Senigallia – Afghanistan : andata&ritorno

18 luglio 2011 | Commenta Scelti per voi


Il Diario di Luca Conti, blogger senigalliese scelto dalla Nato come unico blogger italiano per partecipare ad una missione-reportage sulla situazione afgana.

Giorno 1 – L’arrivo a Kabul
Dopo un lungo volo, sono in Afghanistan e a Kabul. La base che gli americani hanno scelto per noi è una guest house tranquilla – due livelli di sicurezza, con controllo delle auto, perquisizione e qualche uomo armato – dove si trovano altri occidentali.
Arrivati con circa due ore di ritardo sul previsto programma, preso il bagaglio, ci siamo diretti in albergo prima di dirigerci al quartier generale ISAF per due incontri, prima con un funzionario che ci ha illustrato il programma di recupero degli insorti e dopo con il Generale Blotz, relazioni media ISAF.
Sono le 20,30 e sto scrivendo dopo aver fatto un riposino di 3 ore, prima di uscire per cenare e preparare il bagaglio per i prossimi 3 giorni, in cui visiteremo una località turistica e una delle province più difficili, prima di tornare a Kabul.

Giorno 2 – Visita a Bamiyan cancellata
Per la prima volta il meteo del telefono registra la situazione della città in cui mi trovo, Kabul, come mai mi è successo: polvere. Proprio polvere potrebbe essere la parola chiave del giorno, viste le cattive condizioni di visibilità. Sulla carta tutto non poteva essere più interessante: un giorno da turisti a Bamiyan, tristemente noto per i grandi Budda scavati nella montagna, opera protetta dall’UNESCO, distrutta dai talebani.
Sveglia alle 5,10. Ci rechiamo all’aeroporto dell’ambasciata USA per prendere un elicottero, ma alle 6,30 ci viene comunicato il primo ritardo. L’attesa si protrae. Finalmente saliamo sull’elicottero, ma
poco prima del decollo veniamo fatti scendere per un guasto meccanico.
Torniamo al terminal e, dopo un tira e molla di “20 minuti ed è pronto”, “ci siamo, altri 5 minuti”, ci comunicano la cancellazione definitiva.
Stanchi e affamati torniamo in albergo a pranzare.
L’unica cosa che ci inventiamo è un giro a 5 minuti a piedi dall’albergo. Consultati con l’ambasciata, usciamo a fare un giretto senza scorta, senza incontrare problemi di alcun genere.

Giorno 3 – Campo militare a Kandahar
Terza giornata in Afghanistan e finalmente una sveglia ad un orario civile, le 7,30. Colazione e via verso l’aeroporto dell’ambasciata USA a Kabul. Prima tappa in aereo e seconda tappa in elicottero. La seconda tappa, in territorio più pericoloso, con elmetto e giubbotto antiproiettile, per la prima volta da quando sono qui.
La prima tappa ha coinciso con un briefing interno di USAID in cui sono stati presentati i dati di una indagine per capire lo stato dell’opinione pubblica a Kandahar e provincia. Dati molto
interessanti.
Pranzo nella base e via di nuovo per la seconda tappa verso il PRT (Provincial Reconstruction Team). Caldo soffocante. Temperatura sui 40 gradi, vento caldissimo. Il pomeriggio è stato utile soltanto a fare un giro della base militare, cenare insieme ad una ragazza afghana e ad altro personale USAID.

Giorno 4 – Attacco all’Intercontinental
Mentre stavo per pubblicare le righe che leggete sotto, scopro su Twitter che è in corso un attacco terroristico nell’Hotel Intercontineal, molto lontano da dove mi trovo a Kabul. Dalle notizie che si susseguono sembra si tratti di un attacco suicida. In questo momento sono le 23,50, non c’è corrente nel mio albergo e la connessione internet va per miracolo.
Quanto avevo preparato:
Giornata particolarmente intensa, che non mi ha permesso di accendere il computer fino ad ora, le 23 già passate. La stanchezza è tale che mi limito a ricordare i cinque momenti della giornata, riprendendo i 5 tweet appena pubblicati.

