Spettacolo alle Muse

29 aprile 2012 | Commenta Segnalibro Un pò di Why

Musica e solidarietà: un connubio perfetto per rendere un venerdì anconetano qualcosa di magico, per creare un’atmosfera che va oltre un concerto, che regala quell’ingrediente in più capace di riscaldare i cuori e non solo le voci.
Protagonisti di questa serata davvero speciale il patron dell’Edilcost Luigi Catalano e gli Stadio. L’uno la mente, gli altri lo splendido braccio: tutto l’incasso del concerto degli Stadio di venerdì 27 aprile è andato infatti in beficenza all’associazione Patronesse del Salesi, che si dedicano ai piccoli ospiti dell’ospedale anconetano, e alla mensa di poveri.
Fin dall’inzio quindi è stato chiaro che questo non sarebbe stato un concerto come un altro. E le attese non sono di certo state disattese.
Gli Stadio festeggiano in quest’anno il loro trentesimo compleanno e nelle 2 ore e più di musica che hanno regalato a un Teatro Le Muse gremito in ogni ordine di posti, hanno preso per mano il pubblico, conducendolo in un viaggio a ritroso che partendo dall’ultimo album “Diamanti e caramelle” è arrivato a riproporre tutti i più grandi successi del gruppo, pietra miliare delle musica italiana.
E sul palco Curreri non ha portato solo se stesso e la sua band, ma anche tanti amici che nel corso della fulgida carriera degli Stadio hanno condiviso con loro un pezzo di strada: Vasco che con Curreri ha scritto e cantato La faccia delle donne e composto Dimmi che non vuoi morire, interpretata in maniera splendida da Patty Pravo; Carlo Verdone, che – racconta Curreri – è stato in un certo senso un trampolino di lancio, quando ha deciso di scegliere le musiche degli stadio per Borotalco e per il quale hanno curato la colonna sonora di Posti in piedi in paradiso; Guccini che per loro ha scritto Swatch.
Ma soprattutto lui. Lucio Dalla. Amico, estimatore, compagno, punto di riferimento. Nel ricordarlo, Curreri si commuove e a lui regala interpertazioni di canzoni che insieme tante volte avevano suonato, fino ad arrivare ad interpretare la sua Piazza Grande, in un turbinio di emozioni che sono sue e sono del pubblico che ascolta l’esecuzione prima in silenzio e poi cantando all’unisono sulle note del pianoforte. Un momento toccante, come quelli in cui Curreri porta con se sul palco tre grandi uomini dello sport ai quali gli Stadio hanno dedicato due splendide canzoni: Marco Pantani, Gaetano Scirea e Giacinto Facchetti.
Due ore in cui c’è tutto, in cui ci sono i ricordi di tutti i presenti che riprendono colore ascoltando la storia degli Stadio. C’è la simpatica ironia di Grande figlio di puttana, e i brividi di Ballando al buio in silenzio; c’è il romanticismo di Vorrei e di C’è e la carica di Allo Stadio.
Una corsa che tocca tutte le tappe dei 30 anni in musica di Curreri&company e che alla fine trascina il pubblico in piedi proprio sotto al palco, in un contatto di occhi e cuore con il cantautore di Bertinoro, in un rush finale coinvolgente: Generazione di fenomeni, Stabiliamo un contatto e Allo stadio sono i saluti degli Stadio alle Muse.

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