Università telematiche: come le vedete?

4 giugno 2013 | Commenta Università

Il sistema universitario è in crisi. Ma, come è emerso da tutte le nostre conversazioni con i Rettori, è necessario fare qualcosa per invertire la tendenza. Potrebbe essere questa una strada?

I problemi si affollano. Giorno dopo giorno, il futuro dell’Italia e dei ragazzi si fa sempre più complicato. Ma difficile, non significa mai impossibile. Soprattutto non può esserlo per chi ha ancora tutto da costruirsi. Certo, ci si devono rimboccare le maniche più di quanto non si possa aver pensato. E quindi, meglio iniziare a concentrarsi sulle possibili soluzioni.
Ci siamo più volte confrontati con i nostri rettori. Il caos del Paese coinvolge a pieno anche il sistema universitario, vittima di tagli su tagli e messo a dura prova dalle negative congiunture economiche: investire nel proprio domani scegliendo di seguire un corso universitario, non è più una scelta così semplice. Per tutta una serie di motivi, che vanno dall’investimento necessario alla paura di spendere cinque anni in media della propria vita per poi trovarsi a cercare col lumicino un lavoro e dover alla fine accettare quello che si trova e non quello per cui si è studiato.
Però e lo sappiamo e vogliamo sottolinearlo con forza, le prospettive del singolo e di un Paese in generale, dipendono dalla cultura, dall’innovazione, dal sapere. E per tutto questo è assolutamente necessario avere giovani menti preparate, magari che si sono anche già confrontate in maniera fruttuosa con nazioni estere, con altri modi di fare, con corsi tenuti in lingua.
Ma, anche in questo caso il lato economico ritorna a farsi sentire: sia da parte degli Atenei che devono sostenere forti corti, sia da parte della famiglie.
E allora, ci viene in mente da non addetti ai lavori, potrebbe essere una soluzione favorire dei corsi di laurea telematici?
Ci sono in Italia università interamente on line, sul web si seguono le lezioni, ci si esercita, si sostengono gli esami. Retaggio culturale o forse giusto pregiudizio, ci porterebbe a dire che non può certo equipararsi una preparazione così costruita a quella “reale” se così vogliamo dire. Ma, tenendo da parte la dimensione sociale che di certo ne perde, non è davvero possibile percorrere questa strada, magari migliorando alcune criticità che di certo ci saranno?
Potrebbe essere una valida alternativa, ovviamente se si mettono in pratica dei protocolli che garantiscano la stessa qualità dei corsi in ateneo o comunque un livello che molto vi si avvicini.
Che cosa pensate voi, Rettori dei nostri quattro atenei? E’ una strada percorribile? Può essere una modalità integrata nei vostri corsi di studi? State già proponendo questa possibilità per alcune tipologie di lauree o avete mai pensato di farlo? E, se non credete sia una valida alternativa, quali sono le criticità che vi portano a bocciarla?

