L’Università al tempo dei social

14 dicembre 2012 | Commenta Università

Social. Network. Social network. Parole ormai chiave, che non solo fanno parte della nostra vita ma che ormai la orientano. Concetti dei quali non possiamo fare a meno. E nella formazione? Come li utilizziamo?

Creare rapporti, connettersi, lavorare sempre di più alla costruzione di network grazie ai quali e all’interno dei quali far circolare informazioni e conoscenza.
Perché i social non sono solamente un modo di passare o perdere il tempo. Non servono solamente per passare interi pomeriggio in chat a scherzare con gli amici.
Facebook e Twitter servono anche a lavorare, a crearsi una reputazione, a sviluppare contatti che possano essere utili a destreggiarsi nel mondo.
Nel mondo, anche gli atenei hanno da tempo varcato questo confine rendendo operativi e ricchi di informazioni i propri account. Hanno colto l’importanza dei nuovi mezzi e l’hanno sfruttata.
Facile tutto sommato capire il perché. Gli studenti sono giovani e in quanto tali hanno un’ottima dimestichezza con questi strumenti. Li conoscono spesso fino alle pieghe più nascoste ed è molto più facile che possano ricercare informazioni o interessarsi a un argomento o a un’organizzazione se la trovano attiva e presente su questi social network.
Che diventano non solo punti di incontri, ma anche momenti per creare la propria reputazione, per ottenere delle buone referenze.
Non siamo ancora abituati a pensarci. Ma è così. Non avere una pagina facebook o un account twitter può diventare un clamoroso autogol.
Alcune informazioni sul rapporto tra Atenei italiani e social network si hanno già. Segno che il tema inizia a essere dibattuto soprattutto da chi studi questi nuovi aspetti della sociologia.
Circa un terzo delle Università sono presenti, ma poche sono anche attive. Molte volte si finisce per utilizzare il social come un ripetitore delle informazioni inserite all’interno del portale. Della serie: bisogna esserci, quindi ci stiamo. Giusto. Ma bisogna soprattutto esserci nel modo giusto altrimenti, non ha molto senso. Già, perché i nativi digitali di queste cose se ne intendono e sanno perfettamente capire se c’è una progettualità dietro o se quella alla quale si accede è solo una pagina vetrina.
Non solo informazione e promozione attraverso i social, ma anche costruzione del proprio brand. Una volta si diceva “dimmi con chi vai e ti dirò chi sei”. Frase proverbiale che potremmo sostituire con un cinico “dimmi come pubblichi e ti dirò se sei interessante”.
Con questo, non vogliamo certo dire che la presenza su facebok e twitter sia necessaria. Ma, siamo sicuri che non sia un importante strumento di marketing e comunicazione da imparare ad usare nel migliore dei modi?
E le nostre Università, cari Rettori, quali scelte in merito stanno facendo? Siete presenti su facebook e twitter e soprattutto siete attivi? Pensate sia un’opportunità o al contrario non credete che il mondo dei social abbia troppo a che fare con voi?  

UNIVERSITA’ DI ANCONA
IL CONTRIBUTO DEL RETTORE
MARCO PACETTI

“L’università Politecnica delle Marche non è presente sui social network: niente facebook, twitter o flickr. La nostra è una scelta chiara e ragionata, sulla base del modo in cui abbiamo costruito il nostro Ateneo. Non ci sembra utile una nostra presenza sui social generalisti perché non è questo l’approccio che vogliamo utilizzare per comunicare con i nostri studenti. Questo non significa che non siamo aperti alle nuove tecnologie, anzi: abbiamo una serie di strumenti che si basano proprio sulla rete e sul web. Semplicemente preferiamo utilizzare altri tipi di piattaforme.
E la nostra riflessione non è poi così assurda; basti pensare che poco tempo fa si era aperto un dibattito proprio su questo tema all’interno delle pagine del New York Times. A confrontarsi erano sociologi, pedagoghi e esperti della materia che appunto concludevano come questi social non fossero del tutto adatti al mondo della formazione.
Stiamo valutando se vi possano essere altri social network più dedicati, che possano rispondere meglio al modo in cui è strutturata la nostra Università. Per esempio stiamo prendendo in considerazione Linkedin che ci sembra abbia più rilievo anche per la sua stessa missione: quella di mettere in contatto professionisti per dare vita a nuove opportunità da un punto di vista lavorativo ”.
UNIVERSITA’ DI CAMERINO
IL CONTRIBUTO DEL RETTORE
FLAVIO CORRADINI

