Siem Reap

14 dicembre 2012 | Commenta Scelti per voi

Conoscere il mondo, scoprirlo, viverlo. Assaporarlo. Ma con gli occhi del viaggiatore e non del turista. Insieme a Daria Perego Garofoli iniziamo questo viaggio. Seguiamola e proviamo a guardare con i suoi occhi.

Il “viaggio” è in me da sempre, fin da giovanissima, mai invece, mi ha attirato fare la turista.
Sono una viaggiatrice molto particolare e il mio descrivere luoghi, persone, sensazioni e curiosità sarà molto personale.
Perché particolare? I miei viaggi non sono programmati per fare la “turista”, ma calibrati per una lavoratrice che viaggia.
Moltissimi luoghi visti negli ultimi 10 anni, momenti brevissimi, ma con sensazioni fortissime proprio a causa dei pochi giorni, a volte poche ore per vedere vivere e capire un luogo, una città, un paesaggio.

Lavorare e viaggiare nello stesso momento, come è possibile?
Io dico che non è facile, ma possibile. Il mio viaggio inizia quando salgo su un taxi dall’aeroporto all’albergo: il contatto umano con il taxista è il primo fra te e la nuova città. Se sei curioso e lo stimoli ti racconterà delle storie incredibili.
A volte in taxi ci stai per 40 minuti e scopri cose che non potresti leggere nemmeno sulla guida più attendibile.
Il primo consiglio che posso darvi è di non partire mai per un luogo nuovo senza essere informati su tutto ciò che bisogna sapere per viaggiare in sicurezza e poter vedere ciò che poi rimarrà in te di quel posto.

 

 

 

 

 

 

 

Per questa prima volta vi porterò con me a Siem Reap, Cambogia.
Parto dall’aeroporto di Falconara verso Monaco-Bangkok-Siem Reap.
Chi viaggia per piacere potrebbe scegliere anche la rotta Ancona-Roma-Dubai-Bangokok-Siem Reap: le tariffe aree a volte sono più convenienti.
L’arrivo all’aeroporto è subito un’emozione: scendi dalla scaletta dell’aereo e l’aria umida, il caldo soffocante ti avvolgono immediatamente e anche ad occhi chiusi sei sicura di essere in Oriente.
Ti aspetti un vecchio aeroporto, ce ne sono ancora tantissimi. Invece è piccolo, nuovo e architettonicamente in stile Khmer.
Prima formalità il visto di ingresso: 20$ e una foto tessera. Avere dollari vi agevolerà in molte situazioni.
Un brevissimo percorso in macchina e arrivo in un albergo ricco di ogni confort dove mi attende una guida che parla italiano per andare a visitare il complesso religioso più grande al mondo.
Ho solo 3 ore di tempo, veramente pochissime per un luogo di quella portata. Appena ti avvicini capisci di trovarti di fronte a qualcosa di unico: Angor Wat è una visione emozionante.
Costruito dal popolo Khmer nella metà del XII° secolo, bassorilievi incantevoli, templi alti come monti e una vegetazione lussureggiante.
Ta Phrom vi affascinerà: è lì, imponente come fu ritrovato dagli esploratori francesi. Le sue pietre emergono tra enormi alberi secolari le cui potenti radici avvolgono parte del santuario.
Siem Reap è una città piacevole e vivace; attraversatela con i tipici “tuc tuc” e sarete nel bel mezzo di case in stile coloniale, mercati variopinti, ristoranti tipici.

La cucina è speziata ma non troppo piccante; assaggiate le loro zuppe, specialmente quelle di pesce, naturalmente il riso è sempre presente e la verdura è ottima.
Non andate nei ristoranti turistici, privilegiate i loro “ristoranti”, spenderete poco per un ottimo cibo.
Programmate questo viaggio nel periodo della stagione secca, Novembre – Aprile, visto che il clima è legato ai monsoni tropicali.È un luogo magico e sicuro per chi è curioso e ama immergersi in un mondo ricchissimo di cultura, storia e natura.

di Daria Perego Garofoli

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