Un turismo migliore

4 giugno 2013 | Commenta Istituzioni

Le Marche sono davvero uno dei più bei posti d’Italia. E non solo. Ma sono davvero fruibili per tutti? Si sta lavorando per garantire anche ai diversamente abili piene possibilità di goderne? Chiediamolo ai nostri Presidenti di Provincia

Per anni ci hanno detto che non eravamo abbastanza belli o abbastanza bravi. E noi ci abbiamo anche creduto. Come è tipico del marchigiano che sembra quasi nascondersi, che tutto sommato sta bene nel suo cantone e che sembra essere pervaso da una sorta di strana gelosia per cui fa fatica a mostrare se stesso e le sue bellezze, quasi con il timore che poi qualcuno gliele possa rubare o che possa giudicarlo non all’altezza. Chi siamo noi per insidiare il primato della Toscana? Non abbiamo il mare della Sardegna o della Sicilia e neanche le bellezze storiche ed architettoniche della Capitale.
Una bugia. Immensa. Che ci siamo raccontati per non dover mettere troppo il naso fuori dai nostri confini. Una bugia che finalmente è stata svelata: adesso tutti siamo consapevoli di quanto meravigliose siano le Marche! E abbiamo iniziato, anche se con un pauroso ritardo, a comunicarlo anche all’esterno. Spazzate via le remore e le paure, ci si è convinti che non abbiamo alcunché da invidiare alle altre regioni d’Italia che da sempre sono considerate mete privilegiate. Anzi: abbiamo qualcosa di più! Abbiamo una terra tutta da scoprire, angoli che spesso neanche i marchigiani conoscono, una capacità di accoglienza di certo da migliorare ma già buona. E possiamo crescere ancora tanto. E dobbiamo farlo. Altrimenti tutte le campagne promozionali del mondo non ci aiuteranno ad avere quel posto di rilievo che assolutamente ci spetta.
Abbiamo già tanto, a livello naturale e storico siamo davvero fortunati: una regione al plurale, caleidoscopica, in grado di offrire ad ognuno quello che cerca in una vacanza.
Il servizio, quello di certo dobbiamo migliorarlo. Si sta lavorando sulla formazione degli addetti ai lavori e questo è già un punto molto importante. Anche perché il pubblico dei turisti è sempre più globale: si deve essere in grado di saper rispondere ad esigenze sempre più varie, figlie spesso di culture nazionali ben diverse le une dalle altre.
Ma un’altra area ci sembra assolutamente di rilievo e vorremmo capire bene come ci si sta muovendo nelle nostre Province.
E’ importante infatti concentrarsi anche su servizi particolari, come quelli che di certo servono ai diversamente abili. Notizia degli ultimi giorni, che assolutamente merita un plauso, è quella dei menù in braille realizzate da alcune strutture facenti parte dell’Associazione Parco del Conero.
Un esempio che però dimostra quanto una sensibilità su tematiche di questo tipo ovviamente ci sia già.
Altrettanto scontato è che poi ogni struttura ricettiva avrà la sua politica. Ma è di certo possibile, chiedendo ai nostri Presidenti di Provincia, capire come le cinque aree territoriali della nostra regione si stanno muovendo e si sono mosse per incentivare questo tipo di turismo e per garantire davvero a tutti di poter godere delle meraviglie delle Marche: convenzioni particolari, strutture accreditate, iniziative sul territorio. Insomma, tutto quello che possa davvero fare la differenza e portare una volta in più a scegliere le Marche.

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCI DI ASCOLI PICENO
PIERO CELANI

“Da sempre la Provincia promuove con convinzione l’accoglienza, come biglietto da visita del territorio, e le varie forme di turismo, non solo quello tradizionale ma anche quello legato al cosiddetto “turismo da scoperta” basato sul connubio tra paesaggio, cultura, arte e memoria di luoghi e tradizioni. Basti pensare ai numerosi corsi di formazione finanziati anche con risorse proprie e destinati agli operatori degli Iat (Informazione Accoglienza Turistica), Pro Loco, gestori di agriturismi e strutture ricettive extralberghiere. Penso anche al progetto di riqualificazione degli Iat provinciali trasformati in moderni punti di promozione con eventi culturali ed enogastronomici e al turismo religioso con il Cammino Francescano da Assisi ad Ascoli nel contesto del quale sono stati restaurati tre edifici storici adibiti ad ostelli.
In questo quadro, certamente anche il turismo legato ai diversamente abili costituisce un bacino di utenza importante e significativo che va valorizzato e sostenuto con specifici strumenti. In tale prospettiva, vorrei citare un’iniziativa della Provincia di Ascoli Piceno già lanciata nel 2011 tra le prime Province delle Marche: una lettera-invito per l’adozione diffusa nel nostro territorio, in ogni ristorante, di una carta del menù scritta in caratteri Braile, la scrittura tattile dei non vedenti. Quest’attività, in proficua collaborazione con l’Unione Italiana Cechi, è stata rivolta alle associazioni albergatori “Riviera delle Palme” ed albergatori e ristoratori del territorio Piceno. Un invito che è stato raccolto prontamente dagli operatori che ci hanno contatto numerosi per chiedere informazioni su come attuare il servizio.  Ritengo che politiche dell’accoglienza come questa contribuiscano a qualificare la nostra vocazione turistica, offrendo qualcosa in più in termini non solo sociali, ma anche promozionali. La Provincia ha aderito al progetto della Regione per la creazione di una guida on line degli esercizi turistici accessibili ai disabili.
Da ultimo, va evidenziato un ulteriore valore aggiunto: il senso di ospitalità e di grande accoglienza della comunità picena che, unito ad innovativi servizi, può senz’altro costituire motivo di attrazione e interesse per questa particolare forma di turismo”.

