Il coraggio di costruire

26 maggio 2012 | Commenta Scelti per voi

Andrea e Roberto Smerilli sono dei costruttori nati: il loro lavoro è quello di progettare e realizzare coperture e rivestimenti metallici, ma quello che hanno realizzato è molto di più!

C’erano una volta i bamboccioni. Quelli del Ministro Brunetta. Quelli che si guardano intorno una volta usciti da scuola ma lo fanno senza abbandonare le gonne delle mamme. Quelli che lui e, speriamo, pochi altri credono siano i giovani di oggi.
Eppoi invece ci sono tutti gli altri, i ragazzi quelli veri di oggi, che trovano un mondo saturo, in cui le opportunità non ci sono, ma si devono costruire.
Eccola qua la parola chiave: costruire. Ed eccoli qui due giovani esempio di chi ancora crede nel sogno di poter realizzare qualcosa, di dare vita ad un’impresa, di ideare, progettare, inventare un futuro per se stessi e per le persone a cui tengono.
Quella di Andrea e Roberto, i due fratelli fondatori della Metal Roof di Monte Urano, è una storia di coraggio, di voglia di fare, di imprenditoria e di attaccamento alla famiglia. E di un po’ di sana incoscienza, quella che ti fa scommettere perché sei convinto di avere le carte per vincere.
E loro, che anche nello sport hanno trovato una dimensione con la loro squadra di triathlon, stanno giocando davvero un’ottima partita!
Volendo usare una metafora calcistica, sono stati capaci di rimontare un risultato. Quello che li vedeva in svantaggio quando l’azienda calzaturiera di famiglia, prodotto dei sacrifici e degli sforzi di tutta una vita dei loro genitori, ha dovuto soccombere alla competitività dei cinesi e a una crisi troppo pensante per i piccoli.
Loro, che bamboccioni credo non sappiano neanche cosa significhi, si sono rimboccati le maniche e hanno iniziata a costruire il loro futuro, dandone uno a ben vedere anche ai loro genitori. Infatti mamma e papà Smerilli ora sono dipendenti della Metal Roof cosa che, come ci dice Roberto il più piccolo dei fratelli, ha ridato ad entrambi nuova vita.
Loro che sono convinti che la voglia, il desiderio di creare che li sta ripagando con la scommessa Metal Roof sarebbe stata la stessa anche se avessero fatto altro. Per loro, volere è davvero potere!

