La visciola marchigiana

15 ottobre 2012 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Se c’è una cosa che a noi marchigiani piace e davvero tanto, è mangiare e bere bene. E questo non è un peccato, anzi deve essere un vanto. Sì perchè se siamo così attenti a ciò che portiamo sulla nostra tavola, è perchè abbiamo la fortuna di vivere in una regione dove i prodotti tipici sono una ricchezza assoluta, dove la qualità dell’enogastronomia è davvero altissima, dove la convivialità è sempre aiutata da gusti che provocano immediatamente sorriso e soddisfazione.
Tra tutti queste “magie” che ogni volta possiamo scegliere di portare in tavola, ce n’è una che proprio in questo periodo dell’anno trova il suo habitat naturale.
Avete mai assaggiato la visciola? O meglio il vino di visciola anche detto “visciolì”? Un nettare davvero inebriante, dolce, vellutato.
Ma conosciamolo un pochino meglio!
Il vino di visciole è una bevanda alcolica (circa 14°) a base di ciliegie acide, volendo essere tecnici dei frutti di Prunus cerasus (Visciolo o Amareno) o Prunus marasca (Marasca). Può essere prodotto secondo due diversi procedimenti: o tramite la preparazione di uno sciroppo di visciole e zucchero a cui viene aggiunto il mosto nel periodo di vendemmia oppure tramite macerazione delle visciole nel vino con aggiunta di zucchero.
Probabilmente se chi legge è un marchigiano del sud, starà cercando nella memoria di ricordare se l’ha mai bevuto oppure è già alla conclusione di essersi perso fino a questo momento questa delizia.
Questo perchè la visciola, un vino dolce da degustazione o da dessert, è tipico dell’entroterra di Pesaro Urbino, in particolar modo di Cantino, Pegola, Sant’Angelo in Vado e Sassocorvaro e della zone della Vallesina e comunque della Provincia di Ancona.
In questo periodo poi ci sono moltissime feste proprio in queste zone dedicate alla visciola per cui chi ancora non si è gustato questo piacere, potrà presto rimediare!

 

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