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI PESARO E URBINO
MATTEO RICCI
“La Provincia di Pesaro e Urbino è inserita da tempo nelle azioni volte allo sviluppo del turismo accessibile. Un esempio concreto è il proficuo coinvolgimento dell’ente all’interno del “Progetto C.A.R.E, Città Accessibili delle Regioni europee”, che ha visto l’adesione di  numerosi partner comunitari, con l’obiettivo di realizzare una rete di città ospitali ed accessibili. E’ stata portata avanti, in tal senso, una metodologia mirata, attraverso la quale rilevare sul nostro territorio informazioni e dati necessari affinché i visitatori possano valutare se le strutture di interesse siano in grado di soddisfare le loro necessità e richieste. Ne è scaturito un risultato organico, strutturato all’interno degli itinerari pubblicati nella collana “Viaggiare in Europa: le guide delle città ospitali ed accessibili”, per recensire servizi e strutture che rispondano ai requisiti dei turisti con esigenze speciali. A partire da questo progetto pilota, nato negli anni scorsi, è cresciuta sempre più la consapevolezza delle istituzioni locali verso una maggiore attenzione ai nodi dell’ospitalità accessibile a tutti. Su questo tema tanto è stato fatto anche dai Comuni del nostro territorio. Altro, certamente rimane da fare per favorire sempre più l’ assenza di barriere architettoniche, culturali e sensoriali. E’ un approccio da sostenere e, allo stesso tempo, una politica che le amministrazioni devono continuare a valorizzare, per tutti coloro che desiderano scoprire la nostra provincia così ricca di arte, storia e natura”.

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI FERMO
FABRIZIO CESETTI
“Sotto il profilo turistico, è indubbio che le Marche siano una delle realtà più suggestive a livello nazionale. E proprio su questo versante, come Provincia di Fermo, abbiamo riversato risorse e progettualità concrete per promuovere il nostro territorio, migliorare la ricettività delle strutture presenti e mettere in sinergia tutti gli operatori, nessuno escluso.
Un lavoro portato avanti insieme all’Assessore Guglielmo Massucci, che presiede anche il Sistema Turistico Locale Marca Fermana, concretizzatosi nella stesura di un innovativo piano di marketing territoriale per lo sviluppo sostenibile del turismo.
E nel termine sostenibile contempliamo anche la garanzia per i diversamente abili di poter fruire al meglio delle nostre bellezze.
Lo abbiamo fatto semplicemente rispettando le normative previste, come nel caso della Casa della Memoria di Servigliano e della Fototeca provinciale di Altidona, due contenitori che consideriamo fiori all’occhiello della politica culturale da noi perseguita in questi quattro anni, e lo stiamo facendo anche per la Casa Museo Osvaldo Licini di Monte Vidon Corrado, predisponendo strumenti per una piena fruibilità della struttura compatibilmente con i vincoli legati alla conservazione della stessa.
A questo si aggiunge l’opera di sensibilizzazione nei confronti degli Enti locali sui diritti dei diversamente abili, anche attraverso il lavoro delle Commissioni competenti, nonché sulla formazione professionale degli operatori coinvolti in ambito turistico”.

INTERVENTO DEL COMMISSARIO STRAORDINARIO DELLA PROVINCIA DI ANCONA
PATRIZIA CASAGRANDE ESPOSTO
“La crescita del turismo nelle aree del nostro territorio, testimoniata anche dai numeri che lo danno come uno dei settori, se non l’unico, a reggere abbastanza bene la difficile congiuntura economica, è il risultato di anni di programmazione che hanno permesso alle Marche, e in particolare alla provincia di Ancona, di aprirsi all’esterno e di far conoscere l’inestimabile patrimonio storico, artistico e paesaggistico. Oggi possiamo dire che certe scelte, come la tutela del territorio e gli investimenti sulla qualità dell’accoglienza, sono state felici e si sono rivelate determinanti per la riscoperta di una vocazione turistica che fino a pochi anni fa restava confinata a qualche singola località.
Anche sul fronte dei servizi particolari come quelli rivolti a chi soffre di disabilità stiamo cercando di realizzare interventi mirati per non trovarci impreparati. Un esempio è quello del progetto “Accessibilità territoriale”, sperimentato negli anni scorsi in collaborazione con alcune organizzazioni del privato sociale e rivolto a soggetti con disagio psichico e alle loro famiglie, che prevedeva percorsi di turismo accessibile della durata di 3-4 giorni, con visite guidate ed escursioni ai principali siti di interesse storico, culturale e ambientale.
Certo è necessario migliorare, perché investire sul turismo sociale significa da un lato estendere la fruibilità e la promozione delle tante bellezze naturali e artistiche della nostra provincia, e dall’altro creare una cultura dell’ospitalità turistica responsabile, potenziare servizi e favorire l’accesso alle persone diversamente abili senza ostacoli e difficoltà. L’obiettivo è arrivare in poco tempo allo sviluppo di una “rete dell’accessibilità” che consenta di realizzare un sistema integrato di trasporto, escursioni, manifestazioni culturali e strutture ricettive innovativo e rispettoso della dignità della persona”.

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