Quanto coraggio c’è  voluto per decidere di fare gli imprenditori da grandi?
“Tanto in un periodo come questo. Però, se i sogni che abbiamo li lasciamo stare nel cassetto, fanno la muffa! È importante provare quando si è giovani. Per questo abbiamo deciso di metterci in gioco, di provare. Certo, l’inizio non è stato semplice. Quando i miei hanno dovuto chiudere, eravamo quattro persone che da un giorno all’altro avevano perso tutto. Se le cose non fossero andate come poi abbiamo voluto che andassero, forse non parlerei con tutto questo ottimismo. Però, noi abbiamo fortemente voluto che la Metal Roof prendesse il volo, abbiamo messo tutti noi stessi, siamo stati attenti ad imparare, abbiamo messo passione e competenza, flessibilità spostandoci in tutta Italia e non rimanendo fossilizzati nei dintorni. E ce la stiamo facendo. La situazione è critica in giro, nelle Marche è difficile non tanto trovare lavoro, ma ottenere il pagamento di ciò che fai. Per questo guardiamo anche oltre, cerchiamo imprese che siano forti, e se dobbiamo spostarci, non ci sono problemi”.
Il fatto che siate così giovani, crea diffidenza nelle aziende che incontrate?
“L’impatto non è facile. Prima di avere il contratto firmato devi saperti conquistare la fiducia di chi hai davanti. Sono le persone che fanno la differenza. Quando hai a che fare con professionisti che in questo campo hanno 30 anni di esperienza, devi saper controbattere le loro domande e non mostrarti insicuro. Altrimenti ti sei giocato il contatto. La preparazione che ci siamo costruiti in questi anni e che dimostriamo fa capire alla persona che abbiamo di fronte che non stiamo scherzando. Nel nostro lavoro a fare la differenza sono i particolari che realizziamo. E il nostro segreto è spiegarli in maniera talmente semplice da togliere ogni dubbio. Anche l’organizzazione che sappiamo garantire è praticamente perfetta. Appena si iniziano i lavori, è chiara la differenza tra chi sa solo parlare e chi come noi, agisce. Molto ha fatto poi il passaparola positivo che si sono scambiate le realtà in giro per l’Italia con le quali abbiamo lavorato”.
Dalle isole al nord Italia, passando per il centro. Come trovate i vostri clienti?
“Scovare queste realtà è un percorso. Bisogna impegnarsi nel trovare imprese che siano sane, che vogliano lavori di qualità e che siano serie. Noi abbiamo utilizzato il nuovo  media per eccellenza: internet. Abbiamo cercato tutti quelli che sono i maestri lattonieri in Italia, non ce ne sono più di 10. E con loro abbiamo cercato di avviare una collaborazione. Noi cerchiamo solo collaborazione, non si parla di concorrenza o di rubarsi i clienti. Di costruire reti e di creare lavoro. Inutile farsi concorrenza: io abbasso il prezzo, tu lo abbassi di più e alla fine chi prende il lavoro non ci mangia”.
Come è nata allora l’idea Metal Roof?
“Da una crisi che abbiamo saputo trasformare in opportunità, decidendo di essere propositivi. Abbiamo sempre visto i nostri genitori spendere la loro vita nel calzaturificio, lavorando da mattina a sera, fino a mezzanotte spesso. Ma i risultati non c’erano. Prova a pensare: tutto il giorno a lavorare, chiusi in fabbrica, davanti a una macchina e non essere soddisfatti, ottenere poco in cambio. Era necessario dare una sferzata. Guardiamo adesso nostro padre ed è un orgoglio: lavora all’aria aperta, a contatto con i giovani. Adesso il lavoro è anche divertimento, è fare esperienze nuove, è conoscere gente nuova. È una crescita anche per noi, che stando a contatto con ingegneri e architetti di grande esperienza abbiamo imparato da loro e adesso sono loro stessi che ci chiamano per avere consigli. Acquisisci fiducia in te stesso. Vediamo un disegno e già immaginiamo come sarà il lavoro finito. E la nostra bravura sta anche nel saper fare immaginare il risultato al cliente, convincendolo, facendolo fidare. Qualità e rispetto dei tempi sono la nostra forza. La nostra “creatura” ci sta dando grandi soddisfazioni ma bisogna sempre stare con gli occhi aperti. Ogni cantiere ha la sua storia, da ognuno prendi un’idea, uno spunto per fare meglio il prossimo lavoro”.
Per realizzare le coperture, alcune delle quali molto particolari, da dove partite?
