Da Sofia a New York..nel segno di Urbino

25 ottobre 2013 | Commenta Scelti per voi

Un percorso simbolico molto importante quello della Santa Caterina d’Alessandria di Raffaello che ha lasciato le mura ducali urbinati per raggiungere prima l’Europa e poi gli USA, puntando dritto al 2019

Raffaello. Basta un nome ad attirare l’attenzione, a far aprire le menti e girare gli occhi di chi ha una sensibilità artistica, di chi riconosce in un grande talento un grande regalo per l’umanità intera.

Raffaello è un simbolo marchigiano, l’alfiere del Rinascimento, conosciuto in tutto il mondo ed in grado di richiamare folle ogni volta che le sue opere vengono esposte. Urbino è la sua casa, il luogo in cui è nato e cresciuto, culla non solo di questo straordinario genio, ma dell’arte intesa nel suo senso più lato: il più noto tra i capoluoghi d’arte delle Marche, costruito attorno al grandioso Palazzo Ducale,  corte rinascimentale del duca Federico da Montefeltro che accolse artisti come Piero della Francesca, Luciano Laurana, Francesco di Giorgio Martini, il Bramante.
Una tendenza, quella di rappresentare il giusto humus per la florida crescita di artisti e letterati destinati a lasciare il segno, che si estende a tutte le Marche: Gioachino Rossini, Giovan Battista Pergolesi, Gaspare Spontini, Donato Bramante, Giacomo Leopardi, tanto per snocciolare alcuni nomi.
Non sorprende dunque che ad essere scelta come baluardo della candidature italiana a Città Europea della Cultura per il 2019 sia stata proprio una città marchigiana e chi meglio di Urbino poteva rappresentarci?
La lunga cavalcata che poterà all’assegnazione di questo prestigiosissimo titolo vede la città di Raffaello contare sull’appoggio di un comitato promotore presieduto da Jack Lang, ex Ministro della Cultura francese, e composto da decine di intellettuali e artisti come i direttori di orchestra Claudio Abbado, Uto Ughi e Daniel Barenboim, il ballerino Roberto Bolle, lo scrittore Umberto Eco, i premi nobel Carlo Rubbia e Ferit Orhan Pamuk, attori come Vanessa Redgrave e cantanti di fama internazionale come  Andrea Bocelli, lo scenografo Dante Ferretti, premi Pulitzer come Bob Marshall e Denis Chamberlin, giornalisti come David Ignatius del Washington Post, Thomas Friedman e Helene Cooper del New York Times, Wolf Blitzer della CNN, insignito dell’Urbino Press Award.
Che tali e tanti nomi si siano mobilitati per sostenere Urbino da già il peso dell’immagine che questa città è in grado di dare nel mondo, profondamente bisognoso di bellezza, in tutte le sue forme, perfettamente incarnate dalla cultura, dalla pittura, dalla maestria nelle costruzioni.
Rivale in questa particolare “corsa”, ma allo stesso tempo alleata di Urbino nella promozione della cultura, è senza dubbio Sofia, capitale della Bulgaria, ricca di fascino tanto quanto il gioiello delle nostre Marche.
Tra queste due città si sono instaurati profondi legami e collaborazioni, tanto che fino al 22 settembre all’interno della Galleria d’Arte Nazionale della capitale bulgara è stata attiva la mostra “Raffaello Sanzio da Urbino a Sofia” che ha visto come capolavoro più importante proprio la Santa Caterina d’Alessandria: un successo di pubblico che ha raggiunto gli oltre 10.000 visitatori.
Ma il viaggio del celebre quadro di Raffaello non si è fermato in Europa, così come il “viaggio” che porterà Urbino a giocarsi fino alla fine le chance di diventare la città simbolo della cultura per il 2019 è solo all’inizio.
Dal vecchio al nuovo continente, infatti, la Santa Caterina è approdata nella grande mela proprio nell’anno in cui oltre tutto si celebra la cultura italiana negli Stati Uniti. Dal 1° e fino al 28 ottobre la gemma raffaellina sarà esposta all’Istituto Italiano di Cultura di New York.
Un altro esempio del momento magico che la cultura delle Marche sta vivendo, se si aggiunge a questa esposizione, la presentazione presso la Columbia University dello Zibaldone di Giacomo Leopardi tradotto per la prima volta in lingua inglese  e la mostra che il MoMa ha dedicato a Dante Ferretti.
Non ci si può non emozionare al pensiero di quanto le nostre Marche siano importanti a livello culturale ed artistico sul panorama mondiale: una regione così piccola ma con un cuore espressivo così tanto grande da saper conquistare il mondo, dall’Europa all’America.
Una risonanza globale tanto importante sarà di certo in grado non solo di spingere nel modo giusto la candidatura di Urbino, ma anche di accendere una volta in più le luci sulla nostra regione, che rappresenta davvero un gioiello inestimabile: borghi, castelli, musei, città d’arte medievali e rinascimentali incastonate tra colline e valli, in un paesaggio unico in Italia.

 

http://www.beniculturali.marche.it/

www.urbino2019.eu

www.musei.marche.it

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