1/5 Giornata intensa a #Kandahar con prima visita al centro di formazione per le forze di polizia afghane

2/5 Altro incontro in mattinata per intervistare alcuni militari presso la base. Nessuna notizia, se non che tutti usano Skype e Facebook

3/5 Trasferimenti di nuovo verso Kabul con un fantastico elicottero già usato in Vietnam e un DC-3 del 1944 (!!)

4/5 Pomeriggio a Kabul ad intervistare gente comune al parco. Dalla giovane filmaker ai ragazzi di una famiglia in città per il matrimonio, storie di vita vissuta

5/5 Serata conclusa con una cena con la donna imprenditrice più nota in Afghanistan che, vuole il caso, sia la proprietaria dell’albergo dove mi trovo

Giorno 5 – Riflessioni finali
La quinta e ultima giornata in Afghanistan si è ufficialmente conclusa e tra poco più di 7 ore c’è il volo per l’avvicinamento all’Europa.
Dire che è stata una esperienza unica è dire poco. Non capita tutti i giorni di poter conoscere un paese in guerra da una posizione privilegiata.
Oggi posso dire di avere elementi in più per capire quale è la situazione oggi in Afghanistan, quale lo scenario da qui al 2014 e quali i rischi e le opportunità di un progressivo disimpegno ISAF/NATO dopo questa data. L’unico rammarico è sulla durata del tour. Cinque giorni molto intensi sono il minimo indispensabile per formarsi un’ idea, ma ne servirebbero altrettanti per poter vivere di più la città, frequentare di più i militari, estendere gli incontri anche a diplomazie e organizzazioni di altri Paesi, così da avere un quadro più completo.

 

Biografia di Luca Conti
Luca Conti, 36 anni, senigalliese, ha una Laurea in Scienze Ambientale, un’esperienza come segretario regionale del WWF Marche ed una parentesi al Consiglio Comunale di Senigallia tra le file dei Verdi. Ma l’ambiente non è la sua sola passione. Giornalista di Nova24 del Sole 24 ore, è consulente per l’uso avanzato dei social media in chiave marketing e comunicazione. Cura numerosi blog e non solo il suo seguitissimo Pandemia.info. Nel 2006 scopre Twitter ed è il primo giornalista a scriverne sulla stampa italiana. Ha insegnato web 2.0 e i nuovi indirizzi della rete all’Università di Urbino e Macerata. E’ un gran viaggiatore, sempre in giro tra Europa e Stati Uniti per aggiornamenti professionali e networking dal vivo. Due libri all’attivo editi da Hoepli: “Comunicare con Twitter” e “Fare business con Facebook”. Sempre per Hoepli cura la collana “Web&Marketing 2.0”.

28 giugno, i talebani attaccano l’Hotel Intercontinental a Kabul. Il mio pensiero corre a Luca che è in Afghanistan da quattro giorni. Ma lui prontamente tranquillizza tutti:  tweeta, posta e lascia messaggi in bacheca. Luca Conti, senigalliese, è il primo blogger italiano embedded in Afghanistan. E’ stato selezionato dalla Nato per partecipare ad una visita nei luoghi dove operano le truppe presenti nel Paese insieme ad altri cinque giornalisti provenienti da Germania, Slovacchia, Rep. Ceca, Ungheria e Polonia. L’invito della Nato rientra in un progetto che coinvolge giornalisti provenienti dai paesi che hanno truppe in Afghanistan con l’obiettivo di informare l’opinione pubblica sui progressi e sull’evoluzione della popolazione civile. Un viaggio davvero emozionante, elmetto e giubbotto antiproietile e misure severissime. Cinque giorni intensi,  “esperienze che ti cambiano la vita”, come scrive Luca sul suo sito (pandemia.info) E noi qui, amici di social network e non solo, a seguirlo giorno per giorno.


a cura di Maria Pettinari

 


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