L’equilibrio del successo

18 ottobre 2012 | Commenta Impresa

L’azienda vincente è quella che ha un’anima. Quella che ha la passione, le idee, il carattere di chi ogni giorno lavora per consolidare i risultati ottenuti e per puntare a nuovi obiettivi.
Padre e figlio a confronto. Chi vi conosce da vicino, ci dice che siete fin troppo simili, nelle risposte da dare, nelle decisioni da prendere, nelle idee.
Ma noi scommettiamo che dietro i successi di CBI Europe ci sarà per forza anche una sana competizione tra i due uomini di casa Catena, tra chi ha saputo costruire dal niente un’azienda che ora vanta il titolo di leader del settore e chi si è trovato un tesoro in mano che deve però di continuo essere non solo conservato ma aumentato e plasmato rispetto alle nuove regole e richieste del mercato.
Parlare di passaggio generazionale è ormai quasi scontato e nell’immaginario comune implica trovarsi di fronte un genitore quasi padre-padrone della sua azienda e un figlio ambizioso e con tanta voglia di fare le cui ali vengono però tarpate un po’ dall’ansia paterna; oppure al contrario un imprenditore di vecchia generazione pronto ormai a lasciare il testimone che ha però a che fare con un figlio ancora “bambino” che non si dimostra in grado del tutto di prendere il timone dell’impresa di famiglia.
Pur non conoscendo Franco Catena e suo figlio Francesco, siamo però sicuri che il loro caso non si identifichi con nessuno dei due immaginati nelle righe qui sopra. Perché? Perché se la CBI Europe continua a veleggiare nel mare in tempesta causato dalla crisi mondiale, dev’essere perché papà e figlio si sono trovati a lavorare insieme, a gettare sul tavolo idee interessanti, a ragionare di nuovi prodotti e di nuove linee da tenere, in un rapporto bilanciato e teso al miglioramento dei risultati dell’azienda.
Proviamo allora a vedere se questa nostra sensazione è vera e a mettere a confronto anche in maniera simpatica Franco Catena e Francesco Catena.

Due generazioni che lavorano gomito a gomito, conta più “ciò che è stato fatto” o “ciò che deve essere fatto”?
Franco: “Ciò che deve essere fatto, perché bisogna sempre guardare un po’ più in la, aspirare a nuovi traguardi, non fermarsi mai”.
Francesco: “Io invece dico ciò che è stato fatto, perché rappresenta la base, le fondamenta sulle quali costruire il nuovo. Riflettendo sul momento che adesso stiamo vivendo, credo sia veramente molto difficile pensare di ripercorrere lo stesso cammino, partendo oggi da zero”.
Intuizione o studio attento del mercato: cosa serve in dose maggiore per riuscire a rimanere tra le aziende leader del settore?
Franco: “L’intuizione. E’ fondamentale avere il giusto fiuto, guardare avanti, voler e sapere innovare, non fermarsi mai nella ricerca di nuove soluzioni. L’innovazione continua è il segreto per continuare ad essere leader”.
Francesco: “L’equilibrio è sempre la strada migliore. Realizzare un mix, 50 e 50 tra il genio (l’intuizione) e la regolatezza (lo studio) permette di avere una visione ampia e di poter capire il mercato e affrontarlo nel modo giusto”.
Quale pensate sia da sempre il punto di forza della Cbi Europe e su che cosa invece c’è ancora da investire?
Franco: “Il nostro punto di forza è la completezza della gamma di prodotti che siamo in grado di offrire al cliente, forse quello su cui dobbiamo ancora lavorare invece è la comunicazione, la promozione di ciò che siamo e di cosa facciamo soprattutto all’estero”.
Francesco: “Intraprendenza, capacità di produzione e flessibilità: queste sono 3 doti che ci permettono davvero di fare la differenza. Per migliorare ancora di più il rapporto con il cliente che è un altro punto sul quale puntiamo molto, dovremmo riuscire ad essere ancora più bravi a modellarci sulle sue esigenze, a trovare sempre la soluzione perfetta ad ogni problema”.
Fare l’imprenditore è sempre più difficile, tanti rischi e poche certezze. Se doveste iniziare da zero in questo preciso momento, tentereste ugualmente l’avventura?
Franco: “Probabilmente no”.
Francesco: “Assolutamente sì”.
Da qui a 5 anni, quali altri traguardi vorreste che la Cbi-Europe tagliasse?
Franco: “Conquistare le Americhe! Sono dei mercati molto interessanti, sui quali possiamo fare bene e che ci possono offrire grandi opportunità”.
Francesco: “Sinceramente? Vorrei puntare ad una copertura totale dei mercati, ad una presenza stabile. Per farlo dovremmo essere bravi a rafforzare la percezione del marchio, i rapporti con i distributori e gli installatori e pensare a sempre nuovi progetti”.
Qual è il lato del carattere dell’altro che vorreste avere e che però vi manca?
Franco: “A Francesco ruberei la freschezza e la vivacità nel pensare. Ma soprattutto, la memoria che io sto un po’ perdendo”.
Francesco: “Beh, mio padre è stato una fonte di apprendimento continua; vorrei assomigliargli nella velocità di pensiero e nell’immediatezza di collegamento, nella capacità di realizzare sollogismi immediati…ma la sto acquisendo per fortuna!”.

Due facce di una stessa medaglia. Due approcci che si compenetrano alla perfezione. Il “nuovo” che avanza guarda con rispetto a ciò che è stato fatto ma ha voglia ed entusiasmo per migliorarlo. La “tradizione” sa di essere stata importante, ma allo stesso tempo è pronta a lasciare il campo all’innovazione. Un equilibrio quello tra Franco e Francesco che di sicuro è uno dei segreti di CBI-Europe.

di Eleonora Baldi

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