Quale Coworking è giusto per te ?

26 ottobre 2013 | Commenta Impresa

Un fenomeno collettivo, un bisogno da soddisfare, una nuova società a cui interfacciarsi, un modo innovativo di concepire il lavoro e gli spazi.

Chi non ha sentito parlare di “Coworking” negli ultimi mesi? Il fenomeno del momento: il proliferare di postazioni di lavoro condivise che si rivolgono a lavoratori alla ricerca temporanea di una stanza o di una semplice postazione con connessione internet dalla quale portare avanti la propria attività in maniera indipendente.
Location accoglienti e ben organizzate, molto vantaggiose per la loro economicità e la loro flessibilità.
Il coworking è quella nuova filosofia del lavoro che risponde ad un attuale bisogno della società, quel bisogno di relazione, di contatto e confronto con persone che svolgono attività simili, quella volontà di innestare alleanze, di fare rete e dar vita ad una comunità della quale sentirsi parte integrante.
Quello stimolo a progettare ed innovare. Insieme.
Il coworking diviene luogo catalizzatore di risorse ed infrastrutture, intercetta le persone che hanno deciso di non arrendersi all’assenza di lavoro, consapevoli di come lo sviluppo della cultura della rete abbia spinto alla ricerca del lavoro a partire dalle collaborazioni.

Ma i Coworking sono tutti uguali ?
In un scenario così affollato e variegato, dove gli spazi di lavoro condivisi iniziano a crescere a dismisura, cominciano ad emergere offerte diversificate per tipologie diverse di persone.
Dai “Coworking di Fortuna”, quelli dove si libera uno spazio in ufficio, perchè Gigi è in ferie o Ermanno è stato licenziato e quindi l’azienda mette in condivisione una postazione di lavoro. Questi spazi non evidenziano alcuno spirito collaborativo, nessuna filosofia del Coworking.
Poi ci sono quelli totalmente all’opposto, tutto pitch, contest ed aperitivi, dove invece il senso di “community” è bene implementato, grazie a grandi open spaces e la sensazione che si possa incontrare l’investitore giusto e portare a casa il biglietto vincente della lotteria. Sono i luoghi graditi a startuppari, e persone che sentono di voler sfruttare la nuova bolla delle tech-startups. Li chiamiamo “Coworking per Startappari” : uno su mille ce la fa, ma in ogni caso ci si diverte :)
Fino al terzo tipo di spazi, quelli che noi chiamiamo “Coworking per Professionisti Liberi”, perchè incarnano bene lo spirito concreto dello “stare insieme e condividere” avendo come scopo l’aumento del business e la creazione di valore. La “base” è la professionalità, da mettere a disposizione, e la “Libertà”, intesa come assenza di schemi, di gerarchie, di facilità nell’assiemarsi ad un team in modo facile, sulla base della domanda. Il Professionista Libero (o Smart) è colui che non ha paura della concorrenza, non si chiude in se stesso e crea sinergie, sicuro che dallo sviluppo di una rete di competenze si possa creare valore.
Il Professionista Libero mette la sua professionalità a servizio degli altri, dove con “altri” sono da intendersi non solo i fruitori finali dei suoi servizi, ma anche altri professionisti come lui, con cui collabora ed attiva uno scambio produttivo di competenze e professionalità.
Questo nuovo tipo di lavoratore sa che il lavoro sinergico conduce a risultati brillanti e competitivi, non solo in termini di tempi di realizzazione, ma in particolare sul fronte della qualità, competenza, professionalità ed innovazione che questa nuova modalità di lavoro è capace di generare, non trascurando, inoltre, la possibilità che prospetta di dar vita a futuri progetti comuni.

E tu, che posto di lavoro ti scegli ?

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