Da San Vito Chietino al fronte della Grande Guerra

23 aprile 2012 | Commenta Comunicati

Da San Vito Chietino al fronte della Grande Guerra:  il lungo viaggio delle fotografie di don Saturnino Tartaglia.
Presentato a Fermo, nell’ambito di Tipicità, il progetto di valorizzazione del fondo fotografico.
Domenica 22 aprile il festival “Tipicità: Made in Marche” ha ospitato la presentazione delle attività dell’Ecomuseo “Territori. Genti e memorie tra Carso e Isonzo”. Il progetto ecomuseale, che nasce dalla trentennale attività del Consorzio Culturale del Monfalconese, coinvolge numerosi enti ed associazioni culturali del Monfalconese in provincia di Gorizia, si propone l’obiettivo di valorizzare le tante risorse del Territorio, con il diretto coinvolgimento delle comunità locali, per individuare forme di sviluppo sostenibile e di turismo eco-compatibile.
Uno spazio particolare è stato dedicato al progetto “Cacciatori di memorie”, avviato in stretta collaborazione con il Comune di Monfalcone, che punta al recupero di ricordi personali, fotografie, oggetti e documenti relativi alla storia del Cantiere navale di Monfalcone, che iniziò l’attività oltre un secolo fa ed è oggi noto per la costruzione delle navi da crociera più grandi del mondo. Tutti i materiali raccolti saranno utilizzati per l’allestimento del nuovo Museo della Cantieristica di Monfalcone.
L’incontro ha offerto anche l’opportunità per presentare il progetto di valorizzazione del fondo fotografico “Tartaglia”, depositato recentemente nell’archivio fotografico del Consorzio Culturale del Monfalconese grazie alla collaborazione dell’Amministrazione comunale di San Vito Chietino e alla disponibilià del signor Giuseppe Olivieri, pronipote di don Saturnino Tartaglia. Si tratta di oltre 500 fotografie, in parte raccolte in album, relative alla prima guerra mondiale sul fronte del Carso e dell’Isonzo, realizzate e raccolte dal sacerdote, nativo di Pollutri (CH), cappellano militare durante la Grande Guerra nell’ospedale da campo n. 47 nella località di Monastero, nei pressi di Aquileia. Le istantanee, scattate in numerose località dell’Isontino, documentano momenti di vita al fronte e nelle retrovie, cerimonie militari, scorci dei paesi sconvolti dai combattimenti, costituiscono una fonte preziosa per un territorio che è ancora profondamente segnato dalla memoria e dai segni – trincee, monumenti, cimiteri – del primo conflitto mondiale. Le foto, dopo un primo intervento di restauro e riordino, saranno oggetto di un progetto di valorizzazione, avviato grazie ad un contributo concesso dalla Regione Friuli Venezia Giulia, che prevede l’allestimento di una mostra itinerante e la stampa di un corposo catalogo.
Il presidente del Consorzio Culturale del Monfalcone, Davide Iannis, ha sottolineato l’importanza della collaborazione avviata con il Comune di San Vito Chietino, ed ha evidenziato come sia stato individuato in Gabriele D’Annunzio il “filo rosso” che collega le località di San Vito, dove il poeta soggiornò a lungo, e di Ronchi dei Legionari, sede dell’Ecomuseo “Territori”: da Ronchi infatti il Vate partì, con i suoi Legionari, alla volta di Fiume, nel settembre del 1919. Per questi motivi sono state consegnate all’Assessore alla cultura del Comune di San Vito, prof. Antonio Iarlori, e al pronipote di don Tartaglia, signo Giuseppe Olivieri, due copie di un’opera dell’artista triestino Bruno Chersicla, realizzata per il Consorzio Culturale in occasione del 90° anniversario della Marcia su Fiume.

Saturnino Tartaglia è nato a Pollutri (CH) il 9 gennaio 1885 dai coniugi benestanti Pietro Luigi Tartaglia fu Michelangelo e Mariangela Tartaglia. Saturnino ha trascorso la sua infanzia circondato dalle affettuose attenzioni dei suoi genitori. All’età di 13 anni entrava nel seminano di Chieti. Compiuti lodevolmente gli studi liceali e teologici, veniva ordinato sacerdote il 3 luglio 1910 dall’arcivescovo di Chieti mons. Gennaro Castagliola. Gli venne offerto l’incarico di segretario particolare dello stesso arcivescovo ma rifiutò preferendo sposare la causa sacerdotale. Si recò quindi a San Vito Chietino per collaborare con il parroco Don Giuseppe Tartaglia suo fratello maggiore. Allo scoppio della prima guerra mondiale abbandonò la parrocchia per servire la patria e chiamato alle armi il 22.4.1915 svolse l’incarico di cappellano militare nell’ospedale da campo n. 47 in Monastero di Aquileia. Tornato in Parrocchia, alla fine della guerra Don Saturnino ha proseguito con slancio lo svolgimento del programma parrocchiale. Nel 1922 fondava il Bollettino Parrocchiale, istituiva la Commissione di carità di San Vincenzo de’ Paoli e le varie Associazioni Cattoliche. Nel 1934 pubblicò il voluminoso libro Il XIX Centenario della Redenzione Umana e di lui vengono ricordati anche gli otto volumetti di catechismo per le classi elementari. Si impegnò nei restauri della Chiesa Parrocchiale ricavando nella roccia una sala per riunioni dedicata a Pio IX lo stesso pontefice che nel 1938 gli conferiva il titolo di Cameriere Segreto. Colpito da una grave malattia si spense alle ore 24 del 14 dicembre 1939.

ECOMUSEO “TERRITORI” / CONSORZIO CULTURALE DEL MONFALCONESE
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