Creaticity…la nuova democrazia!

22 marzo 2014 | Commenta Scelti per voi

“Vogliamo dare gli strumenti a tutti: voglio che tutti entrino qui e possano essere dei designers. Perché quando tutti avranno gli strumenti, allora emergerà solo l’idea migliore!”

La rivoluzione più profonda è quella che si fa con le idee. Se il modello attuale non va, si deve avere il coraggio di fare qualcosa per cambiarlo. Tutto parte dal pensiero: dalla voglia di cambiare l’ordine costituito delle cose e di scommettere su qualcosa di nuovo.
Prima che essere un progetto, davvero importante e davvero di un peso specifico come pochi ne abbiamo visti nelle Marche, Creaticity il Fab Lab nato a Tolentino è nuovo modo di pensare con alcuni concetti che da troppo mancano: creatività come merce di scambio, sentirsi profeta in patria, dare strumenti ed occasioni ai giovani, investire sulle idee e dare gli strumenti per realizzarle.

GLOSSARIO
- Creaticity: è una città creativa, fatta di abitanti citizen che condividono le loro idee e la loro creatività, sviluppano progetti, creano prototipi. Duecento metri quadri nei quali sperimentare, provare, confrontarsi. Una palestra dove la propria idea diventa realtà.
- FabLab: fabbrica/laboratorio oppure fabulous laboratoriae. Un laboratorio declinato al terzo millennio: artigianale, ma arricchito da strumenti digitali come stampanti 3D o macchine a controllo numerico, in grado di dare vita ad un artigianato evoluto.
-Maker: colui che fa. Chi lavora nel FabLab è un maker, chi realizza i propri progetti in garage è un maker, un artigiano è maker. A Creaticity, il maker è la guida, colui che spiega cosa succede e che dà consigli e assistenza. Chi è e chi può diventarlo? In realtà tutti. L’idea del Fab Lab di Tolentino è che chiunque faccia qualcosa da più tempo di qualcun’altro o con una devozione particolare,  sia esperto e quindi possa esser maker: chi sa e vuole divulgare, può essere una guida.
- Stampante 3D: una stampante che da un modello disegnato al computer riesce a creare un oggetto reale, tridimensionale, con vari materiali. In questo modo si possono realizzare oggetti impossibili per un artigiano “tradizionale” ma allo stesso tempo quello prodotto con la stampante è solo il primo passo dell’effetto finale che poi passerà ancora dalle mani e dalla professionalità dell’artigiano.
- Arduino: il mondo in mano con 20€! Un hardware rivoluzionario costruito ad Ivrea 10 anni fa, in grado di semplificare il linguaggio della programmazione elettronica ed informatica. La parte software è totalmente open source, il che significa che ognuno può trovare lo scratch adatto alle sue esigenze sul web. In Italia è ancora poco conosciuto, nonostante nei primi esemplari in commercio si trovasse scritto “made in Italy with love”, ma in America è conosciutissimo ed usato per farsi lanciare dal frigorifero una birra mentre si guarda il SuperBowl o per ricostruirsi una mano, persa in un incidente.
Paolo Isabettini si laurea in architettura e poi se ne va a Berlino grazie al Progetto Leonardo. Qui inizia a lavorare, ad avere soddisfazioni, opportunità ed un buono stipendio. Ma Paolo non è tedesco; vuole sentirsi profeta in patria e dare agli altri gli strumenti per farlo.
“E’ partito tutto da una semplice tazzina: era questo il mio progetto e mi sono ritrovato a parlare con i giornalisti e ad essere un imprenditore. Ho sempre saputo che il mio non sarebbe stato uno studio di architettura stampante e scrivania. Sono anche un appassionato di design, volevo poter tagliare il legno e avere altri strumenti a disposizione per creare qualsiasi cosa mi potesse venire in mente. E’ così che è nata l’idea del Fab Lab: un laboratorio/ufficio, a disposizione di tutti. Questo laboratorio collettore nasce da un’esigenza concreta: qui non c’e niente. Potevo rimanere in Germania con il mio stipendio ed il mio bel lavoro, ma mi piangeva il cuore: non avrei fatto niente per gli altri, per quello che ero io quando avevo 16 anni.”
Partiamo dalla fine: cosa ti aspetti da Creaticity?
“Niente. Ho portato avanti questo progetto non perché mi aspettassi chissà cosa: semplicemente, non potevo fare altro! Nella migliore della ipotesi, questo diventerà un movimento culturale: è una svolta per l’Italia, anche alla luce della crisi, per un giovane è un’opportunità grandissima. Se ci sarà risposta o meno, alla fine non mi interessa molto perché nella peggiore delle ipotesi questo sarà il mio studio, dove faccio le mie cose, capisco le potenzialità delle macchine, della comunità e della collaborazione. Ovvio se tra un anno questo spazio non sarà frequentato, ridimensionerò il progetto. Però ci credo, cerco di fare del mio meglio, di comunicarlo nel migliore dei modi e di far arrivare alle persone la passione che ho”.
Usa anche Why Marche allora: spiegaci cosa succederà in questo spazio!
“Creaticity è un ponte tra l’idea e la sua realizzazione. E’ uno spazio in cui creatività ed idee circoleranno libere ed in cui ognuno troverà gli strumenti per poter realizzare in concreto il suo progetto. Abbiamo 4 tipi di tessere, annuale e semestrale, per studenti o non, con un costo massimo di 60€. L’iscrizione da diritto ad entrare nella comunità ed a utilizzare tutto quello che c’è: sala fotografica, connessione wifi, macchinari. Ma anche e soprattutto a lavorare in team, a poter contare non solo sul proprio cervello ma su quello di quanti fanno parte di questa rete. Prova ad andare in qualsiasi azienda a portargli un progetto: la risposta sarà no, perché non c’è tempo e non ci sono soldi da investire. Vieni a Creaticity e troverai tutti gli strumenti per rendere reale l’idea, per perfezionare il progetto e potrai tornare da quella stessa azienda con qualcosa di concreto che deve solo essere prodotto. E l’85% dell’eventuale guadagno su un progetto realizzato in Creaticity resta al creativo”.

