La piccola vedetta lombarda

19 aprile 2012 | Commenta Comunicati

L’opera per bambini e adulti “La piccola vedetta lombarda”, dal racconto di Edmondo De Amicis, libretto e musica di Cristian Carrara, in un nuovo allestimento dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e della Fondazione Pergolesi Spontini.
L’Accademia Nazionale di Santa Cecilia di Roma e la Fondazione Pergolesi Spontini di Jesi collaborano alla nuova produzione d’opera per bambini e adulti “La piccola vedetta lombarda”, liberamente tratta dal libro Cuore di Edmondo De Amicis, su libretto e musica del compositore friulano Cristian Carrara.
L’opera, che ha debuttato il 3 e 4 aprile all’Auditorium Parco della Musica, sarà al Teatro Moriconi di Jesi il 25 e 26 maggio. Collaborano all’evento la Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Gioventù, il Comune di Roma – Assessorato alle Politiche di Promozione della Famiglia e dell’Infanzia, ed il Comune di Jesi – Assessorati alla Cultura e ai Servizi Educativi.
La regia dell’opera è affidata a  Claudio Morici, le scene e i costumi sono di Massimo Ottoni. Flavio Emilio Scogna dirige l’ensemble Orchestra Giovanile Fondazione Pergolesi Spontini. Il Coro Arcobaleno dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia è diretto da Claudia Morelli.
Considerato tra i compositori più brillanti della sua generazione, Cristian Carrara è nato a Pordenone nel 1977 ed ha compiuto gli studi di composizione presso il conservatorio di Udine.
“Quello de La piccola vedetta lombarda – racconta il compositore – è un racconto breve, conosciutissimo, un racconto fatto di buoni sentimenti e, spesso, intriso di una retorica, forse, un po’ fuori moda. Un racconto che è, e rimane, comunque, un dramma. La storia del sacrificio di un ragazzino per la salvezza della patria (concetto questo alquanto difficile da trasmettere). Come dunque scrivere un’opera lirica che fosse capace di parlare allo stesso tempo ai bambini e agli adulti? Ho scelto di soffermarmi sul concetto di libertà, che sottende tutto il mio lavoro. Tutti i personaggi in scena sono alla ricerca della libertà. C’è Giovanni, la piccola vedetta, che vede la propria libertà nei soldati che arrivano a difendere il Paese. Ci sono l’ufficiale e il sergente, in bilico tra il loro essere in guerra per la libertà d’Italia e le loro famiglie, che hanno dovuto lasciare forzatamente. Ci sono i bambini del paese e il loro giocare alla guerra, con la libertà, che solo i bimbi hanno, di vedere un atto violento come il conflitto con gli occhi incantati della fantasia. C’è, infine, la mamma di Giovanni che non compare nel testo di De Amicis. Ho tentato di rendere il dramma attraverso una musica che fosse capace di utilizzare anche l’ironia, o quella spassionata purezza che è propria degli occhi dei bambini”.

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