Capacità fiscale e sforzo fiscale? Non coincidono nelle Marche!

13 dicembre 2011 | Commenta Girotondo

Avete la sensazione che ogni anno le tasse che pagate sono molte di più rispetto alla vostra capacità contributiva? Non devo aspettare la risposta per pensare che stiate annuendo! E in realtà, questa sensazione non sembra essere affatto sbagliata, specie per i Comuni marchigiani. A dirlo non è il solito agitatore politico o il polemico che incontriamo al bar, ma il Centro Studi per Cna e Confartigianato che, analizzando i dati della Banca d’Italia, ha verificato che i Comuni marchigiani pur essendo tra gli ultimi per capacità fiscale, balzano ai primi nella graduatoria degli sforzi fiscali richiesti.


Andiamo con ordine però: che cos’è la capacità fiscale? Secondo proprio la Banca d’Italia con questo termine si intende il gettito teorico di ogni Comune calcolato sulla base imponibile esistente, considerando aliquote uniformi sul livello nazionale. Al contrario invece, lo sforzo fiscale è rappresentato dalle entrate tributari effettive dei Comuni, sulla base delle aliquote effettivamente applicate ai contribuenti. Presi questi due indicatori, i nostri Municipi hanno una capacità fiscale di circa 89 (calcolato in 100 in valore nazionale), al quale corrisponde però uno sforzo fiscale richiesto di addirittura 121: il più alto di tutta l’Italia. Insomma, per dirla in soldoni siamo i più tartassati dalle Amministrazioni Comunali. La motivazione in realtà, risiede in una caratteristica positiva del marchigiano: la sua produttività.

Infatti, per ricostruire questi dati il Centro Studi della Banca d’Italia ha calcolato Irpef, ICI ed entrate relative alla pubblicità e all’occupazione del suolo pubblico. Da contro altare a questa fotografia forse poco piacevole per le nostre tasche, c’è il fatto che i servizi che gli stessi Comuni erogano sul territorio risultano tra i migliori dello stivale.
Insomma: un do ut des!