“Vogliamo dare strumenti e conoscenze a tutti. Creaticity è una vetrina, un progetto continuo, una comunità. Entrando in Creaticity hai più valore e ha più valore la tua idea”.
“Non vedo l’ora che qualcuno entri da quella porta ed abbia un’idea migliore della mia. Se io gli faccio la guerra, magari oggi vinco perché io ho gli strumenti e lui o lei no. Ma se domani troverà modo e maniera? E’ stupido! Se invece accolgo quella persona e quell’idea, la coltivo e metto a disposizione gli strumenti, quell’idea geniale l’avrò realizzata anch’io”.
“I FabLab del resto d’Italia costruiscono droni. A me non interessa affatto: io voglio che la signora del piano di sopra impari a stamparsi in 3D la manopola del forno! Creaticity non deve essere una nicchia, deve essere una rivoluzione”

Lo spazio a Creaticity
- Zona espositiva e brand meritevole: appena si entra ci si trova davanti l’unicità di questo FabLab che non è solo associazione culturale ma ha anche uno scopo di lucro. Perché di sola creatività non si mangia. Qui trovate ad oggi prodotti che si possono acquistare e che incarnano la filosofia di Creaticity, a breve quelli realizzati in questo FabLab
- La fucina delle idee: è il luogo del brain storming, con pareti diventate lavagne e un grande tavolo colorato attorno al quale i creativi si siederanno per confrontarsi e tirare fuori le loro idee
- Il Laboratorio Fotografico: spazio utilizzato per realizzare servizi fotografici e all’occorrenza anche come teatrino per corsi di formazione specifici
- Il Laboratorio Digitale: qui stampante 3D, plotter, computer, il magico Arduino; tutto quello che serve per realizzare il progetto unendo idee e tecnologia
- La Fabbrica: la parte artigianale del FabLab con un banco sartoriale, tutti gli utensili e soprattutto una CNC, fresa a controllo numerico, dal costo sul mercato approssimativo di 20mila euro e realizzata internamente con meno di mille euro ed Arduino!

 di Eleonora Baldi

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