La notte di San Lorenzo

11 agosto 2012 | Commenta Pensando Segnalibro

Ieri, 10 agosto, era San Lorenzo e tra leggenda e speranza si è aspettato il calare delle tenebre per puntare il naso all’insù sperando di vedere una stella cadente ed esprimere un desiderio.
Da secoli in questa notte si va a caccia di un luogo poco illuminato – quest’anno anche la luna si è fatta da parte lasciando il cielo tutto per le stelle, era infatti calante e nell’ultimo quarto – dove poter scrutare il cielo stellato perché questa è la notte delle stelle che fanno avverare i desideri espressi.
Da sempre è una notte magica e romantica, nata in memoria della tragica morte di San Lorenzo, martire durante la persecuzione cristiana, ucciso intorno all’anno 257, per la sua fede in Cristo, bruciato su una graticola.
Secondo la leggenda, radicata in tutta Italia, le stelle cadenti di questa sera, che Pascoli ha chiamato “il pianto del cielo”, sarebbero le lacrime di dolore di San Lorenzo o secondo altri rappresentano le scintille di fuoco provenienti dalla graticola che lo uccideva ma fatto sta, che anche se chiamate con nomi diversi, è diventata tradizione che vedere queste stelle cadenti fa avverare i desideri espressi.
Hanno una spiegazione molto meno romantica gli scienziati che infatti ci spiegano che queste stelle cadenti del 10 agosto, come quelle visibili in altri  periodi dell’anno, innanzi tutto non hanno niente a che fare con le vere stelle comete ma sono semplicemente scie luminose che si verificano quando la terra, nella sua orbita intorno al sole, attraversa uno spazio che è stato precedentemente percorso da una stella cometa che ha lasciato una scia di detriti costituiti da polveri e rocce. L’interazione di questi detriti con l’atmosfera terrestre provoca una scia luminosa detta meteora, che prende il nome dalla costellazione dalla quale sembrano provenire. Quindi, con scientifica razionalità abbiamo un nome per quelle che comunemente chiamiamo le stelle cadenti della notte di San Lorenzo: sono innanzi tutto meteore, si chiamano Perseidi in base al nome della costellazione dalla quale sembrano provenire, quella di Perseo, e sono i frammenti della disintegrazione progressiva della stella cometa Swift-Tuttle.
Ecco scientificamente uccisa la magia di questa notte ma nonostante ciò, noi marchigiani,  tradizionalisti  e romantici, dall’imbrunire abbiamo avuto l’imbarazzo della scelta su come e dove aspettare di vedere le stelle cadenti. Numerosi infatti sono stati gli eventi nella nostra regione a tema per questa sera: vari “calici sotto le stelle”, “bagni sotto le stelle” ed addirittura “le stelle nel piatto”.
Io, dopo aver valutato tra le varie ipotesi ho ragionato anche se affidare romanticamente anche quest’anno lo stesso desiderio di sempre ad una stella cadente o finalmente arrendermi ed abbracciare l’idea  dell’astrofisica Margherita Hack: “nessun desiderio, sono solo sassi.”
E Voi, che avete fatto? Lo avete espresso un desiderio quando avete visto una stella cadente?
di Cinzia Pelagagge

 

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