Un giorno magico

21 giugno 2012 | Commenta Pensando Segnalibro

Oggi, 21 giugno, il sole si ferma.
Tranquilli, non è un messaggio in codice mandatoci dai Maya o chi per loro per avvisarci che oggi è il giorno “buono” per la fine del mondo.
Semplicemente il sole si ferma, è la traduzione di “solstat”, parola della quale deriva il termine solstizio. Ed in effetti, detto con parole più semplici, oggi è il momento dell’anno in cui l’amata palla rossa che domina il cielo raggiunge il punto più alto del suo percorso nella volta celeste regalandoci così quella giornata dell’anno in cui il tempo di luce è massimo, rispetto al buio.
E fin qui, la parte scientifica della “cosa”, quella che ci hanno fatto studiare a scuola e che un po’ tutti sappiamo.
Ma al di la di questo, si apre un mondo dedicato a questa giornata, quello delle leggende, dei miti, delle valenze antiche che a questo giorno venivano accordate.
Nell’antica Roma ad esempio, i due solstizi (21 giugno d’estate e 21 dicembre d’inverno) erano consacrati a Giano Bifronte, il dio guardiano delle soglie e dei passaggi.
Una tradizione ripresa addirittura dalle credenze pre-cristiane, quando i popoli antichi chiamavano Porta degli Dèi il solstizio d’inverno e Porta degli Uomini quello d’estate: i solstizi sarebbero quindi una sorta di confine tra il mondo spazio-tempo degli umani e l’atemporalità degli Dei.
Valenze magiche dunque venivano attribuite a questo giorno, che racchiude in sé qualcosa  di particolare, una sorta di manto magico e misterioso che mai lo ha abbandonato nel corso degli anni.
Il giorno del solstizio d’estate tra gli altri ha anche un altro nome: la notte di Litha, dal nome della dea sassone del grano affine a Demetra e a Cerere. In questa atmosfera un po’ fuori dal tempo, i Druidi approfittano per raccogliere e unire le loro piante magiche e seccano per utilizzarle in inverno.
La magia d’amore e guarigione è specialmente adatta a questo momento dell’anno, come per i presagi e le pratiche divinatorie.
Uno dei luoghi simboli dell’esoterismo affiancato al 21 giugno è senza dubbio Stonehenge. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, è un sito neolitico che si trova vicino ad Amesbury nello Wiltshire, composto da un insieme circolare di grosse pietre erette, conosciute come megaliti. La particolarità di questo “ammasso di pietre” sta nel suo allineamento con un significato particolare ai punti di solstizio ed equinozio: alcuni  sostengono che Stonehenge sia stato un antico osservatorio astronomico, molti altri credono invece che fosse il luogo prescelto dagli antichi popoli celti per i loro riti magici che proprio in questi due particolari giorni dell’anno raccolgono la loro maggiore forza.
Una leggenda medievale vuole poi che nel giorno del solstizio d’estate le streghe si radunino sotto un noce gigantesco – che secondo il mito sorgeva nei pressi di Benevento –  una pianta più o meno fantastica dove si dice si radunassero per il famoso Sabba. Ed al noce e ai suoi frutti è molto legato questo giorno, infatti alla mezzanotte è in uso in alcune zone d’ Italia raccogliere le noci ancora nei malli verdi a piedi nudi e con strumenti di legno, per poi farle macerare 49 giorni nell’alcol ed ottenere il famoso nocino.
E chiudiamo il nostro excursus con William Shakespeare che al 21 giugno ha dedicato una delle sue opere più riuscite: Sogno di una notte di mezz’estate. In questa notte accadono eventi meravigliosi, prodigi, incontri magici in cui realtà e sogno si confondono a tal punto da non poterli distinguere.

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