Sold out per Margherita Hack

Ci parla dell’infinito, Margherita Hack, con una delicatezza e una semplicità proprie di chi non solo padroneggia l’argomento, ma lo ama profondamente. “Lei affascina – parlando dell’universo – perché ne è affascinata”. La saluta così Giancarlo Galeazzi, docente di teologia teoretica e morale, coordinatore e ideatore del Festival del Pensiero 2012. Sarebbe stato l’ultimo di nove incontri dedicati a “Le parole della filosofia”, XVI edizione. La neve di febbraio caduta nel capoluogo di regione, non aveva permesso il regolare svolgimento dell’incontro con Vito Mancuso, che si terrà a giugno.
Impossibilitata da problemi familiari, la professoressa emerita dell’università di Trieste, non era presente in sala. È comparsa comunque alla gremita aula Magna dell’Ateneo di Ancona. Su Skype.
Con disinvoltura e linguaggio comprensibile coinvolge il pubblico dalla scoperta della colorazione delle stelle, al calcolo della loro distanza dalla Terra, fino al Big Bang. Quest’ultimo potrebbe non essere l’inizio di tutto, ci dice. “E’ solo l’inizio di ciò che conosciamo.” Spunto di riflessione per l’uomo, che spesso, crede di sapere tutto fino…a prova contraria.
La studiosa accompagna la sala in un viaggio nella storia dell’astronomia: dall’osservazione degli astri fino alle più recenti scoperte sulla materia e l’antimateria. Dagli esperimenti sull’accelerazione delle particelle si è scoperto che, insieme alla materia, si forma anche un’antimateria. Dove è quest’antimateria? L’universo subisce un’accelerazione espansiva, che sembrerebbe contraddire alcune leggi della fisica. Esistono forze gravitazionali, però, provocate da una materia oscura, e sconosciuta, che si manifestano nonostante non siano osservabili. E poi ancora la ricerca sul nucleare: esistono fusioni che non producono scorie radioattive nell’universo, ma con gli attuali mezzi non siamo ancora in grado di riprodurle a costi contenuti.
I passi della scienza si susseguono grazie alle domande che, nel corso degli ultimi due secoli, gli studiosi si sono posti. Non senza imprevisti. “Quando si cerca di scoprire qualcosa, molto spesso i risultati mostrano anche le basi per nuove teorie” ci dice la scrittrice de “Il mio infinito”. Ecco perché non bisogna smettere di porsi domande, ecco perché i giovani vanno accompagnati nel porsele, conclude Galeazzi. Purtroppo alcuni problemi nella ricezione audio della Hack hanno impedito alla studiosa di rispondere alle domande dell’auditorium.
Ci auguriamo che si ripresenti presto l’occasione per ospitarla nella nostra splendida regione, fisicamente questa volta.

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