Tornare indietro per andare avanti?
La parola “crisi” che evoca in noi occidentali lo spettro di un burrone infinito, è tradotta in cinese con una sola parola che indica anche “opportunità”. E se questa non fosse solo una leggenda, ma l’occasione per recuperare l’inventiva e la capacità adattiva che da sempre sono garanzie di successo?
Di fantasmi questo XXI secolo ce ne ha già offerti molti. Di problematiche con cui confrontarci, altrettante. Di punti interrogativi rimasti senza una risposta, anche.
Ma per tanti problemi dobbiamo trovare una soluzione. E per alcuni dobbiamo farlo anche presto!
Primo tra tutti, il problema della mancanza di lavoro che sembra diventata una malattia endemica che colpisce purtroppo soprattutto i giovani. Quei ragazzi che molto spesso sono figli di genitori che hanno vissuto il boom degli anni ’80 e il benessere dei ’90 quando con la giusta dose di competenza, creatività, capacità di rischiare o semplicemente con una buona manualità e tanta voglia di fare si poteva ottenere quanto meno un buon lavoro, una sicurezza finanziaria e solide basi per il proprio futuro.
Adesso lo scenario sembra trasformato: tanti laureati escono dalla porta dell’università col capo ancora cinto d’alloro e si trovano a brancolare tra invii di curriculum via e-mail ai quali nessuno risponde e colloqui di lavoro che finiscono spesso con il “le faremo sapere” che molto spesso si perde via nel vento.
Trovare una via d’uscita a questa impasse è fondamentale. Serve un’idea, una scossa, un sentiero da percorrere.
A volte capita che la storia ci venga in aiuto, che il passato dimostri di avere quelle risorse che il presente sembra aver perso di vista.
Quale è stata una delle grandi ricchezze delle Marche, e a ben vedere dell’Italia tutta?
L’artigiano, quello in grado di fare del proprio mestiere un’arte, di fare delle proprie mani degli strumenti paragonabili al pennello di un pittore o allo scalpello di uno scultore, quelli che producevano meno in termini numerici ma molto e molto di più in termini di valore e di unicità. Insomma, quelli che hanno creato il vero Made in Italy.
E se la soluzione fosse allora quella di incentivare un ritorno all’artigianato?
E se le nostre Istituzioni, a cominciare dalle Province che sono le più presenti sul territorio, potessero lanciare un forte messaggio in questo senso, incoraggiando con corsi di formazione, workshop, convegni e conferenze sul tema? Se fossero proposte ai nostri ragazzi le esperienze di chi nascendo e rimanendo artigiano ha saputo crearsi una professione e mantenerla nel corso di decenni, proteggendola dall’attacco dell’automazione facile e dei pezzi fatti in serie?
Ma siamo sicuri che questa idea non sia poi così innovativa.
Che in realtà sul territorio ci siano iniziative di questo tipo e magari anche scuole che decidono di orientare il proprio percorso di formazione proprio in questa direzione.
Starà poi al singolo cercare informazioni su questo tipo di possibilità. Ma intanto, quello che chiediamo oggi ai Presidenti delle nostre province è di aiutarci a capire quali sono le risorse in termini di artigianato dei nostri territori: com’è la situazione delle imprese artigiane? Quale volume di lavoro sviluppano? C’è effettivamente possibilità per i ragazzi di entrare nel mondo del lavoro da questa porta, recuperando gli “antichi mestieri”? E, a quali corsi di formazione è possibile accedere?
Intervento del Presidente della Provincia di Ancona PATRIZIA CASAGRANDE
“Storicamente, l’artigianato si dispiega nell’area vasta anconetana come una fitta e variegata trama produttiva, fatta di migliaia di piccole e piccolissime imprese. Un settore in cui la presenza femminile è tanto elevata da incidere positivamente sui dati dell’occupazione di genere e far sì che il tasso di inattività delle donne anconetane sia inferiore rispetto alla media nazionale. Un settore che procede parallelamente fra tradizione e innovazione, che sa rimettersi in gioco all’interno di una cornice economica definitivamente mutata. Non a caso, la nostra provincia è al secondo posto in Italia per numero di imprenditrici che si occupano di riparazione, manutenzione e installazione macchine. Ciò significa che il nostro territorio ha una buona capacità di reazione alla crisi perdurante e diffusa. Significa che istituzioni come la Provincia, mentre creano le condizioni per contratti di apprendistato o percorsi formativi per giovani e meno giovani, continuano a incentivare sia la creazione di nuove imprese che la modernizzazione delle esistenti. Trattandosi molto spesso di piccole e piccolissime realtà imprenditoriali, il nostro ente ha lavorato, in collaborazione con la Cna e con la Confartigianato, alla costituzione di reti di imprese alle quali fornire finanziamenti e consulenze sia per rivedere processi produttivi e organizzativi interni che per sviluppare gli aspetti del marketing e dell’innovazione.