“Quando ho presentato la mia candidatura a rettore di Unicam, un anno e mezzo fa, l’ho fatto  dal mio blog. Ho una pagina facebook personale che tengo aggiornata e curo direttamente. Mentre l’Ufficio Stampa Unicam mi segue nelle varie occasioni pubbliche e pubblica live sui social nei quali siamo presenti  foto, dichiarazioni, commenti: fino a qualche tempo fa, tutto questo era impensabile. Ritengo l’utilizzo dei social network fondamentale  per una comunicazione efficace: Unicam ha prontamente raccolto la sfida di questo nuovo modo di comunicare  ed ha scelto di essere presente da tempo sui principali social network con un profilo “ufficiale” su facebook,  su twitter e con un canale dedicato su Youtube. E non solo siamo presenti, ma come ho detto e potete facilmente verificare, siamo attivi sia nella pubblicazione di notizie, eventi, avvisi, segnalazioni che nel rispondere alle domande e alle osservazioni che i nostri “amici” o “follower” postano nei nostri profili. Unicam ha scelto di puntare l’attenzione sugli  studenti, di metterli al centro di tutte le attività, e delle scelte politiche; per questo è necessario dunque utilizzare tutti quegli strumenti che sono nella loro quotidianità, ed i social network sono in questo momento il luogo virtuale di incontro e di dialogo dei giovani. Non credo tuttavia che gli Atenei, come più volte ho detto,  siano un prodotto commerciale e quindi, per essere comunicati e attrarre studenti, debbano seguire logiche di marketing canoniche: penso che i social debbano essere intesi come una grande agorà che ha il compito di informare, di far conoscere, di spezzare le barriere fisiche e temporali  per aiutare a conoscere, a sapere, a decidere, per aumentare la consapevolezza. Con questo spirito li utilizziamo e condividiamo l’informazione, qualsiasi altro utilizzo… “non ci piace” ”.

 

UNIVERSITA’ DI MACERATA
Il contributo del Rettore
Luigi Lacche’

“Nell’estate del 2011 l’Università di Macerata è approdata sui social network. Per comunicare e informare, ma anche per ricevere feedback, commenti e proposte, l’Ateneo fa ricorso anche ai più popolari strumenti sociali della Rete, aprendo canali ufficiali su Facebook, Twitter e YouTube. Tutti questi social network possono essere integrati tra loro, consentendo una comunicazione che sia coerente, ma che, allo stesso tempo, mostri le tante sfaccettature di una realtà complessa e articolata come quella dell’Università di Macerata. Ma, soprattutto, questi mezzi permettono di valorizzare la componente “comunitaria” dell’Ateneo, legando tra loro non solo i contenuti, ma, anche, e principalmente, le persone. I contenuti delle nostre pagine “sociali” sono continuamente aggiornati. Il nostro canale www.youtube.com/UNIMCWebTV, non propone solo video promozionali, ma anche contenuti “utili”, come, per fare qualche esempio, indicazioni sull’Ateneo in inglese e cinese, estratti di lezioni magistrali di personaggi del calibro di Tara Gandhi o Edgar Morin, informazioni su come redigere un buon curriculum vitae. Tramite Facebook, rispondiamo a tutte le richieste di informazioni e chiarimenti nel giro di 24-48 ore, a volte in tempo reale, a seconda della loro complessità, affinché gli utenti siano consapevoli dell’apertura dell’Ateneo al dialogo e al confronto. Per questo ricorriamo a ulteriori mezzi, come la Newsletter Uninova, curata dai delegati del rettore, nata per far conoscere la missione, le strategie, gli obiettivi dell’Università di Macerata; il blog gestito personalmente dal rettore stesso, dove è possibile intervenire con un proprio commento; la web radio Rum e il magazine Cittāteneo firmati dagli studenti; e altre risorse 2.0 attivate dai Dipartimenti o da singoli docenti, che vanno ad arricchire la nostra “Unimcommunity” ”.

 

UNIVERSITA’ DI URBINO
IL CONTRIBUTO DEL RETTORE
STEFANO PIVATO

“L’Università Carlo Bo di Urbino ha da tempo una vocazione “social” riconosciuta e che si sta sempre più consolidando nel tempo. Un aspetto formalmente sancito dalle classifiche del Censis è che l’evoluzione del web nella dimensione 2.0 ci ha trovato in una collocazione privilegiata per dare nuovi impulsi e forme ai contenuti della comunicazione di Ateneo, tanto che la nostra pagina facebook è attualmente una delle più partecipate d’Italia. Con la recente nascita del Magazine di Ateneo Uniurb Post si è inoltre sviluppata un’integrazione sempre più intrecciata tra l’ateneo e una molteplicità di referenti: studenti che collaborano con la redazione e arricchiscono il magazine di contenuti e interventi, rubriche dedicate alla ricerca ma anche al tempo libero e alle relazioni con il territorio senza trascurare le riflessioni sulla contemporaneità e l’attualità. Tutto ciò ha fatto sì che le migliaia di contatti ne facessero un punto di riferimento anche al momento di affrontare l’emergenza neve che ha pesantemente colpito Urbino  nel febbraio scorso. Gestire le continue, urgenti e concitate richieste di informazioni su esami, lezioni, trasporti e condizioni delle strutture è stato uno “stress test” che ritengo l’Ateneo abbia superato brillantemente riuscendo a farsi percepire fattivamente come un’istituzione  vicina e attenta alle esigenze degli studenti e del personale. Siamo insomma orientati anche per il futuro a rivolgere la nostra attenzione, anche grazie all’attento lavoro del Delegato Rettorale alla Comunicazione Integrata, il Professor Giovanni Boccia Artieri, a una presenza sui social network che non si risolva in una mera attività di Pubbliche Relazioni unidirezionali. Un’istituzione universitaria, densa di interazioni sociali e formative, deve farsi attrice e promotrice di reali assunzioni di responsabilità, attraverso una conversazione allargata e partecipe con gli studenti e con la comunità universitaria in genere”.

Tags: , , , , , ,