persona. Si entra in bottega, ci si  siede, si scelgono delle essenze. Io faccio qualche domanda su chi sei, chi vuoi essere.
Da lì piano piano si iniziano ad annusare le essenze ed al termine del percorso olfattivo, la rosa di scelta che viene fuori indica molto della persona che è davanti a me, di quello che sta vivendo in quel momento.
Ogni essenza è legata ad un sentimento. Chi ama l’ambra è un uomo, estremamente elegante, o se è una donna ha voglia di coccole. Chi ama la rosa spesso si vuole sentire importante.
Il profumo è evocativo, è qualcosa che parla alla nostra anima e parla della nostra anima. Non potresti immaginare cosa e quanto di ognuno di noi restituisce il Meta-aroma test. Otto boccette che vanno annusate una alla volta, prendendosi tutto il tempo necessario e facendo uscire liberamente pensieri, emozioni, immagini che quell’odore ci fa venire in mente. Io annoto, senza dire una sola parola, quello che chi sta facendo il test mi dice dopo aver odorato ogni fragranza e la sua reazione e poi riporto il tutto, spiegando a che cosa è legata ogni boccetta: l’idea del futuro, l’idea di se stessi, etc… In quel momento quella persona si sta dando delle risposte, partendo dal presupposto che l’olfatto non mente: è l’unico dei cinque sensi che non ha alcuna mediazione, perché i recettori stanno a stretto contatto col cervello e quando sentono lo stimolo lo inviano direttamente al cervello, alla parte limbica. Ecco perché è evocativo. L’odore è un senso atavico. Forse il più importante in assoluto.
Da cosa è nata la mia passione? Mia nonna, una contadina simile alla Sora Lella, è stata per me una pietra miliare. Nonostante conducesse una vita molto semplice aveva una grande passione estetica legata al profumo e rubava sempre una spruzzatina di Paris di Ive Saint Laurent a mia mamma. Aveva una grande sensibilità olfattiva. E io assomiglio a lei in tantissime cose; credo di aver ereditato questo amore per i profumi da lei. Quando ho iniziato a lavorare per pagarmi gli studi, mi toglievo sempre 100 mila lire o cento euro al mese per potermi comprare qualche profumo particolare, quello in grado di esaltare pur in maniera delicata, l’odore della mia pelle. Anche se non riuscivo mai a trovare qualcosa di unico perché comunque quelli che acquistavo erano profumi commerciali: io volevo qualcosa che fosse un vestito sartoriale, cucito addosso a me. E proprio questo è quello che faccio ora, questo è lo scopo della profumeria selettiva.
La profumeria commerciale ti da un’immagine: metto Chanel n.5 e sono simile a Marilyn Monroe, metto J’Adore e mi sento come Charlize Theron. Ovvio, nessuna donna che compra questo profumo dirà che lo fa perché vuole essere come…però è questo quello che c’è dietro al successo della profumeria commerciale. Dietro alla profumeria selettiva c’è emozione. I miei profumi raccontano una storia. Questo – mi dice porgendomi una boccetta ndr – per esempio l’ho creato pensando alla professoressa che mi ha seguito per la tesi di laurea: una persona di una dolcezza infinita. Ho ricreato una fragranza che mi parlasse di lei, della bella sensazione che mi aveva lasciato: un fiorito gourmant. Quando chi entra odora questo profumo, non può certo avere l’immagine della mia professoressa perché non la conosce, ma avrà la sensazione di morbidezza, di dolcezza, di delicatezza, la voglia di essere freschi ma anche accoglienti. E questo profumo piacerà alla persona che si sente così, non a quella ad esempio che vuole essere una femme fatale.
La scelta nella profumeria selettiva è inconscia: questi sono profumi dell’anima, vanno sulla pelle ma devono parlare di te. Il profumo arriva prima di te, è un tuo biglietto da visita, deve essere costruito su di te, su quello di cui hai bisogno in quel particolare momento della tua vita.
Come si fa? Entri, ti siedi ed inizi a scegliere le essenze attraverso un percorso olfattivo e poi io creo un profumo personale, unico. Se ho fatto bene il mio lavoro, chiunque odorando quel profumo e descrivendo le sensazioni che ne scaturiscono dovrebbe poter descrivere abbastanza fedelmente la persona per cui l’ho preparato. Il profumo viene registrato con il nome del cliente per cui è stato creato e, a meno che non mi venga dato il permesso di replicarlo e metterlo in commercio, resta un unicum.
Quando creo un profumo, mi rivolgo all’unicità della persona: significa riuscire ad incastrare un sentimento, un momento della vita, una sensazione, con delle fragranze. Qual è il profumo della tua anima? Rispondiamo insieme a questa domanda e creiamo l’unicum.
Il profumo ha una struttura: nell’antichità come oggi si parla di piramide olfattiva, in linea di massima. Ogni essenza ha una caratteristica, è un mondo a se. Il profumiere cerca di legare assieme queste essenze e far si che permangano più tempo possibile sulla pelle di una persona: dai 20 minuti alle 48 ore. Quelle che hanno un tempo di permanenza attorno ai 20 minuti sono le note di testa, gli agrumati, la lavanda per esempio. Dalle 4 alle 8 ore siamo sulle note di cuore. E poi ci sono quelle di fondo. Una volta che la persona che è venuta da me ed ha scelto le sue essenze – 12, 15 non c’è un numero preciso da rispettare – appartenenti a queste tre famiglie, entra in gioco la ‘magia’: in base a ciò che ho riconosciuto in quel particolare individuo, a ciò che mi ha detto, alle emozioni che mi ha mostrato, le mixo, creando il profumo che parlerà della sua anima.
Una goccia cambia un profumo, una sfumatura rende una persona diversa dall’altra”.

“In ogni paesetto c’era un sarto una volta. Adesso non ce ne sono più. La tradizione sartoriale italiana si è persa ed un grande peccato. Ecco, per il profumo è lo stesso. Io ho voluto recuperare la tradizione della bottega perché non c’è più. Un profumo sartoriale, come lo creavano i mastri profumieri del ‘500. Non sarai come Marylin, come Charlize, come altri meravigliosi attori se ti spruzzi quella fragranza. Ma se costruisci la tua, sarai te stesso ed è questo il vero lusso”.

“La mia è una bottega che vuole per prima cosa farti stare a casa, permetterti di esprimerti, accoglierti, liberare la tua essenza e farla incontrare con le essenze che odorerai. E’ un punto di incontro, un luogo dove si permette a se stessi di conoscersi. Collaboro con astrologi, naturopati, psicologi, sessuologi, psicanalisti, psicologi transazionali, insegnanti di meditazione.
La strada per la felicità può passare attraverso tante cose e questo è il concetto di questa bottega: far aprire e scoprire cose più profonde. Ed iniziare a farlo attraverso le essenze e l’olfatto”.

 

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