Villa Sant’Isidoro: idillio tra vino e jazz
Quando il proprietario di una cantina, una calda sera d’estate, decide di aprire il suo giardino alberato per ospitare una tappa dell’edizione 2012 di Musicando Jazz e prima ti fa gustare i suoi 4 gioielli e poi ti accompagna per un sentiero illuminato da fiaccole fino a bordo piscina dove ad aspettarti su un palco ci sono 4 gioielli del jazz da ascoltare, non può che riuscire un trionfo.
Questo è quello che ha fatto ieri sera Francesco Foresi, allla sua cantina Sant’Isidoro a Colbuccaro, frazione di Corridonia. Il quartetto Jazz in questione è quello di James Senese.
Ieri sera un’aria calda e leggera ha dolcemente coccolato ed accompagnato me e più di 300 persone prima nel chiostro della villa, nella degustazione dei prestigiosi vini della casa -due bianchi e due rossi- prodotti con dedizione dai vigneti che circondano l’ex dimora, attualmente è un elegante relais con 12 camere. Soddisfatti e un po’ ebbri ci siamo poi goduti una performance mozzafiato che ci ha stregati.
Dopo aver ascoltato quelle note e quella musica che ti è entrata dritta nel petto, senza quasi passare per le orecchie i connubi son nati da soli. Il Pausola Sant’Isidoro è un vino bianco intenso, fresco e solenne. Il fiore all’occhiello della cantina. Viene prodotto con un vitigno raro, il Ribona, tipico della provincia di Macerata, per questo anche detto Maceratino. Potremmo paragonarlo quasi a James Senese, voce e sax del quartetto, un personaggio unico e penetrante, nato a Milano da mamma napoletana e papà afroamericano. La sua Maria Maddalena -cha cantò con Lucio Dalla- fa venire sempre la pelle d’oca.
Dal pecorino delle vigne del Sig. Foresi nasce Isidoro, un vino bianco dal colore giallo intenso, forte ed elegante come altrettanto deciso e penetrante è stato il batterista, Fredy Malfi: i suoi 3 minuti di assolo ci hanno letteralmente tolto il fiato.
Il primo dei vini rossi è un Rosso Piceno, si chiama Pinto, e come il basso nel gruppo è armonico, penetrante ma con delicatezza; è un’oscillazione che ti culla.
Il finale non poteva essere che con un classico Sangiovese, che è il vitigno più diffuso in Italia, il più comune, il più duttile e il Montolmo della Cantina Sant’Isidoro si sposa con ogni piatto, in ogni occasione ed è un buon compagno per tutti i momenti come il suono delle tastiere dell’eccentrico Ernesto Vitolo.
Una serata perfetta, ottimo vino che ci ha sedotto e poi ottima musica che ci ha rapiti.
Una serata ovviamente da ripeter così come l’abbinamento tra i Vini della Cantina Sant’Isidoro con la nostra musica preferita.



























