Dov’è di casa la felicità

25 maggio 2012 | Commenta Pensando Segnalibro

Guardiamo all’ultima giornata passata. Ci sarà stato almeno un momento nel quale abbiamo detto “Oddio come sono felice!”. Ma di sicuro ce ne saranno stati di più nei quali abbiamo pensato che felici vorremmo esserlo.
E siamo tutti d’accordo che al momento non è che sia così semplice; neanche la proverbiale stella cadente sembra poter aiutare. Oggi che lo spread è tutti i giorni a pranzo e cena con noi a tormentarci pasti e sonni; oggi che c’è una cappa di pessimismo cosmico che ci porta a fare tutto col freno a mano tirato perchè “c’è la crisi”; oggi che di vivere in Italia ogni tanto ci pentiamo anche, e non è bello dirlo ma è vero.
Però, la natura dell’essere umano da quando nasce a quando muore è quella di cercare la felicità e di fare di tutto per ottenerla. Di cercare, guardare, capire come e dove trovarla. Che è vero che la si trova dentro di sè, ma se c’è anche al di fuori non è che sia male!
E allora a venirci in aiuto in questa caccia al tesoro, è una delle organizzazioni più serie di questo pianeta; quella che si occupa ogni giorno delle “sorti del mondo” e che quindi non casualmente ogni anno stila un “Better Life Index”, una specie di classifica dei posti più felici della Terra.
E quest’anno l’Organizzazione per la Cooperazione Economica e lo Sviluppo ci dice che se vogliamo essere felici, un posto dove andare ci sarebbe. Certo, non è proprio dietro l’angolo; ma per qualcosa che è ancora meglio della fantastica pentola d’oro nascosta dai leprecauni alla fine dell’arcobaleno, ci si può anche spostare!
E quindi, prepariamo uno zaino, quattro vestiti e il sorriso quello buono, quello che teniamo per le occasioni importanti e andiamo in Australia!
E già, insieme a canguri e koala. Perchè questa terra tanto lontana e relativamente giovane rappresenta l’ultimo baluardo del benessere. In Australia la crisi che ha massacrato il mondo economico e le nostre tasche negli ultimi 5 anni non è stata praticamente avvertita, l’occupazione tocca percentuali altissime e ha nelle risorse naturali – conservate e non sperperate, usate e non abusate – ill suo scrigno del tesoro al quale attingere per spingere ancora sull’acceleratore.
Per carità di problemi ce ne sono anche in Australia ci mancherebbe. Le immancabili fragilità politica e aumento dell’inflazione, sono endemiche anche qui. Però sono delle piccole falle accettabili, in una società che garantisce alti standard di vita e soprattutto la possibilità di raggiungerli e mantenerli lavorando, e che fa dell’integrazione tra popoli differenti uno dei suoi capisaldi.
Un pensierino a trasferisci dall’altra parte dell’emisfero quindi si può anche fare! Anche perchè, se scorriamo la classifica – che vede tra i primissimi posti anche i Paesi Scandinavi, Svizzera e Lussembrugo – scopriamo guarda un pò che l’Italia è un fanalino di coda, ultima praticamente tra i principali membri dell’Unione Europea e al 20esimo posto generale sui 34 Paesi presi in esame.
Insomma, se da un lato questa classifica ci dimostra che “non siamo messi bene”, dall’altro ci dice anche che è possibile vivere meglio. Magari provando ad imparare da chi già ci riesce!

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