L’ultima Sibilla

9 gennaio 2013 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Un personaggio mitologico, che popola le fantasie dei marchigiani e non solo. La Sibilla Appenninica è ammantata di mistero e forse anche per questo è affascinante. Fa parte della tradizione culturale del nostro piceno ed è anche uno dei motivi di attrazione per turisti e curiosi.
Una figura, sospesa tra mitologia e credenza popolare, che ha ispirato moltissimi studiosi e scrittori che, nel corso dei secoli, si sono cimentati in elaborate  quanto fantasiose a volte ricostruzioni letterarie per spiegarne l’origine, il profilo e la storia.
Un pozzo senza fondo al quale ispirarsi per dare vita a racconti, romanzi, ricostruzioni che abbiano anche velleità storiche.
Tra le più recenti merita sicuramente un plauso l’opera “L’ultima Sibilla” (Carsa editore) della antropologa Maria Luciana Buseghin. Appunto perché l’autrice non si limita a raccontare una storia ma cerca di dargli un fondamento, una spiegazione, di fare luce su questa figura così misteriosa.
Il libro infatti documenta bene come la Sibilla costituisce un mito capace di intrecciare svariati elementi storici, artistici, leggendari e tradizionali nell’ area a cavallo tra Marche e Umbria; una figura che, da sempre, solletica l’immaginario letterario e religioso della comunità picena, orgogliosa della “sua” Sibilla e dell’omonima Grotta, nel territorio di Montemonaco.
Un esempio questo di come la tradizione popolare sia una ricchezza importante, di come questa giovane donna metà strega e metà profetessa sia in grado ancora secoli dopo la sua presunta esistenza di muovere interesse e ricerca.

 

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