A due passi dal mare, Ripatransone

6 ottobre 2011 | Commenta Scelti per voi

Il paese col vicolo più stretto d’Italia e tanto altro.
Da tempo i turisti che vengono dalle nostre parti si sono accorti che non solo il mare ma anche le colline a ridosso della costa riservano piacevoli sorprese, adatte a ogni tipo di villeggiatura. D’altra parte che c’è di meglio di una passeggiata lungo le antiche vie di un borgo marchigiano? A Ripatransone, per esempio, una delle 184 Bandiere Arancioni d’Italia (marchio di qualità turistico ambientale del Touring Club).
Per arrivarci è sufficiente percorrere solo una quindicina di chilometri dalle spiagge di Grottammare e San Benedetto del Tronto. Durante il tragitto (vi consigliamo la Strada Provinciale n. 23) si offrono al vostro sguardo magnifiche aperture paesaggistiche su colline e suggestivi gruppi di calanchi – originati da incessanti fenomeni di erosione – che potete ammirare in direzione nord-ovest avvicinandovi al paese.
Una volta arrivati e oltrepassata la porta medievale delle mura, vi suggeriamo di parcheggiare a metà circa di via Giacomo Leopardi; il panorama che si gode da questo punto è straordinario: un mare verdeggiante di vigneti, uliveti e terreni scrupolosamente lavorati formano una variopinta scacchiera e, verso l’orizzonte, il Monte dell’Ascensione, la Montagna dei Fiori, il Gran Sasso, i Sibillini e i Monti della Laga, con le loro grandi sagome scure si stagliano sull’azzurro del cielo.

Se amate la pittura, quando arrivate in piazza Condivi (pittore e scultore ripano, biografo di Michelangelo, che nacque nella casa di fronte al duomo) non perdete la meravigliosa pala d’altare nella cattedrale – seconda cappella a destra – che raffigura una  Madonna col bambino e i santi Gregorio Magno e Margherita, protettori del paese. Per la sua bellezza gli storici dell’arte suppongono che l’autore sia Orazio Gentileschi, geniale pittore toscano del ’600, seguace del Caravaggio.
Sulla piazza principale potete ammirare il palazzo municipale e il maestoso Palazzo del Podestà, la cui mole romanico-gotica testimonia che il paese fu un fiorente comune nel medioevo. Al suo interno c’è un piccolo teatro ottocentesco, gioiello di acustica e decorazione intitolato a Luigi Mercantini, il patriota ripano autore della celeberrima poesia “La spigolatrice di Sapri”. Chi non ricorda i versi: “eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti.” ?
Di fronte al palazzo potete visitare l’interessante museo archeologico che custodisce numerosi reperti che vanno dalla preistoria all’epoca altomedievale. All’ingresso vi accoglierà il professor Giannetti, bibliotecario e storico locale, che vi guiderà per le sale del museo: la sua passione per la sua terra e per l’antichità vi contagerà.
Per rimanere in tema di musei, vi suggeriamo quello civico ospitato nel seicentesco Palazzo Bonomi-Gera, che comprende la pinacoteca, la raccolta delle sculture dell’artista novecentesco Uno Gera, il museo del risorgimento e una collezione etnografica.
Una curiosità da non perdere assolutamente è il vicolo più stretto d’Italia: dopo un breve percorso arrivate in questo angusto vicoletto, largo appena 43 cm (l’ufficio turistico rilascia un “attestato” per il suo attraversamento), che sconsigliamo però ai più robusti che rischierebbero di rimanervi incastrati!
Scendendo poi lungo via Santa Margherita e via Garibaldi giungete in un luogo suggestivo: una folta vegetazione circonda un’ampia radura dove si trova l’antico lavatoio del paese, oggi trasformato in un teatro all’aperto per spettacoli e concerti vari durante la stagione estiva.
Se amate la buona cucina, Ripatransone offre le tipiche specialità gastronomiche picene, olive fritte e maccheroncini di Campofilone “uber alles”, e i numerosi vigneti disseminati sulle colline circostanti garantiscono ottimi vini; infatti siamo nell’area del Rosso Piceno, vino forte e generoso, adatto a piatti di un certo spessore. In tutte le stagioni sarà facile imbattervi in manifestazioni o sagre che offrono la possibilità di degustazioni enogastronomiche per le vie del paese, come la Festa del vino a fine luglio, il Puzzle gastronomico ad agosto o la Supercastagnata alla fine di ottobre, solo per citarne alcune.
Tuttavia la manifestazione più caratteristica e amata di Ripatransone si tiene la prima domenica dopo Pasqua: il Cavallo di Fuoco, uno spettacolo pirotecnico in onore della Madonna che, secondo la tradizione, risale al XVII secolo. La sagoma di un cavallo, completamente rivestita di petardi e mortaretti, viene trasportata lungo la via principale del paese mentre fa fiamme e scintille da tutte le parti; la violenta e continua esplosione di fuochi spaventa e allo stesso tempo attira i numerosi spettatori accalcati lungo la strada, dando vita a ondate di gente che fluttuano a seconda dei movimenti del cavallo. L’evento è stato riconosciuto dal Ministero del Turismo come “patrimonio d’Italia per la tradizione”.
Per queste e tante altre cose da scoprire, come resistere a una visita a Ripatransone?

 

Per saperne di più:

- Alfredo Rossi, Vicende ripane. Carrellata storica, Centobuchi (AP) 2007.

- Luigino Cardarelli, Le parole ritrovate, con ampia documentazione di proverbi, modi di dire, minacce, imprecazioni, soprannomi, poesie e molte curiosità del dialetto di Ripatransone, Ripatransone 2006.

- Antonio Giannetti, Ripatransone. Guida storico-turistica, Ripatransone 2003.

- Luigi Piergallini, Il cavallo di fuoco, Ripatransone 1995.

- Giorgio Settimo, Profilo storico di Ripatransone, Ascoli Piceno 1979.

di Michela Marconi
Antonio Lazzari

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