“Tutto nasce dall’input dell’architetto che ci presenta la pianta e ci spiega che cosa vorrebbe realizzare. Dalla pianta della copertura poi decidiamo il da farsi. O procediamo con un pacchetto in legno, con ventilazione ed isolamento, oppure studiamo l’impiego di altri materiali come possono essere rame o zinco titanio. Noi utilizziamo 4-5 tecniche in particolare e di volta in volta scegliamo la soluzione migliore a livello sia qualitativo che estetico. Chi si rivolge a noi, sa già chi siamo e cosa facciamo. I nostri materiali costano, sono particolari e di alta qualità; chi decide di fare un lavoro solo badando al prezzo, non ci prende in considerazione; ma va bene perché non sarebbe il cliente giusto per noi. Noi facciamo anche design, possiamo trovare soluzioni a richieste particolarissime, che poi sono quelle che più spesso ci vengono fatte”.
E l’estero?
“Alcuni contatti li abbiamo già avuti fuori dall’Italia. Ma gli scommettitori che vincono, sono quelli che sanno quando rischiare. E a questo salto ancora non siamo pronti. La nostra fortuna è che nonostante siamo un’azienda di piccole dimensioni, 12 dipendenti, lavoriamo sempre. Sicuramente però questo potrà essere un passo successivo. In Italia si fanno molti lavori piccoli, con un guadagno relativamente basso. Lavorare con l’estero è diverso; pensiamo ad esempio a Dubai, dove si parla di realizzare lavori sui grattacieli, grandi opere; ci si può concentrare su un solo cantiere grande. Certo, adesso dobbiamo costruire le fondamenta della Metal Roof, sono soltanto cinque anni che esistiamo; e nonostante ciò abbiamo fatto lavori importanti, uno per tutti quello con Renzo Piano”.
Lavori belli, particolari, che sono andati anche oltre le aspettative di Andrea e Roberto. Quello che passa dalle loro parole è l’umiltà di chi ha costruito passo dopo passo, di chi quasi si schernisce nel sentirsi fare complimenti.
Umiltà che hanno appreso dai loro genitori. Persone che gli hanno insegnato tanto e anche per loro la Metal Roof ha rappresentato un nuovo presente e un futuro da aspettare con serenità.
L’inserimento dei vostri genitori in azienda ci incuriosisce. Come si sta a essere “capi” dei propri genitori?
“Come tutti i genitori, la loro preoccupazione è sempre stata assicurare a noi un futuro. Il nostro entusiasmo, unito al loro nel vederci creare questa nuova realtà è stato il mix che ha acceso la scintilla. È un po’ come lavorare con un altro fratello, mio padre, e una sorella, mia madre. Dove non arriviamo noi, arrivano loro; quello che non vediamo noi, notano loro e viceversa: è chiudere un cerchio. Anche con i nostri genitori abbiamo creato un rapporto di collaborazione. È stato importante saper trasferire questi concetti, fargli capire che non debbono voler imporre la loro idea perché sono mamma e papà. Si vede insieme il da farsi, ma poi le decisioni finali le prendiamo noi, perché comunque i responsabili finali siamo noi. È stato difficile forse per loro, soprattutto per mio padre, mettere da parte l’orgoglio ma anche in questo ce la stiamo cavando molto bene. Per loro comunque è stata una rinascita; probabilmente perché il peso della responsabilità non gli ha permesso di godersi la vita. Adesso il “peso” è sulle nostre spalle, siamo noi che organizziamo la vita tenendo conto che il lavoro prima del divertimento, nonostante siamo giovani. Si sono un po’ invertiti i ruoli ma, ci piace così!”.
Un’altra particolarità dei fratelli Smerilli è la vostra passione per lo sport, per il triathlon in particolare, tanto che avete anche creato una squadra che porta il nome Metal Roof.
“La Metal Roof triathlon è nata 3 anni fa e conta 49 sportivi. Giriamo sia l’Italia che il mondo: Hawaii, Turchia, Copenaghen. Un altro circuito anche per far conoscere il marchio Metal Roof ben oltre i confini regionali o nazionali. Ci piace investire anche in questo canale promozionale; è importante fare comunicazione, fare senza far sapere ciò che si fa, è a metà. E anche dedicarci allo sport fa parte del nostro atteggiamento, quello che abbiamo nella vita e nel lavoro: fare tutto al meglio, ma non dimenticarsi mai il divertimento, la passione”.
Una bella storia quella di Andrea e Roberto, un messaggio positivo. Perché a un problema si trova sempre la soluzione, solo se si ha voglia di fare, di credere, di decidere, di rischiare.
Un esempio in un momento in cui il panorama mondiale ci dà solo riscontri negativi. Ma di raggi di sole come la Metal Roof, ne siamo certi, ce ne sono molti: pensare positivo per uscire dal circolo vizioso e trasformarlo in virtuoso.

Tags: , , , , , , ,