Come mai?

16 marzo 2012 | Commenta Pensando Segnalibro

Risparmiare. Ormai questo non è più un verbo, non è più indicazione, non è più un buon proposito. E’ diventato un assillo, o quasi. C’era una pubblicità qualche anno fa che diceva “Per molti ma non per tutti”: potremmo riciclare questo jingle anche per il risparmio: dobbiamo farlo in molti, per carità non tutti. Ma la maggioranza sì. E allora si tagliano le spese qua e la. Però ci son quelle di cui non puoi fare a meno. Perché te le impone la legge. E per carità è anche giusto. Ma giusti certo non sono i prezzi che siamo costretti a pagare. Questo discorso potrebbe valere in realtà per molte cose, ma nello specifico sto pensando alle Assicurazioni RC Auto.
Proprio ieri mattina ascoltavo una discussione in tv tra giornalisti ed esperti del settore. Come sempre in questi casi non sono tanto le parole che si ascoltano a colpire e a inchiodarci davanti alla televisione: che paghiamo tanto lo sappiamo e siamo anche abituati a sentire colpe che rimbalzano da una parte all’altra. No, quello che colpisce sono i dati, la loro freddezza e la loro indiscutibilità, non lasciano spazio a repliche.
Quelli di ieri, che confrontavano la media di costo delle RC Auto, recitavano quanto segue: Francia 172 €, Germania 222 €, Spagna 229 €, Italia…407€!
E tu ti fermi. E guardi lo schermo. E pensi: ma come mai? Ci dicono che la nostra crescita è ferma, che guadagniamo meno praticamente di tutti i nostri colleghi europei. E allora come mai, paghiamo sempre più di tutti?
Chi difende il lato delle assicurazioni sostiene che bisogna guardare i dati con attenzione: non gridare “al ladro” senza motivo. Assicurare le nostre macchine costa di più perché in Italia ci sono più incidenti. Si, ok. Però se io singola persona nella mia vita non ho mai fatto un incidente, devo pagare per chi ne ha fatti che ne so, 4? C’è qualcosa che non funziona!
E allora viene pronunciata la parolina magica: liberalizzazioni! L’ancora di salvataggio, la misura che introducendo una vera apertura al regime di concorrenza dovrebbe causare una riduzione delle tariffe in tutti i settori toccati dal decreto. E certamente è quello che tutti speriamo! Ma, in termini di assicurazioni, di che cosa in effetti si parla? Quali sono le misure che dovrebbero equipararci finalmente al resto dell’Europa?
Quattro sono le aree di cambiamento che dovrebbero realizzare un impatto sui costi e la sperata riduzione dei premi: obbligo di presentare almeno 3 preventivi agli automobilisti per le riparazioni, lotta alle frodi, controllo dei risarcimenti gonfiati, agevolazioni per chi installa la scatola nera.
Dover mettere a disposizione dei clienti 3 preventivi serve a stimolare la concorrenza sul mercato e aiutare gli automobilisti a scegliere le tariffe migliori. Una serie di norme saranno poi introdotte per prevenire le truffe o le contraffazioni delle polizze e per ridurre i costi degli incidenti stradali, prima tra tutte la demateralizzazione dei contrassegni cartacei: utilizzando dispositivi elettronici e telematici si evita la contraffazione. Importante anche fare in modo che calino i costi degli incidenti stradali, che significa evitare risarcimenti gonfiati grazie ad un controllo più attento delle certificazioni sui danni a cose o persone. Il decreto sulle liberalizzazioni prevede infine degli incentivi per chi installa a bordo del veicolo la scatola nera: un dispositivo innovativo ed efficace per prevenire le frodi, perché consente di controllare il comportamento dell’assicurato durante la guida e ricostruire con precisione le dinamiche degli incidenti.
Questo il panorama delle modifiche previste. Monitoriamo il vostro livello di fiducia: da 1 a 10, quanto pensate possano cambiare le cose?

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