Non dimentichiamo, infine, quanto il settore dell’artigianato sia legato a quello del turismo, valorizzato dal nostro sistema della Marca anconetana con progetti di incoming che lo vedono come attrattiva principale nelle offerte al visitatore. Né trascuriamo la sinergia tra istituzioni e imprese artigiane per la buona gestione del territorio”.
Intervento del Presidente della Provincia Di Ascoli Piceno PIERO CELANI
“Da sempre studi e statistiche indicano la provincia di Ascoli Piceno come uno dei territori a più alto tasso di densità di aziende artigiane a livello nazionale. Un tessuto di micro e piccole imprese che abbraccia i più svariati comparti manifatturieri da quelli più avanzati della meccanica e dell’elettronica a quelli di più antica tradizione artigiana legata ai saperi locali. E’ quindi importante favorire soprattutto nei giovani, specie in un momento di forte crisi occupazionale come quello che stiamo vivendo, la cultura dell’autoimprenditorialità e il recupero degli antichi mestieri superando la logica del posto fisso. In questa direzione, la Provincia svolge un ruolo di rilievo attraverso significative iniziative quali dibattiti, confronti, work shop, incontri con testimonial di successo come l’imprenditore Nero Giardini. Non solo, l’Amministrazione provinciale è impegnata anche a promuovere specifiche attività progettuali e formative legate ai fondi europei.
Ad esempio, è in programma un nuovo bando per settembre, dell’importo di circa 1 milione e 600 mila euro a valere sui fondi FSE 2007/2013 in cui saranno individuate tematiche essenziali come il marketing d’impresa rivolto a piccoli imprenditori artigianali e non solo del territorio che necessitano di affrontare in modo più professionale la competitività dei mercati e la gestione della loro impresa. Tra i settori prioritari d’intervento del bando figura pure l’artigianato artistico nel quale possono essere inclusi ambiti importanti come la ceramica, il legno, il ferro e il travertino. Tali corsi saranno rivolti a tutta la popolazione in età attiva, sia disoccupati che occupati fuori orario di lavoro”.
Intervento del Presidente della Provincia di Fermo FABRIZIO CESETTI
“E’ indubbio che la caratterizzazione del sistema produttivo della Provincia di Fermo, nell’articolazione territoriale dei suoi 40 Comuni, risenta fortemente della identificazione con il Distretto Calzaturiero, costituito per lo più da imprese artigiane medio-piccole.
Per queste aziende la Provincia, attraverso l’utilizzo del Fondo Sociale Europeo sta, ormai già dal 2009, sostenendo indirettamente le piccole medie imprese artigiane integrando, oggi fino al 40%, l’indennità percepita dai lavoratori che sono momentaneamente in sospensione lavorativa. Il mercato è però in ripresa e chiari segnali provenienti dall’aumento degli ordinativi fanno intravedere l’inizio di un trend positivo.
I giovani non sono però occupati solo in questo Distretto ma le imprese artigiane operano anche nei settori della metalmeccanica, dell’edilizia, dei servizi alla persona, dei servizi amministrativi e contabili e nel terziario.
La Provincia, attraverso il migliore strumento di inserimento lavorativo per i giovani fino a 29 anni, e cioè il contratto di apprendistato professionalizzante, intende incrementare ulteriormente il numero dei giovani lavoratori nelle imprese artigiane.
Infatti questo contratto, oltre a prevedere una cospicua attività formativa sia interna all’azienda sia esterna, costituisce per le imprese stesse un utile strumento agevolativo in termini di contribuzione. Va letto in questa ottica il recente Avviso Pubblico per ben 14 corsi di formazione rivolti a oltre 200 giovani apprendisti per l’erogazione di quasi 1.700 ore di formazione complessive e per un finanziamento reso disponibile dalla Provincia di circa 150.000 Euro.
Le imprese artigiane sono, dunque, vive ed operose e lo dimostrano i quasi 1.000 piani formativi di inserimento lavorativo, in aziende prevalentemente artigiane di giovani apprendisti, e per alcune tipologie contrattuali anche di stranieri, pervenute alla Commissione Provinciale per il Lavoro della Provincia in appena 10 mesi dalla sua recente costituzione.
