Studiare digitale: si o no?

7 dicembre 2011 | Commenta Università

I film? Li possiamo vedere sul pc o sui tablet. Le riviste? Possiamo sfogliarle on line o scaricarle e poi consultarle con calma senza che le pagine si sgualciscano. I libri? Possiamo acquistarli e leggerli in librerie virtuali. Ma quando non si tratta di intrattenimento ma di studio, le cose cambiano?
Pensiamo ad uno studente. Ad uno bravo, che compia il suo percorsi di studi con impegno e serietà. Come ce lo immaginiamo?

Seduto di fronte ad una scrivania piena di libri aperti, penne, evidenziatori, matite e fogli scarabocchiati qua e la. Bene, questa immagine potrebbe sopravvivere ancora per poco!
La tecnologia e il progresso ormai ci portano a braccetto, verso confini che solo qualche anno fa sembravano irraggiungibili. E anche l’istruzione deve in qualche modo aggiornarsi, stare al passo. Ne sono stati introdotti di corsi che volgano lo sguardo non solo a ciò che è stato, creando una base alla quale ancorare la conoscenza, ma che sappiano anche creare figure in grado di gestire scenari presenti continuamente in movimento, votati all’uso di tecniche, supporti, macchine innovative.
Ma ora quello che ci chiediamo è: sarà ora di cambiare anche il “mezzo” attraverso il quale studiare? Se la nostra è l’era dei tablet, non sarà forse il momento che essi entrino in pianta stabile a far parte non solo dei nostri momenti ludici o di lavoro ma anche del percorso di studi dei nostri ragazzi?
Le prime obiezioni saltano immediatamente alla mente; e probabilmente sono le più “sciocche” ma anche le più operative se così si può dire. Primo: come si fa a studiare su qualcosa di immateriale? Come si sottolineano le frasi da ricordare o si prendono appunti a margine del testo? Be, queste, crediamo, saranno solo difficoltà del primo momento! Certo, abituarsi ad un supporto nuovo implica necessariamente anche sperimentare un nuovo modo di studiare. Usare qualcosa che è concepito come strumento da tempo libero per la propria formazione, necessita di un cambiamento di prospettiva. Ma la mente dello studente è agile e, crediamo, si abituerebbe ben presto. Quello che invece vorremo chiedere ai nostri rettori è: ma le nostre Università sarebbero pronte per queste e per tutte le altre rivoluzioni tecnologiche che ad esse potrebbero seguire? Trasferire il sapere sui tablet, vorrà dire rapportarsi con il mondo della tecnologia. Andare a lezione con le magiche tavolette, sarebbe ancora più utile se anche i corsi diventassero interattivi, se durante il suo parlare il professore fosse in grado di suggerire link ai quali collegarsi seduta stante, se nelle dispense che prepara per i suoi studenti iniziasse a collegare contenuti multimediali; se insomma fosse lui o lei il primo ad entrare nell’era delle nuove tecnologie. E i nostri docenti sono pronti a questo? Hanno la capacità e la voglia di aggiornare i loro saperi e di confrontarsi con la rete per offrire ai loro studenti il meglio che essa può dare? Si parla di sfide, si parla di aggiornamento, si parla di un nuovo cambiamento. Siamo partiti dal porre una semplice domanda sul passaggio da libro ad ebook. Una tematica interessante sulla quale vorremo leggere l’opinione dei nostri lettori. Ma da qui, vorremo appunto allargare il discorso: università e nuove tecnologie, siamo pronti? Quali sono le innovazioni in questo ambito già introdotte dai nostri atenei? A voi la parola!

 


UNIVERSITA’ DI ANCONA

Marco Pacetti
Il contributo del Rettore

“In attesa che la politica decida, non si può stare fermi perché la società evolve velocemente e gli studenti ci incalzano con le loro esigenze. I nostri attuali studenti appartengono alla generazione dei Millenials intendendo con questo termine le generazioni che sono divenute maggiorenni nel nuovo millennio. Questi giovani sono entrati in società dopo la caduta del muro di Berlino, hanno visto l’esplodere della globalizzazione, appena alfabetizzati hanno iniziato la loro vita di relazione con sms ed internet: sono cioè nativi digitali. Questi ragazzi che si iscrivono ai nostri corsi hanno dunque caratteristiche relazionali, culturali e metodologiche diverse rispetto al passato, coltivano differenti interessi ed hanno sviluppato capacità tecnologiche completamente nuove e di grande potenziale anche per il mondo del lavoro. La risposta degli Atenei soprattutto in termini di percorsi e metodi formativi non appare adeguata a cogliere tutte le opportunità e a sviluppare le capacità di queste nuove generazioni di studenti; bisogna quindi capire quali siano gli elementi caratterizzanti ed i valori di riferimento di questi giovani. Sul piano di nostro maggiore interesse, cioè dei processi di apprendimento, le differenze con il nuovo archetipo antropologico sono principalmente nel multitasking e nell’approccio non lineare. Rilevanti anche l’abitudine alle icone piuttosto che alla lettura di testi, la connessione costante, l’approccio collaborativo. I nuovi studenti vogliono essere parti di learning communities dove il docente funga da hub e sia in costante scambio con i discenti. E’ il modello che i pedagoghi anglosassoni, che primi hanno dovuto affrontare i cambiamenti, riassumono nel passaggio dal sage on the stage (il sapiente sul palco) al guide on the side (la guida al fianco); tale modello delinea per il docente un ruolo più socratico che prevede di porre domande e guidare il processo di apprendimento piuttosto che, spezzando il pane della scienza, fornire il verbo che il discente dovrà ripetere in qualche modo”.

