Settembre 2012

18 ottobre 2012 | Commenta Scelti per voi

Cronache del doposbornia
Dopo un’estate così, con i dati del turismo che sono andati in picchiata in tutta Italia c’è da farsi un po’ di domande e cercare risposte. La prima risposta, la più ovvia, è anche quella più rassicurante: quest’anno è andata male perché c’è la crisi. Gli italiani, gli stranieri, non sono venuti al mare/in campagna/in montagna, perché c’è la crisi. Quando la crisi non ci sarà più gli italiani e gli stranieri torneranno. Tornano sempre, gli italiani e gli stranieri. Sono come le rondini, tu stai lì, immobile e le rondini tornano. Gli italiani e gli stranieri, i turisti, i forestieri, sono come le rondini. Devi solo fidarti e aspettarne il ritorno. Quest’anno c’è stata la crisi, come una burrasca, come un campo di forza, e non hanno trovato la strada per tornare, ma l’anno prossimo si ricorderanno di noi e troveranno la strada.
La seconda risposta è meno rassicurante. I turisti, i forestieri, gli italiani e gli stranieri non sono come le rondini. Non seguono un percorso migratorio e ancestrale di cui sanno la rotta per motivi misteriosi. Quest’anno magari qualcuno non è arrivato perché c’era la crisi, ma in realtà molti non sono venuti perché hanno cambiato rotte. Hanno cambiato comportamenti. Perché non sono rondini che tornano per nidificare, non sono branchi, mandrie, stormi. Sono persone.
Il problema, con le persone, è che cambiano idea. Sono incostanti, sono infedeli. Gli uomini del marketing non perderebbero tanto tempo a fidelizzare il cliente se il cliente fosse per sua natura fedele come un cane. Certo, le persone sono abitudinarie, ma non perché ti vogliono bene a te che gli vendi una spiaggia, un bicchiere di vino o il biglietto del museo. Sono abitudinarie per loro comodità, per loro piacere e diletto. E se trovano un nuovo gomitolo più attraente, un nuovo giocattolo più brillante, lo cercheranno con gli occhi, ne avranno voglia e gli andranno dietro. Cambiano idea le persone.
Non è solo una questione di mode, ma qualcosa che ha a che fare con i comportamenti. Se dentro casa ho la connessione a Internet, se in ufficio ho la connessione a Internet, significa che posso parlare ogni momento con persone che non sono lì accanto a me. Significa che grazie a Internet (e ai cellulari) sono sempre connesso alla rete dei miei contatti. Per questo in vacanza voglio (o non voglio, comportamento uguale e contrario) avere una connessione a Internet disponibile. E non la voglio sentire come un favore che mi stai facendo. La voglio come mi dai la televisione che non accendo più, come il frigorifero e le sue bottigliette che non stappo.
Non è solo questione di comportamenti, è anche questione di prezzo. Tu non lo sai davvero quanto costa una vacanza, perché non ci pensi. Non è che di fronte al sito dell’hotel turco/greco/portoghese/egiziano ti chiedi che stipendio prendano le donne delle pulizie o quanto incida il costo della lavanderia sul costo di una camera in Italia. Non lo sai ed è tuo diritto non saperlo.
Quando si innesca il gioco al ribasso però diminuiscono anche gli stipendi delle persone che lavorano in hotel, diminuiscono le persone che ci lavorano (cfr. dati sull’occupazione nel comparto turistico). E se però pensi che un’offerta su Groupon o su un altro sito sia il valore reale della tua vacanza, lasciamelo dire, sei in malafede. Come ti sentiresti se per una giornata di lavoro uno ti dicesse “guarda, oggi ti pago un quarto rispetto a ieri e domani, perché di più non vali”?
Questa storia della crisi, quest’anno, è come una sbornia. È una scusa, come una sbornia, per non avere un chiaro ricordo degli errori fatti di recente e rimuovere i più antichi. Era uscito un libro, qualche tempo fa, il Trattato sui postumi della sbornia. Aveva un sottotitolo formidabile: Le ore dell’inutile pentimento: il momento nel quale ti dici che non ti capiterà più, che saprai mantenerti lucido, prima di ricaderci di nuovo. Il momento dei buoni propositi in cui individui esattamente cosa farai. Visto che ci siamo facciamole anche questa volta queste promesse:

  • penserò ai turisti come persone
  • darò loro servizi adeguati, li tratterò come vorrei essere trattato io in vacanza
  • darò il giusto valore alla mia offerta e saprò chiedere un giusto compenso.

Ci beviamo sopra un verdicchio o un pecorino?

di Fabio Curzi

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