Basta festeggiare?

18 luglio 2012 | Commenta Pensando Segnalibro

Perchè, potreste chiedervi, cosa c’è da festeggiare? In realtà ben poco se diamo uno sguardo generale a come sta andando il mondo. Quasi quasi, viene voglia di non accendere più la tv e di non leggere più i giornali. Per star sicuri di non trovarsi inevitabilmente a scuotere la testa per un qualsiasi motivo.
Ma noi italiani siamo un popolo nato col sorriso cucito addosso, vero o di plastica che sia, noi ce l’abbiamo sempre lì a portata di mano, da tirare fuori dalla tasca. E’ nel nostro DNA. Nelle grandi difficoltà troviamo sempre la forza di reagire e la troviamo nelle piccole cose. Da sempre.
La troviamo anche nella stupidissima festa del patrono, in quel giorno in cui fabbriche, uffici, banche sono chiuse. I negozi spesso no, loro rimangono aperti perchè quel giorno possono contare su più persone in giro che magari compreranno anche qualcosa. E’ un giorno come un altro infondo, non toglie e non mette niente. Ma a noi piace. Magari in paese ci sono le bancarelle, oppure c’è una sagra, o una processione religiosa. Comunque, è un giorno di festa, o di mezza festa.
Però, attenti: questo giorno racchiude in se una grande controindicazione che non abbiamo considerato!
Forse non ve ne rendete conto ma, incide negativamente sul PIL. E non dite che non ci avevate pensato! Insomma, in questo momento in cui c’è tantissimo lavoro, ordini che piovono da ogni parte, industrie che assumono per far fronte a una richiesta di produzione sempre più elevata, non sarà mica il caso di pensare di abolire questo malefico giorno di festa?
Ecco, perdonatemi queste poche righe di ironia. Ma non potevo davvero farne a meno.
L’Italia e non solo l’Italia ha tantissimi problemi: la disoccupazione, la necessità di ricollocazione professionale, gli insoluti, la mancanza di ordini, una dipendenza dall’estero sempre più forte perchè le poche industrie che ancora riescono a stare in piedi sono quelle che fanno affari al di là dei confini.
E dopo aver deciso che con l’Ici si pagava troppo poco e averla quindi sostituita con l’Imu, tanto per citare una delle soluzioni per carità magari necessarie ma che incidono pesantemente sulle tasche dell’italiano medio e quindi in maniera ancora più forte sulla possibilità di spesa, stiamo decidendo di abolire le festività, o per lo meno di accorparle. C’è già la domenica, e allora perchè mai prendersi anche un giorno in più per il Santo patrono?
Intendiamoci. Non che io sia qui a fare una crociata per salvaguardare le festività religiose. C’è chi ci crede e chi no. Ma comunque , fanno parte della cultura, della tradizione, del folklore di questa Italia.
E mi fa francamente sorridere il pensiero che abolendole, il Pil ne possa guadagnare. Se la metà delle imprese italiane licenzia o quanto meno è costretta a ricorrere alla cassa integrazione, con quel giorno in più di lavoro che cosa risolve?

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