Il prezzo del coraggio
Abbiamo capito qual’è. Oggi, dopo 20 anni. Subito dopo quello scoppio. Altre 10, 100, 1000 volte quando abbiamo sentito di vite spezzate nella lotta contro i mali di questo mondo. Che sono tanti. Il terrorismo. Le guerre. La criminalità. La pazzia omicida. La mafia.
Uomini e donne normali, decidono di intraprendere un percorso perchè hanno qualcosa dentro che li differenzia da tutti gli altri. Hanno coraggio, vogliono giustizia, non hanno paura di esporsi e di rischiare. La propria serenità, quella della loro famiglia. La loro vita a volte.
Un grande uomo era Paolo Borsellino, un uomo fiero, quello che – pur consapevole che la sua lotta contro la mafia, le sue indagini per scoprire connivenze tra poteri che dovrebbero essere garanti della legalità e la criminalità organizzata più sanguinaria lo avrebbero portato ad essere un bersaglio da colpire nel modo più spietato – diceva che “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola.” E lui è morto, ma probabilmente non ha avuto rimpianti, non ha avuto pentimenti, non ha abbassato la testa neanche nell’attimo in cui la sua anima si è staccata dal suo corpo dilaniato dall’esplosione. Forse l’unico rammarico che avrà avuto sarà stato per chi era con lui in quel giorno e ha condiviso la sua triste fine. Perchè un grande uomo si preoccupa sempre per gli altri.
E in fin dei conti, è proprio per la collettività che Borsellino è andato incontro al suo destino. Per combattere un sistema di corruzione, di violenza, di morte, di ricatti. Avrebbe voluto sollevare il velo che astutamente era stato messo a copertura di tutto. E ci era molto vicino. Molti lembi li aveva già spostati ed iniziava a vedere chiaro, troppo chiaro.
In quell’agendina rossa, che mai più è stata ritrovata, aveva annotato tutto. Lì c’erano le risposte. Chiavi di volta che sono andate perse così come lo è stata la sua vita.
Ma per lo meno, che il suo sacrificio non sia stato invano. Che il suo coraggio non sia stato un grido nel nulla.
E se, dopo 20 anni, ancora il suo ricordo si accende spontaneo, le sue parole ci si palesano in mente e le sue azioni ci fanno parlare di coraggio, forse la sua morte ci ha insegnato qualcosa.
Il valore della lotta, dell’impegno contro la mafia, del non piegarsi ai poteri forti.
Di strada da fare ce n’è ancora molta. Borsellino come Falcone e come altri, i cui volti non sono magari vivi nella nostra memoria ma che meriterebbero di esserlo, hanno tracciato la strada.
Continuare a seguirla non può essere una scelta, deve essere un obbligo. Perchè il prezzo del coraggio non coincida più con la vita.



