LUIGI LACCHE’
RETTORE UNIVERSITA’ DI MACERATA
“In Italia la nascita delle Università telematiche è avvenuta in assenza di una strategia nazionale, favorendo, invece, operazioni spesso speculative, prive di reali contenuti universitari. Nessun Paese comparabile all’Italia ha una simile offerta. Eppure, la didattica on-line ha notevoli potenzialità e risponde ad alcune importanti esigenze. L’Università di Macerata eroga corsi con servizi anche online (e-learning) dal 2001 e ha ricevuto, da parte della European Foundation for Quality in e-Learning, il premio Unique e-learning quality label per il triennio 2009/2012, per l’alta qualità dei servizi tecnici, amministrativi e didattici. Nell’e-learning trovano congiunzione innovazione e sperimentazione didattica, nuove tecnologie e nuove pedagogie. Il nostro Ateneo offre agli studenti un ambiente di apprendimento on line personalizzato, dove è possibile trovare i materiali di studio, usarli da qualsiasi computer in qualsiasi momento, svolgere attività individuali e di gruppo. E’ una modalità scelta da studenti lavoratori o da quelli che, per altri motivi, non hanno la possibilità di seguire in presenza le lezioni, ma anche da professionisti che possono qualificare ulteriormente la propria formazione senza recarsi fisicamente all’Università. Proprio nell’ottica dell’internazionalizzazione, usiamo questi strumenti anche per offrire corsi base di italiano a studenti stranieri che decidono di frequentare particolari corsi di Unimc. La piattaforma offre strumenti per la comunicazione, che permettono allo studente di non isolarsi nella sua stanza, ma di relazionarsi con i colleghi, i docenti e i tutor. Si tratta, quindi, non più di una didattica basata sulla trasmissione unidirezionale di contenuti dal docente allo studente, ma di una didattica basata sulla negoziazione con il gruppo di lavoro per la costruzione dell’apprendimento, ai fini della preparazione agli esami, che vengono svolti sempre in presenza. La formula migliore è, a mio avviso, quella che fa della didattica on-line uno strumento complementare e ben integrato all’interno delle strategie e delle attività di un Ateneo tradizionale”.

FLAVIO CORRADINI
RETTORE UNIVERSITA’ DI CAMERINO
“Innanzitutto credo sia necessario fare una netta distinzione tra le università telematiche e atenei che mettono a disposizione servizi on line e corsi in e-learning, per venire incontro alle esigenze degli studenti, in particolare degli studenti lavoratori o di coloro che sono rimasti indietro con gli esami come ad esempio gli studenti fuori corso. Gli effetti della crisi, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti. Ma sono sicuro che ci sia speranza e sono sinceramente convinto che una via d’uscita sia quella di investire sulla ricerca, sull’innovazione, sulla formazione e sul talento dei nostri giovani.  Proprio perché consapevoli delle difficoltà che affliggono in questo periodo molte famiglie italiane, abbiamo scelto da qualche anno di rivolgere sempre maggiore attenzione agli studenti meritevoli, mantenendo tutte quelle agevolazioni per il diritto allo studio, premiandoli attraverso l’esenzione dal pagamento delle tasse universitarie e offrendo loro alloggi presso le nostre strutture. Abbiamo comunque  anche puntato molto al potenziamento dei nostri collegamenti informatici e dei servizi on line per gli studenti, sia per la didattica (ad esempio attività didattiche in e-learning, la consultazione della carriera universitaria, la possibilità di prenotare gli esami), sia per le attività extracurriculari. Poter seguire una lezione in aula ed avere un contatto diretto con il docente e con i colleghi di corso permette un’efficace trasferimento di conoscenza  e credo comunque rappresenti un imprescindibile valore aggiunto alla propria formazione. Incontrare il docente prima, dopo e durante la lezione permette di chiedere ed approfondire i dettagli  e i ‘segreti’  della disciplina e stimola il docente ad andare oltre la lezione che ha predisposto. Le attività di laboratorio sono poi estremamente importanti per un percorso di laurea scientifico e non si possono di certo effettuare per via telematica!  Utilizzando al massimo del potenziale le strutture informatiche, quindi, il nostro Ateneo vuole mantenere  sempre alto l’impegno per un’alta qualità delle attività didattiche e formative e dei servizi ai nostri studenti”.

