La Manifattura Tabacchi di Chiaravalle: l’orgoglio delle Marche

28 dicembre 2013 | Commenta Scelti per voi

Tra passato e presente, un pezzo importante della storia del nostro territorio

Dire che il “problema” delle Marche sono i marchigiani, è di certo impopolare. Ma, se seguirete il nostro ragionamento, non potrete che essere almeno un po’ d’accordo. Noi abbiamo ricchezze davvero immense: abbiamo l’arte, la storia, la cultura, i paesaggi, il buon vino e la tradizione a tavola. Ma abbiamo anche la capacità di intraprendere, il saper fare, il saper creare. Peccato però che abbiamo anche un difetto fondamentale, e da qui il “problema”: siamo poco orgogliosi! Tendiamo quasi a nascondere il nostro bello, a metterlo sotto il tappeto come a volte si fa con la polvere…così quella bellezza non scompare, ma non si fa neanche notare. Di storie così potremmo raccontarne molte. Oggi abbiamo scelto quella della Manifattura Italiana Tabacco Spa e come narratore abbiamo scelto Massimo Tarli, che di questa azienda chiaravallese è il Direttore Generale.

254 anni: questa è “l’età” di Manifattura Italiana Tabacco. Ripercorriamo insieme le tappe più importanti di questa lunga storia…
“La Manifattura di Chiaravalle rappresenta un patrimonio storico e culturale notevole, essendo la più antica unità produttiva di tabacchi lavorati in Europa. Le sue origini risalgono al 1759, quando i monaci Cistercensi fondarono questo insediamento per lo sviluppo della tabacchicoltura nello Stato Pontificio. Successivamente, la Manifattura seguì le sorti del nostro Paese, rivelandosi come una preziosa risorsa per il territorio marchigiano sia durante il Regno d’Italia che nella gestione dei Monopoli di Stato.  Oggi, il nostro impegno è quello di mantenere viva questa realtà produttiva che ha ereditato l’attenzione alla qualità e la cura delle lavorazioni che rappresentano la migliore espressione della storia del tabacco in Italia”.
Un’istituzione dunque che ha accompagnato il territorio marchigiano nei secoli. Oggi, quanto vale questa realtà per le nostre Marche?
La Manifattura ha sempre contribuito allo sviluppo del territorio ed è stata motore della trasformazione economica delle Marche da realtà agricola ad industrializzata; ha visto il sorgere del movimento operaio delle sigaraie e del loro ruolo sociale, come esempio di forza femminile e di madri lavoratrici. Oggi più che mai, siamo attivi su più fronti: da un lato la difesa del lavoro attraverso la tutela di professionalità sempre più rare; dall’altro l’attivazione di progetti di recupero della coltura delle varietà locali di tabacco attraverso il rilancio di coltivazioni autoctone come quella di Montelupone in provincia di Macerata”.
La coltivazione del tabacco è un sapere antico che ovviamente però ha dovuto innovarsi nel tempo: la tecnologia sarà di certo entrata in supporto all’artigianalità iniziale. In che modo?
Manifattura Italiana Tabacco intende proseguire sul percorso tracciato riaffermando l’importanza che la tabacchicoltura continua ad avere sul territorio nazionale. Il nostro obiettivo è la riaffermazione di una filiera certificata 100% italiana e ci impegniamo a difenderla con tutte le nostre forze da qualunque tentativo di inganno al Consumatore.
Siamo infatti convinti che solo attraverso materie prime eccellenti, come il nostro tabacco italiano, e rilevanti investimenti produttivi si possa mantenere sempre alta la qualità dei nostri prodotti e soprattutto certificarla al Consumatore”.
Il fumo fa male. E questo è un assunto di base ovvio che non serve neanche ripetere. Ma, se proprio si deve fumare, fare attenzione alla qualità è fondamentale. E se dietro ad un prodotto c’è il Made in Marche…si può stare tranquilli?
Certamente fumare è una scelta consapevole dei rischi che comporta, ma è altrettanto importante avere la consapevolezza di cosa c’è dentro una sigaretta. Spesso, in questo settore, si tende, per ragioni di opportunità, a non valorizzare adeguatamente la materia prima, ma solo il prodotto finito ed il suo marchio.
La nostra filosofia è esattamente opposta. Siamo una piccola realtà se paragonata alle multinazionali che si contendono il mercato, ma diamo valore alla nostra “nicchia” scegliendo i migliori tabacchi italiani, affiancando e formando l’azienda agricola che realizzerà la produzione in tutte le fasi e mettendo a disposizione le nostre conoscenze e competenze. Dopo  tutto, ‘fumare è un atto agricolo!’”.

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