 

UNIVERSITA’ DI CAMERINO

Flavio Corradini
Il contributo del Rettore

“L’Università di Camerino è uno degli Atenei italiani più all’avanguardia nella sperimentazione inerente l’Information Technology. I nostri studenti possono contare su infrastrutture informatiche e di comunicazione eccellenti. Da diversi anni il sito web www.unicam.it è ai primi posti nella classifica stilata dal Censis per Repubblica su criteri che riguardano l’usabilità ed i contenuti, segno che il sito d’Ateneo rispecchia in pieno la politica di comunicazione condivisa in Unicam: informazione ricca, accessibile a tutti. Abbiamo puntato molto al potenziamento dei nostri collegamenti informatici, e dei servizi on line per gli studenti, sia per la didattica (ad esempio la consultazione della carriera universitaria, la possibilità di prenotare gli esami, di verificare la regolarità dei pagamenti delle tasse universitarie, di visionare il piano di studi, di aggiornare i propri recapiti), sia per le attività extracurriculari, come ad esempio il forum degli studenti (completamente autogestito e attraverso il quale possono esprimere apprezzamento e critica per le scelte dell’Ateneo) e la radioweb. Il wifi è praticamente ovunque: tutte le nostre sedi sono coperte dalla tecnologia wireless che consente ai nostri studenti di navigare e di collegarsi a tutti i servizi on line dell’ateneo, non solo dai laboratori o dalle biblioteche, ma anche dal proprio alloggio o dalla mensa! Ogni studente poi ha una casella di posta elettronica della capacità di 1 GB, gratuita e disponibile anche dopo la laurea. L’ultima nata è la “Enjoy My UNICAM Card”, una innovativa carta servizi per gli studenti, realizzata grazie alla collaborazione di Unicam con la UBI-Banca Popolare di Ancona e la Namirial spa. Non una semplice tessera identificativa, in questa prima fase sperimentale riservata agli studenti di Informatica, ma una card con firma digitale e certificato di autenticazione che permette di accedere a tutti i servizi universitari e ai servizi bancari, poiché si tratta di una vera e propria carta prepagata con cui poter effettuare prelievi e pagamenti anche on line. Last but not least, l’Ateneo è presente anche sui principali social media (Facebook, Twitter e YouTube). Il nostro Ateneo mantiene dunque sempre alto l’impegno per un’alta qualità dei servizi ai nostri studenti”.

 

UNVIERSITA’ DI MACERATA

Luigi Lacchè
Il contributo del Rettore

“L’umanesimo che innova: questa è l’Università di Macerata, come ha recentemente riconosciuto il grande pensatore Edgar Morin. Che cosa significa? Per esempio che negli ultimi anni abbiamo coniugato questa forte vocazione con le risorse offerte dalle nuove tecnologie. Il Centro per l’e-learning e la formazione a distanza (Celfi) offre agli studenti un ambiente di apprendimento on line personalizzato, dove possono trovare i materiali di studio, usarli da qualsiasi computer in qualsiasi momento, molti anche tramite un telefonino, svolgere attività individuali e di gruppo. I nostri docenti e i nostri studenti sono, quindi, abituati a confrontarsi con le nuove tecnologie. In Italia utilizziamo moltissimo i nuovi dispositivi per comunicare, ma c’è ancora una certa resistenza allo sviluppo e alla diffusione di ebook multimediali. E, tuttavia, l’Università di Macerata crede molto nella necessità di fare passi in avanti sul piano dell’innovazione. Il nostro brillante editore eum (edizioni università di macerata) ha già pubblicato un ebook dal titolo Stripsody. La vocazione musicale delle strisce a fumetti (autore A. Garbuglia), lo si può leggere in epub sui tablet. Stiamo per mettere tutti i nostri libri (quasi 300) in e-commerce e a quel punto qualsiasi volume potrà essere pubblicato anche (o solo) come ebook. Insomma, l’era dei tablet e degli ebook non sembra così lontana e studiare digitale a Macerata sarà sempre più realtà”.

 

UNIVERSITA’ DI URBINO

Stefano Pivato
Il contributo del Rettore

“L’innovazione tecnologica nella scuola italiana si rifà alla circolare n.16 del 10 febbraio 2009 del Ministero della Pubblica Istruzione, che ha aperto la strada a una trasformazione del testo nel formato ebook. Del resto, il segnale della trasformazione in senso digitale dello studio tout cour, che muove i suoi passi dalle fonti stesse della conoscenza fino alle elaborazioni finali, lo vediamo ogni giorno, dalle riunioni di lavoro alle lezioni. La multifunzionalità del digitale e il passaggio al testo elettronico offrirà nuovi modi di produrre e diffondere la conoscenza da parte dell’Università e nuovi modi di studiare per lo studente. Gli ebook reader e gli iPad servono quindi non solo per leggere testi ma per “trattarli”, metterli in connessione, espanderli e condividere i contenuti. In pratica la didattica diventa user generated sotto la guida del docente. Ciò modificherà sempre di più le modalità da parte dei docenti di fare didattica: l’uso di tablet e iPad consentono già oggi di co-produrre contenuti tra studenti e docenti e creare una sorta di “archivio del sapere comune” a disposizione non soltanto degli altri studenti ma per l’intera comunità scientifica. A ciò non è estranea la nascita e la diffusione delle cd. “Non Press” universitarie che validano il sapere scientifico e che abbattono costi di commercializzazione del libro riuscendo a “distribuirlo” mondialmente – con il solo limite della lingua – limitandosi a competenze di selezione e di cura editoriale. L’Università di Urbino, in particolare, sta appositamente studiando l’attivazione di un corso di Personal Mobile Learning & Knowledge Environments(PMLKE) – ambienti di conoscenza e apprendimento personali e mobili”.

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