Altro intervento fondamentale che impegnerà questo giovane Ente nei prossimi anni, con cospicue risorse, sarà quello di promuovere il “ritorno all’artigianato” già nelle scuole, in collaborazione con i docenti ed in accordo con le associazioni di categoria qualificando, in termini di creatività, di professionalità, di valore aggiunto, di imprenditorialità, gli antichi mestieri”.
Intervento del Presidente della Provincia di Macerata ANTONIO PETTINARI
“Negli ultimi cinquant’anni, il passaggio da economia quasi esclusivamente agricola ad economia prevalentemente manifatturiera ha avuto in provincia di Macerata un protagonista: l’artigiano. Attraverso l’artigianato si è giunti ad un vasto panorama di piccole e medie imprese industriali, ma l’ossatura del nostro sistema economico è tuttavia rappresentata dall’artigianato. In provincia di Macerata, circa un terzo delle 36 mila imprese attive sono artigiane: esattamente il 31,2%, quattro punti percentuali in più rispetto alla media nazionale. E’ naturale, quindi, che l’Amministrazione provinciale abbia una sensibilità particolare verso questo importante settore produttivo.
In tutte le azioni di incentivazione all’imprenditoria e all’occupazione, la Provincia pone attenzione all’artigianato, programmando per esso misure appropriate. Un esempio è il Fondo di garanzia, costituito anche con l’apporto di Camera di Commercio e Comuni, per agevolare l’artigiano ad ottenere crediti dalle banche. Altro intervento è quello dei contributi in conto capitale per la costituzione di nuove attività. La Provincia, inoltre, lavora in questa direzione anche sul fronte dell’occupazione giovanile, attuando progetti di tirocinio e di “borse-lavoro”.
Oltre alla salvaguardia degli antichi mestieri, che hanno in Rocca Varano di Camerino un centro estivo di esposizione e valorizzazione, la Provincia di Macerata promuoverà in autunno corsi di formazione nel campo dell’artigianato artistico, settore – quest’ultimo – che in un territorio attento al turismo e alla cultura potrà offrire occasioni per molti giovani. La Provincia di Macerata, inoltre, sta cercando di far accogliere alla Regione Marche una proposta volta a poter finanziare con quote del Fondo Sociale Europeo destinato alla formazione professionale anche la cosiddetta “formazione di bottega”, cioè periodi abbastanza lunghi di “scuola artigiana” in cui il giovane desideroso di imparare un mestiere manuale possa essere seguito da vicino da un “Maestro artigiano” ”.
Intervento del Presidente della Provincia di Pesaro Urbino MATTEO RICCI
“Resistere e innovare sono state in questi mesi le parole d’ordine della nostra azione di governo. Se da un lato abbiamo adottato misure per famiglie in difficoltà, lavoratori e imprese, dall’altro abbiamo cercato di individuare i settori in grado di creare nuova occupazione, come green economy e turismo e, in quest’ultimo ambito, artigianato artistico e produzioni tipiche. Gli antichi saperi possono tornare alla ribalta se giovani intraprendenti scelgono di dedicarvisi, anche avvalendosi delle possibilità di promozione e commercializzazione offerte dalle nuove tecnologie. Nel territorio provinciale sono 12.789 le imprese artigiane attive nei più svariati settori, alcune nate grazie ai bandi per il sostegno alla creazione d’impresa promossi dalla Provincia con il finanziamento del Fondo Sociale Europeo, ricevendo contributi a fondo perduto. Collaboriamo anche al progetto “Young & Senior, un team per l’impresa” promosso dalla Cna Pesaro e Urbino, che permette ai giovani di avvalersi nei primi mesi di attività, dell’esperienza e professionalità di artigiani pensionati. Sul versante dei corsi di formazione per artigiani, abbiamo offerto in questi anni varie opportunità: corsi per estetiste; lavorazione della ceramica; restauro oggettistica e lavorazione artistica del legno; tecniche orafe; cucina piatti rurali d’autore. Insieme ai prodotti tipici, le nostre eccellenze artigiane (ceramiche, lavorazioni in cuoio, tessuti, legno intagliato, pipe in radica ecc.) sono un importante biglietto da visita: a Pesaro, in via Rossini, abbiamo uno spazio per l’esposizione e la vendita ed altri se ne aggiungeranno nelle aree interne”.



