STEFANO PIVATO
RETTORE UNIVERSITA’ DI URBINO
“Come accade ogni volta che l’evoluzione tecnologica mette a disposizione le sue crescenti potenzialità, sono poi gli uomini a doverne e saperne trarre il buono e a limitarne le disfunzioni. Questo vale anche nel caso in cui la possibilità di seguire lezioni universitarie a distanza può venire incontro a esigenze specifiche. L’Ateneo di Urbino ha da tempo attivato corsi di e-learning assegnandone lo sviluppo e la gestione a uno specifico Delegato Rettorale, il professor Yuri Kazepov.
In particolare, la didattica a distanza è significativamente importante per gli studenti disabili, ai quali l’Università e l’ERSU di Urbino dedicano da anni un’attenzione sancita da specifiche norme statutarie. E’ inoltre di questi giorni la prima stesura di un accordo con il Garante dei diritti dei detenuti, l’Ombudsman delle Marche professor Italo Tanoni, affinché coloro che sono sottoposti a un regime carcerario particolarmente restrittivo possano seguire corsi universitari attraverso l’e-learning ad hoc predisposto dagli atenei marchigiani.
Fatte proprie queste e altre possibili occasioni di superamento di difficoltà oggettive, l’Università resta tuttavia un luogo insostituibile di crescita umana, educativa oltre che intellettuale, luogo di scambio di esperienze e culture, che si può cogliere appieno soltanto vivendola ventiquattrore al giorno, anzi unendo a questa esperienza le occasioni di studio e di scambio con l’estero attraverso programmi come Socrates ed Erasmus, grazie ai quali ventimila studenti italiani hanno vissuto periodi di studio all’estero. Momenti forse irripetibili, che oggi rendono il percorso di studi un’esperienza fondamentale nella vita di una persona, tanto più oggi che il confronto con gli altri paesi è vitale, nel comprendere le opportunità da cogliere. E di questo fortunatamente penso che ci si renda sempre più conto, visto che gli ultimi dati sulle iscrizioni alle università italiane, parlano di una crisi particolare proprio per le università esclusivamente telematiche”.

MARCO PACETTI
RETTORE UNIVERSITA’ POLITECNICA DELLE MARCHE

“A mio avviso è fondamentale fare una distinzione tra lo strumento e-learning e l’uso che dello stesso si fa, nel mondo ed in Italia. Per quanto riguarda lo strumento, noi come Università crediamo da sempre che possa essere molto utile se affiancato alle normali modalità di fruizione dei contenuti delle lezioni. E’ infatti impensabile che possa totalmente essere evitata la presenza nel contesto universitario, a maggior ragione in un ateneo come il nostro che vede nei laboratori e nella pratica un momento fondamentale dell’apprendimento. Anche la dimensione sociale poi andrebbe a perdere molto se non vi fosse più alcun momento di contatto “reale” con i docenti e con i compagni di corso. Il caso italiano poi va osservato con particolare attenzione. A differenza di quanto accade all’estero dove le Università Telematiche sono una o due, grazie alla poca attenzione dei Governi precedenti, le Università con corsi sviluppati totalmente on line sono proliferate, senza un effettivo controllo con l’effetto di rappresentare una forte concorrenza, ma senza dubbio al ribasso. Non dimentichiamo infatti che mentre per gli atenei classici – pubblici o privati – sono previsti tutta una serie di parametri che debbono essere rispettati sia a livello qualitativo che quantitativo, così non è per le Università Telematiche. Vero è che anche con piattaforme di fruizione dei corsi completamente online si possono conseguire titoli di studio validi per legge; ma la mia impressione è che siano privi di valore e di peso, poi, nella realtà.
Detto questo, l’Università Politecnica delle Marche è favorevole ad un utilizzo della modalità e-learning in supporto alle normali modalità di formazione. Anzi, siamo uno tra i pochi atenei ad aver avviato un Dottorato Ricerca proprio su questo tema e facciamo in modo che i nostri docenti seguano corsi di formazione per essere in grado di padroneggiare tutte le possibilità che questo strumento mette a disposizione. In conclusione, l’Università Politecnica delle Marche non ha alcun corso di studi completamente in e-learning perché non ritiene che la presenza e il “lavoro” svolto in ateneo possano essere del tutto sostituiti da una fruizione on line, ma è attiva nell’usare questo strumento nel miglior modo possibile entro i binari tracciati dalla “classica” metodologia di insegnamento”.


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