Villa Sant’Isidoro: idillio tra vino e jazz

28 luglio 2012 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Quando il proprietario di una cantina, una calda sera d’estate, decide di aprire il suo giardino alberato per ospitare una tappa dell’edizione 2012 di Musicando Jazz e prima ti fa gustare i suoi 4 gioielli e poi ti accompagna per un sentiero illuminato da fiaccole fino a bordo piscina dove ad aspettarti su un palco ci sono 4 gioielli del jazz da ascoltare, non può che riuscire un trionfo.
Questo è quello che ha fatto ieri sera Francesco Foresi, allla sua cantina Sant’Isidoro a Colbuccaro, frazione di Corridonia. Il quartetto Jazz in questione è quello di James Senese.
Ieri sera un’aria calda e  leggera ha dolcemente coccolato ed accompagnato me e più di 300 persone prima nel chiostro della villa, nella degustazione dei prestigiosi vini della casa -due bianchi e due rossi- prodotti con dedizione dai vigneti che circondano l’ex dimora, attualmente è un elegante relais con 12 camere. Soddisfatti e un po’ ebbri ci siamo poi goduti una performance mozzafiato che ci ha stregati.
Dopo aver ascoltato quelle note e quella musica che ti è entrata dritta nel petto, senza quasi passare per le orecchie i connubi son nati da soli. Il Pausola Sant’Isidoro è un vino bianco intenso, fresco e solenne. Il fiore all’occhiello della cantina. Viene prodotto con un vitigno raro, il Ribona, tipico della provincia di Macerata, per questo anche detto Maceratino. Potremmo paragonarlo quasi a James Senese, voce e sax del quartetto, un personaggio unico e penetrante, nato a Milano da mamma napoletana e papà afroamericano. La sua Maria Maddalena -cha cantò con Lucio Dalla- fa venire sempre la pelle d’oca.
Dal pecorino delle vigne del Sig. Foresi  nasce Isidoro, un vino bianco dal colore giallo intenso, forte ed elegante come altrettanto deciso e penetrante è stato il batterista, Fredy Malfi: i suoi 3 minuti di assolo ci hanno letteralmente tolto il fiato.
Il primo dei vini rossi è un Rosso Piceno, si chiama Pinto, e come il basso nel gruppo è armonico, penetrante ma con delicatezza; è un’oscillazione che ti culla.
Il finale non poteva essere che con un classico Sangiovese, che è il vitigno più diffuso in Italia, il più comune, il più duttile e il Montolmo della Cantina Sant’Isidoro si sposa con ogni piatto, in ogni occasione ed è un buon compagno per tutti i momenti come il suono delle tastiere dell’eccentrico Ernesto Vitolo.
Una serata perfetta, ottimo vino che ci ha sedotto e poi ottima musica che ci ha rapiti.

Una serata ovviamente da ripeter così come l’abbinamento tra i  Vini della Cantina Sant’Isidoro con la nostra musica preferita.

 

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